Mercati finanziari più ottimisti, ma la fiducia non si traduce in una crescita reale

L'atteso "Trump bump" tarda ad arrivare e, secondo almeno una parte degli analisti, non ci sarà. La discrepanza tra rally di Wall Street e dati macro è sottolineata dalle indicazioni recenti.

I mercati finanziari sono sempre più ottimisti, come dimostrano i recenti record di Wall Street, dove la volatilità è stata molto bassa nelle ultime settimane, ma la maggiore fiducia non si traduce in un'accelerazione della crescita economica. In buona sostanza, l'atteso "Trump bump" tarda ad arrivare e, secondo almeno una parte degli analisti, non ci sarà.

La discrepanza è sottolineata dalle indicazioni recenti: la settimana scorsa i listini americani hanno aggiornato i massimi storici dopo le trimestrali migliori delle previsioni delle grandi banche americane, ma dal fronte macroeconomico sono arrivati dati contrastanti, per lo più deludenti, sull'inflazione e sull'industria.

Nel complesso, se è vero che l'economia americana è entrata nel suo nono anno di espansione dopo la crisi finanziaria, con una costante creazione di posti di lavoro, è vero anche che i consumi non trovano slancio, perché le famiglie sono meno ottimiste sulla traiettoria della congiuntura e sull'andamento dell'inflazione, che da lungo tempo si mantiene sotto i target.

Il presidente americano Donald Trump, durante la campagna elettorale e poi ufficialmente dopo l'ingresso alla Casa Bianca, ha fissato un'agenda economica ambiziosa, ma che per il momento non è stata accompagnata dai fatti.

Il successore di Barack Obama ha promesso una riforma fiscale che dovrebbe sostenere la crescita, facendola arrivare al 3%. Un ritmo considerato troppo ottimistico dal Congressional Budget Office e dalla Federal Reserve, che attendono valori attorno al 2% almeno fino al 2019.

Gli analisti stanno abbassando le stime di crescita per il secondo trimestre e per l'intero anno (nel 2017 non dovrebbe superare di molto il 2%, anche se la Casa Bianca considera possibile un molto più ottimistico 3%). "Non sembra esserci il rimbalzo che alcuni anticipavano", quando parlavano di un possibile "Trump bump", un balzo dovuto all'elezione di Donald Trump, ha detto Stephanie Pomboy, economista indipendente di New York.

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