Merkel e Trump: stili opposti, interessi comuni

Domani l'atteso incontro alla Casa Bianca, dopo il rinvio a causa del maltempo. La cancelliera metterà da parte la sua personale ostilità per il presidente degli Stati Uniti nell'interesse della Germania

Lei è cresciuta nella Germania dell'Est, figlia di un pastore luterano e di un'insegnante di inglese e latino; lui è nato nel Queens, a New York, da un facoltoso investitore immobiliare. Lei è laureata in fisica e ha conseguito un dottorato in chimica quantistica; lui, prima ancora di laurearsi, lavorava già con il padre. Lei è controllata e cauta, lui irascibile e imprevedibile. Lei fa politica attiva da quando era ragazza ed è diventata la prima cancelliera tedesca; lui ha sempre preferito occuparsi di affari e tv ed è da poco diventato presidente degli Stati Uniti, il primo senza una carriera politica o militare alle spalle, grazie alla spinta dell'antipolitica.

Angela Merkel e Donald Trump si incontreranno domani per la prima volta, alla Casa Bianca, dopo alcune polemiche a distanza; d'altra parte, è difficile immaginare due leader più diversi, nello stile e nella sostanza. "Dire che il loro rapporto è burrascoso dall'inizio potrebbe essere l'eufemismo dell'anno" ha commentato Michael Broning, direttore dell'ufficio di politica estera del Friedrich Ebert Stiftung, un think tank berlinese, parlando con Usa Today; "si sono criticati prima della transizione, durante, dopo e continuano a farlo regolarmente".

Chi si aspetta una resa dei conti tra Trump e Merkel, però, resterà deluso: l'atteso incontro sarà incentrato sulla necessità di trovare un punto d'incontro, visto che entrambi sanno di aver bisogno l'uno dell'altra. La cancelliera tedesca, qualsiasi considerazione abbia di Trump, non andrà a Washington per scontrarsi con lui, ma per fare gli interessi del proprio Paese: la sua capacità di mettere da parte la personale ostilità per il bene della Germania, probabilmente, non ha eguali tra i leader mondiali.

L'incontro era inizialmente previsto martedì, poi rinviato a causa della tempesta che ha colpito la costa orientale degli Stati Uniti. In Germania, molti commentatori credono che il fatto che entrambe le parti abbiano voluto subito riprogrammare l'incontro tre giorni dopo rappresenta un segnale promettente, per una relazione che, a distanza, è finora stata turbolenta.

Trump ha definito "un errore catastrofico" la decisione di Merkel di aprire le porte del suo Paese ai rifugiati e ha accusato la Germania di dominare l’Unione europea, motivo per il quale il Regno Unito avrebbe fatto bene a uscirne, ma ha detto di nutrire un “profondo rispetto” per la cancelliera tedesca. Trump, promotore del concetto "America first", ovvero prima l'America, ha minacciato di imporre dei dazi del 35% sulle case automobilistiche tedesche che producono in Messico le auto per il mercato statunitense e ha criticato Berlino perché non spende abbastanza per la difesa (solo l'1,2%, contro l'obiettivo del 2% per ogni membro della Nato), per il suo surplus commerciale con Washington di 50 miliardi di dollari e per i suoi presunti vantaggi grazie all'euro debole. Tutte questioni che rendono chiara la difficoltà dell'incontro, per cui Merkel, secondo fonti di stampa, avrebbe studiato in modo approfondito i discorsi del presidente statunitense, le interviste e i suoi precedenti incontri con altri leader mondiali.

Da parte sua, Merkel è stata critica con Trump per il divieto d'ingresso temporaneo per i rifugiati e i cittadini di sei Paesi a maggioranza musulmana (inizialmente erano sette) e, durante una telefonata a gennaio, la cancelliera ha detto al presidente che la Convenzione di Ginevra obbliga i suoi firmatari, compresi gli Stati Uniti, ad accogliere i rifugiati di guerra per motivi umanitari. Merkel è poi preoccupata che Trump, dopo aver salutato positivamente la Brexit, possa continuare a lavorare per indebolire l'Unione europea, in un momento di profonda crisi testimoniato dall'avanzata di movimenti contro l'Europa unita e l'accoglienza dei migranti.

Proverà, nel faccia a faccia, a convincere Trump che un'Unione europea forte sia nell'interesse economico e strategico degli Stati Uniti. Con sé, porterà a Washington una delegazione di uomini d'affari che comprende i manager di Bmw e Siemens, due aziende che, insieme, danno lavoro a 120.000 persone negli Stati Uniti; gli scambi commerciali tra Stati Uniti ed Europa, ha detto Merkel, sono "vantaggiosi per entrambe le parti".

I due leader parleranno naturalmente di terrorismo e di Russia; secondo quanto fatto sapere dalla Casa Bianca, Trump vuole chiedere a Merkel consigli su come comportarsi con il presidente Vladimir Putin e discuterà anche di come gli Stati Uniti possano collaborare per cercare di porre fine alla guerra in Ucraina. Possibile, infine, che si parli anche degli accordi sul clima di Parigi.

Il fatto che Merkel vada a Washington domani mostra "quanto importante sia questo viaggio per la Casa Bianca" ha commentato Ulf Roeller, corrispondente dalla capitale statunitense della tv tedesca Zdf, intervistato dalla Nbc. Merkel ha detto d credere che "le conversazioni faccia a faccia siano sempre molto meglio". Nonostante le molte critiche ricevute in questi mesi da Trump, la cancelliera tedesca arriverà a Washington con la "mente aperta", secondo funzionari governativi di Berlino.

Cauta e pragmatica, Merkel non ha mai risposto ai duri attacchi pubblici di Trump, che per esempio ha detto che la cancelliera "sta rovinando la Germania" e che i tedeschi "finiranno per togliere il potere a questa donna", visto che a settembre sono in programma le elezioni. Merkel ha sempre cercato di smorzare le polemiche con i leader 'forti', come dimostrato negli ultimi mesi anche con il presidente russo, Vladimir Putin, e quello turco, Recep Tayyip Erdogan, proprio per fare gli interessi della Germania.

"La cancelliera tedesca è conosciuta per la sua capacità di non reagire emotivamente alle provocazioni e di scegliere invece un tono molto moderato, anche in situazioni critiche" ha dichiarato Daniela Schwarzer, direttrice del Deutsche Gesellschaft für Auswärtige Politik, un think tank di Berlino che si occupa di politica estera. "Ma credo si debba preparare a uno stile più aggressivo" e che debba "offrire qualcosa agli Stati Uniti, ma anche prendere una posizione chiara su cosa gli europei si aspettano". Secondo i sondaggi, Trump è molto impopolare in Germania: per questo, in previsione delle elezioni in Germania, Merkel dovrà cercare di mostrarsi come la leader in grado di difendere i valori occidentali, senza sembrare accomodante con il presidente degli Stati Uniti.

Trump sarà il terzo presidente statunitense a incontrare Merkel, leader più longevo d'Europa; sarà, per la cancelliera, il più difficile da gestire, dopo George W. Bush e Barack Obama. Ciò che spaventa di più Merkel, in realtà, è l'imprevedibilità che Trump potrebbe dare al loro incontro e alla conferenza stampa, davvero distante dal modo di essere e agire di una donna cresciuta nella Germania socialista e non tra i grattacieli di New York.

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