Moda e Jazz, Brunello Cucinelli celebra la Fashion Night Out

Lo stilista umbro non rinuncia a portare un po' della sua regione a Madison Avenue

Grande affluenza al negozio su Madison Avenue dello specialista del cachemire Brunello Cucinelli. I clienti dello stilista umbro hanno trascorso la serata nella lussuosa boutique nell’Upper East Side a ritmo di jazz. In occasione della Fashion Night Out newyorkese, il brand aveva invitato un quartetto di musicisti provenienti dalla prestigiosa Juilliard School ad allietare la serata, trascorsa all’insegna del glamour e dell’eleganza, in perfetto stile Cucinelli. La scelta non della musica non è casuale: emergono anche nella Grande Mela, le radici umbre dello stilista, terra da sempre legata al jazz.

Gli ospiti hanno potuto anche osservare gli scatti di Ian Morrison, un giovane fotografo americano di talento, abile nel catturare le emozioni umane e le bellezze del quotidiano. Caro allo stilista e al concept dell’azienda, promuovere l’arte e l’abilità di giovani emergenti. Proprio come questo giovane di Seattle, recentemente trasferitosi a Los Angeles, in California, dove insieme a un gruppo di altri giovani artisti di talento si è procurato uno spazio industriale nella speranza di vivere e di creare arte quotidianamente. (La mostra fotografics rimarrà nel negozio per le prossime due settimane).

Atmosfera diversa invece per il party organizzato nel punto vendita su Bleecker Street, nel West Village: pizza, birra e calcetto, in tipico stile italiano, senza però mai cadere nel banale. Gli ospiti hanno potuto sfidare i calciatori professionisti  dei New York Red Bulls, e ai vincitori sono due articoli in cachemire, ovviamente firmati Cucinelli.

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Michael Flynn, l'ex consigliere per la Sicurezza nazionale dell'amministrazione Trump, avrebbe mentito durante un interrogatorio con gli agenti dell'Fbi.

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Valentino raddoppia a San Paolo. E dopo il negozio all'interno dello Shopping Cidade Jardim la maison italiana ha inaugurato il suo secondo store nella città brasiliana nell'Iguatemi Mall São Paulo, il primo shopping center della catena, il primo mai aperto in America Latina e che nel 2016 ha festeggiato il cinquantenario dall'inaugurazione.

Sul NyTimes la storia del giudice italiano che separa i figli dai padri mafiosi

Per Roberto Di Bella tagliare i legami tra i figli di famiglie mafiose e i parenti possa dare loro maggiori possibilità di avere una vita normale.

La storia di Roberto Di Bella, magistrato italiano di 53 anni, impegnato nella lotta alla mafia e dal settembre 2012 presidente del tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, è finita sul New York Times. Il quotidiano, che lo ha intervistato, racconta la convinzione del giudice che tagliare i legami tra i figli di famiglie mafiose e i genitori possa dare loro maggiori possibilità di avere una vita normale.

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Durante la settimana della moda di New York, una serata per celebrare "The Cal" con il fotografo tedesco e Steve McCurry, Jessica Chastain, Fran Lebowitz e Derek Blasberg

Non c'è concetto che sia insieme più chiaro eppure più indefinibile della bellezza: non quella data da un'emozione e nemmeno quella interiore, ma la bellezza oggettiva. Che cos'è? Ha a che fare con l'armonia dei tratti del volto? Con l'equilibrio? Con la simmetria? Nessuno è davvero capace di dirlo, eppure resta un fatto: quando c'è, mette tutti d'accordo. Dall'antica Grecia a oggi, passando per ogni altra epoca, possono essere cambiati gli archetipi, le caratteristiche che ci fanno dire di un corpo "è bello", eppure c'è una cosa che non cambia mai: l'inevitabilità della bellezza. La chiarezza con cui, di epoca in epoca, di un viso o un corpo che è bello riusciamo a dire solo che è bello.

