Meno Europa, più Cina: la nuova difesa Usa


Obama e Panetta: dobbiamo tagliare ma restiamo i più forti


05.01.12

12:06

Gli Stati Uniti avranno forze armate "più snelle e agili con un esercito di terra più piccolo" ma "rafforzeranno la presenza in Asia-Pacifico". Così Barack Obama ha presentato, parlando al Pentagono insieme al segretario alla Difesa Leon Panetta, il nuovo piano strategico per la difesa, che riflette tagli per almeno 450 miliardi nel decennio fino al 2021. E che disegna un paese che si concentra sulle zone dove pensa di avere oggi i suoi veri interessi nazionali, il Medio Oriente e l'Asia che si affaccia sul Pacifico, e spende i fondi limitati che ha per una difesa da 21esimo secolo, non più per le grandi armate che sono ormai cosa del passato.  

Obama ha parlato dei successi militari della sua amministrazione, spiegato la necessità di tagliare i costi, e precisato che anche con i tagli "il bilancio della difesa sarà più grande di quando era verso la fine dell'amministrazione Bush" e che sarà "più grande di quelli combinati delle dieci nazioni" che spendono di più in difesa dietro gli Usa.

"Dobbiamo ricordare le lezioni della storia", ha detto Obama per assicurare che i tagli non saranno della stessa entità relativa di altri fatti nel passato: "Non possiamo fare gli errori successivi alla Seconda guerra mondiale e dopo il Vietnam, quando le forze armate erano mal preparate per il futuro". Tuttavia non si può non tagliare: "Dobbiamo rinnovare la nostra forza economica qui a casa che è il fondamento della nostra forza nel mondo, sono obbligatorie riduzioni alla spesa. Ho insistito perché sia fatto responsabilmente".

Eventuali accuse di svendere la difesa degli Stati Uniti Obama le ha rimandate preventivamente al mittente anche con un riepilogo dei successi militari del suo governo: "Negli ultimi tre anni abbiamo fatto investimenti storici nelle nostre forze armate. Abbiamo chiuso la guerra in Iraq, abbiamo decimato la leadership di al Qaeda, abbiamo fatto giustizia su Osama bin Laden, fatto progressi in Afghanistan, protetto il popolo libico insieme ai nostri alleati". E in un anno elettorale in una nazione stanca di guerre Obama non ha mancato di notare che "continueranno a tornare a casa sempre più soldati".

Dopo il presidente, Leon Panetta ha spiegato per grandi linee cosa faranno queste nuove forze armate più snelle. Non peraltro annunciando cosa sarà tagliato nello specifico: per quello bisognerà aspettare il mese prossimo, anche se già da ora si può dire che ci saranno riduzioni del numero di soldati e marines. E che un altro candidato a tagli è il programma F-35, il cacciabombardiere dai costi in aumento che anche in Italia ha destato polemiche (Roma ne ha in ordine 130, ma Washington ben 2.000, numero destinato molto probabilmente a calare).

"Sarà una forza più flessibile pronta a dispiegarsi in fretta e con un vantaggio tecnologico", ha detto Panetta. Il ribilanciamento globale significa meno forze in Europa e più nel "grande Medio Oriente", ha detto il capo del Pentagono, e in Asia-Pacifico. Panetta non ha mai menzionato per nome Iran e Cina, ma non ha dimenticato di assicurare che gli Stati Uniti sosterranno "progresso politico e riforme" in Medio Oriente. E che nella regione asiatica che si affaccia sul Pacifico "ci concentreremo su proiezione di forza e deterrenza".

Quanto all'Europa, nemmeno qui Panetta ha detto apertamente che ci saranno tagli ma ha usato eufemismi che non lasciano spazio a dubbi: "Dovremo necessariamente adattarci. Ma restiamo impegnati alla deterrenza contro qualunque aggressione". Infine, ecco il ritratto dell'America del futuro che non mantiene grandi eserciti in giro per il mondo ma si concentra su cecchini, satelliti e computer per eliminare i cattivi: "Manterremo e in alcuni casi aumenteremo le forze speciali, le nuove tecnologie, le capacità nello spazio e nel cyberspazio. E se necessario avremo sempre la capacità di mobilitarci".

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