Mls, la squadra di Beckham si chiamerà Inter Miami

L'ex giocatore è proprietario e presidente; esordio nel 2020
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David Beckham ha presentato nome e stemma della sua squadra di calcio, che esordirà nel massimo campionato statunitense (Mls) nel 2020: si chiamerà Inter Miami CF ed è un omaggio all'ampia comunità latinoamericana che vive nella città della Florida, visto che il nome completo è Club Internacional de Futbol Miami.

"È un orgoglio per me e l'intera squadra. Stiamo compiendo un altro passo importante per il club" si legge in un comunicato stampa dell'ex centrocampista del Manchester United, del Real Madrid e della nazionale inglese, proprietario e presidente della società. Secondo il censimento del 2010, il 70% della popolazione di Miami è latinoamericana.

"La nostra città e i nostri tifosi prendono la loro forza dai sogni di una popolazione globale che definisce Miami la propria casa. Il nostro nome è un tributo all'inclusività, che ci rende quello che siamo" ha detto Jorge Mas, un altro dei proprietari del club. Il club ha un nome e uno stemma (dove sono presenti due aironi), ma non ancora uno stadio. In città ci sarà un referendum sul piano per costruire un impianto da 25.000 spettatori dove ora si trova un campo da golf.

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L'amministrazione non vuole concedere visti provvisori e Green Card agli stranieri che ricevano, o potrebbero ricevere, aiuti statali: no al "carico pubblico". E ha già abbassato ai minimi storici il numero massimo di rifugiati da accogliere

L'amministrazione Trump vuole rendere più difficile l'arrivo di immigrati e la permanenza di quelli regolari che hanno ricevuto, o potrebbero ricevere - avendone diritto - dei sussidi statali, come i fondi per pagare l'affitto di una casa popolare, gli aiuti alimentari o il Medicaid, l'assistenza sanitaria per i poveri.

Sanzioni Usa all'Iran, l'Iraq rischia la paralisi

Baghdad chiede all'amministrazione Trump di essere esentata dal rispetto dei provvedimenti che scatteranno contro Teheran il 5 novembre, perché dipende ormai troppo dal Paese vicino (a causa degli Stati Uniti)
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I politici iracheni, ancora incapaci di formare un nuovo governo dopo le elezioni di maggio, hanno davanti un problema ancora più pressante: persuadere il presidente statunitense, Donald Trump, a concedere l'esenzione dal rispetto delle sanzioni contro l'Iran, perché in caso contrario Baghdad dovrebbe rinunciare - per non essere sanzionata da Washington - al 40% della sua energia elettrica, già insufficiente a soddisfare la domanda, perché dipendente dal gas iraniano.

Tentato stupro, Kavanaugh e la donna che lo accusa testimonieranno lunedì

Il giudice nominato per la Corte Suprema ha responto le accuse. Trump lo ha difeso
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Lunedì 24 settembre l'America avrà l'opportunità straordinaria di ascoltare l'uomo nominato dal presidente Usa per la Corte Suprema e la donna che lo ha accusato di tentato stupro. Il tutto a una cinquantina di giorni dalle elezioni di metà mandato.

Google si fa strada nel settore auto. Intenzionata a replicare nelle quattro ruote il successo avuto nel mercato degli smartphone dal suo sistema operativo Android, la controllata di Alphabet ha siglato una partnership con l'alleanza franco-giapponese formata da Renault, Nissan e Mitsubishi nel 1999 e che nel 2017 ha venduto in tutto il mondo oltre 10,6 milioni di vetture (più di qualsiasi altra alleanza).

Tentato stupro, Kavanaugh e la sua accusatrice testimonieranno lunedì in Senato

Il giudice nominato dal presidente Trump per la Corte Suprema sarà ascoltato in commissione Giustizia, così come la professoressa di psicologia che lo accusa
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Il giudice Brett Kavanaugh, nominato dal presidente statunitense Donald Trump per la Corte Suprema, e Christine Blasey Ford, la donna che lo ha accusato di aver tentato di stuprarla quando erano adolescenti, negli anni '80, testimonieranno il 24 settembre davanti alla commissione Giustizia del Senato, a porte aperte. Commissione che, il 20 settembre, avrebbe dovuto votare sulla conferma della nomina.

Si avvicina la sentenza per Michael Flynn, l'ex consigliere di Trump mentì all'Fbi

Il primo consigliere per la sicurezza nazionale del presidente americano rischia fino a sei mesi di carcere e una multa tra i 500 e i 9.500 dollari

Quasi 10 mesi dopo essersi dichiarato colpevole di avere mentito all'Fbi, Michael Flynn, il primo consigliere per la sicurezza nazionale del presidente americano Donald Trump, si avvicina al momento della sua sentenza. L'ex generale che lavorò nella campagna elettorale del miliardario di New York diventato leader Usa rischia fino a sei mesi di carcere e una multa tra i 500 e i 9.500 dollari.

Wall Street, i dazi non fanno paura

Record di S&P e Dow nonostante le tensioni tra Usa e Cina
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Caso Kavanaugh, Christine Blasey Ford ha accettato di testimoniare giovedì

La donna che ha accusato di tentato stupro il giudice nominato da Trump per la Corte Suprema parlerà davanti alla commissione Giustizia del Senato
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Christine Blasey Ford, la donna che ha accusato di tentato stupro il giudice Brett Kavanaugh, nominato dal presidente statunitense Donald Trump per la Corte Suprema, ha accettato di testimoniare davanti alla commissione Giustizia del Senato giovedì. La sua legale, Debra Katz, aveva inviato un'e-mail allo staff della commissione, dando la disponibilità a trattare per una testimonianza da rendere nel corso della settimana, dopo la deadline  imposta dal presidente della commissione, Charles Grassley, per accettare o rifiutare di testimoniare.

La Giustizia Usa ordina a due media cinesi di registrarsi da agenti stranieri

Si tratta dell'agenzia Xinhua e dell'emittente China Global Television Network. Stesso destino toccato alle russe RT e Sputnik

Il dipartimento americano di Giustizia ha ordinato a due gruppi media cinesi controllati da Pechino di registrarsi da agenti stranieri. Lo riferisce il Wall Street Journal, secondo cui la mossa si colloca negli sforzi di Washington volti a combattere le interferenze straniere.

Nafta: Usa e Canada tornano a trattare

Sembra difficile che un accordo possa essere raggiunto entro la scadenza del 30 settembre
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A Washington sono ripresi i negoziati tra Usa e Canada per riscrivere il North American Free Trade Agreement (Nafta), l'accordo di libero scambio siglato nel 1994 e che include anche il Messico. E' stato il presidente americano, Donald Trump, a spingere affinché il Nafta - giudicato "l'accordo peggiore di sempre" - fosse rivisto.