Nella settimana della battaglia (vinta) contro la legge antipirateria, Microsoft ha scelto di schierarsi su un altro fronte, quello del diritto al matrimonio tra gay. Intendiamoci anche sugli spauracchi tecnologici del momento, Sopa e Pipa, Microsoft era in linea con Wikipedia e Google, ma la società di Redmond è rimasta in sordina e non ha partecipato al blackout. E per questo il post sull'importanza dei matrimoni gay per l'economia, pubblicato sul blog ufficiale, ha un grande peso.
L'appello, una lettera al governatore Chris Gregoire, è firmato da altre cinque società, tra cui Nike, e il messaggio è chiaro: è difficile assumere i talenti migliori se lo Stato di Washington li discrimina sulla base dell'orientamento sessuale.
Sul blog Microsoft argomenta. "I nostri prodotti e i nostri servizi sono un motivo d'orgoglio. Così il nostro marchio e il nostro peso a livello globale. Ma la nostra ricchezza più importante sono le persone che lavorano con noi. Poiché altri Stati riconoscono l'uguaglianza nei matrimoni, le aziende che operano nello Stato di Washington hanno l'handicap di non poter offrire le stesse condizioni di vita ai nostri talenti, alle persone migliori che assumiamo e alle loro famiglie [...] L'uguaglianza nei matrimoni metterebbe le aziende di Washington sullo stesso livello di quelle dei sei Stati dove i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono già riconosciuti dalla legge: Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire, New York e Vermont. E questo ci pemetterebbe di continuare a essere competivi nella caccia ai talenti.
E dunque complimenti a Microsoft, che en passant pare abbia persino azzeccato per la prima volta in quindici anni un sistema operativo (Windows 8, ti stiamo aspettando).














