Michigan, Bruno Mars dona un milione di dollari alle vittime della crisi idrica di Flint

Il cantante ha dato l’annuncio durante un suo concerto a Auburn Hills

Bruno Mars, popstar americana a cui si devono diversi successi planetari tra cui Uptown Funk, ha donato un milione di dollari alle vittime della crisi idrica di Flint, la cittadina capoluogo della contea di Genesee, in Michigan, la cui acqua risulta contaminata dal 2014. A dare l’annuncio è stato lo stesso cantautore statunitense durante la tappa ad Auburn Hills, sempre in Michigan, del suo 24K Magic World Tour, il terzo tour mondiale a supporto del suo terzo album in studio, 24K Magic.

"Sono molto grato al pubblico del Michigan per avermi supportato in questa causa", ha spiegato il cantante che ha specificato come parte dei proventi del suo show sono stati donati al Community Foundation of Greater Flint, associazione che si occupa proprio dell’emergenza idrica nella cittadina.

"È importante non dimenticare i nostri fratelli e le nostre sorelle vittime di questo disastro. Come cittadini americani dobbiamo restare uniti per assicurarci che vicende come questa non accadano mai più in nessuna comunità", ha continuato Mars.

Un gesto particolarmente apprezzato dal presidente e Ceo del Community Foundation of Greater Flint, Isaiah Oliver che su Facebook ha ringraziato l’artista con un post. "Con cuore riconoscente la Community Foundation of Greater Flint è onorata di accettare questa donazione inspiratrice, sappiamo che il milione di dollari donato da Bruno Mars sarà destinato ai bambini e alle famiglie di Flint", si legge nel post che poi evidenzia quanto il cantante capisca "i problemi affrontati dalle famiglie di Flint". Oliver ha poi aggiunto quanto l’intera comunità sia "toccata dalla generosità e dalla preoccupazione" dell’artista.

Bruno Mars non è il primo personaggio famoso ad interessarsi alla causa, prima di lui si sono esposti pubblicamente anche attraverso donazioni il conduttore e comico Jimmy Fallon, il rapper Big Sean e la cantante Beyonce.

Ricordiamo che la "crisi dell’acqua di Flint", come è stata ribattezzata, è iniziata nel 2014 in concomitanza con il passaggio della fornitura di acqua potabile dal sistema idrico di Detroit a quello alimentato dal Flint River. Sin da subito gli abitanti della città si lamentarono del cattivo odore dell’acqua, del suo gusto e del suo colore. Dopo le iniziali rassicurazioni delle autorità sono stati certificati livelli di piombo decisamente superiori a quelli stabiliti per legge legati al trattamento inappropriato delle acque del fiume la cui contaminazione ha portato a diversi casi di legionellosi, una grave infezione dell’apparato respiratorio che può portare anche alla morte, come nei dodici casi accertati a Flint.

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