Trump vuole un suo alleato per riformare l'intelligence Usa

Feinberg ha un forte legame con Bannon e Kushner. Le agenzie temono che il presidente voglia ridurre la loro autonomia

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avrebbe intenzione di assegnare a Stephen Feinberg, un miliardario di New York, cofondatore del Cerberus Capital Management, l'incarico di riformare il sistema dell'intelligence, secondo membri dell'amministrazione interpellati dal New York Times. L'intenzione di Trump, è il timore delle agenzie d'intelligence, sarebbe quello di ridurre la loro indipendenza e fermare il flusso di informazioni che, dall'accordo sul nucleare iraniano all'importanza della Nato, fino alla lotta contro i terroristi islamici, contraddice la Casa Bianca.

Gli Usa fissano le condizioni per una relazione con la Russia

Nel suo primo viaggio all'estero da segretario di Stato, Tillerson chiede il rispetto degli accordi in Ucraina. Il capo del Pentagono Mattis: ancora non pronti per una collaborazione militare. Trump incolpa i media anche su Mosca
Rex Tillerson, segretario di Stato AP

La cooperazione con la Russia ci potrà anche essere ma alle condizioni decise dagli Stati Uniti. Anche se alla Casa Bianca è arrivato Donald Trump, disposto a tenere la mano a Vladimir Putin, la linea dettata da Washington per il momento ricalca quella dell'amministrazione precedente: Mosca deve rispettare gli accordi internazionali sull'Ucraina, a cui nel marzo 2014 strappò (dopo un referendum) la penisola di Crimea; quella mossa è stata criticata dalla comunità internazionale, che ha così imposto sanzioni.

Nuovo attacco di Trump alla stampa: "Sulla Russia sono solo notizie false"

Il presidente americano in una conferenza stampa di un'ora e venti minuti si scaglia contro i giornali. E poi promette un nuovo ordine sull'immigrazione per settimana prossima. Mosca? "Non ho nessun rapporto"

Donald Trump sceglie di rompere il silenzio e di uscire allo scoperto per ripetere la sua verità, dopo lo scandalo russo che ha portato alle dimissioni del suo consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Flynn. Quella del presidente americano è una conferenza di 1 ora e venti minuti, di ripetuti attacchi alla stampa, mettendo in dubbio, come ha più volte già fatto, la sua onestà e integrità. "La stampa è diventata cos" disonesta e fa un enorme disservizio ai cittadini americani. Dobbiamo parlarne, perché come presidente sono qui per cambiare quello che non funziona. Il livello di disonestà è fuori controllo", ha detto Trump dalla Casa Bianca prima ancora di accettare domande dei reporter.

A Wall Street torna la cautela

Solo il Dj è riuscito a mettere a segno il sesto record di fila
AP

Tarullo lascia la Fed mentre Trump smantella la riforma finanziaria

E' l'uomo che ha creato un nuovo framework volto a garantire la sicurezza e la tenuta del sistema finanziario Usa. La sua uscita spiana la strada alla nomina di un amico delle banche

Mentre il governo repubblicano di Donald Trump si prepara ad allentare la riforma finanziaria adottata negli Stati Uniti dopo la crisi del 2008, uno dei suoi creatori ha deciso di lasciare il Board della Federal Reserve guidata da Janet Yellen. Si tratta di Daniel K. Tarullo. Dal 5 aprile prossimo non farà più parte dell'organo che governa la banca centrale americana e in cui era entrato nel 28 gennaio 2009, quando fu nominato dal 44esimo presidente americano Barack Obama (un democratico). Il suo incarico doveva terminare il 31 gennaio 2022.

Donald Trump spiegato dai suoi detrattori. Intervista con Federico Rampini

Confermato il blocco al decreto immigrazione, ma Donald Trump promette battaglia. Dopo l’intervista con Maria Giovanna Maglie, America24 da' spazio - par condicio - anche ai critici del presidente. La parola al corrispondente di Repubblica

Donald Trump incassa la sconfitta. La Corte d’Appello del nono distretto di San Francisco ha infatti confermato la decisione del giudice James Robart di Seattle: il decreto sull’immigrazione resta sospeso. Il verdetto è stato emesso da tre giudici, due democratici e un repubblicano, ed è stato preso all’unanimità; respinto dunque il ricorso dell’Amministrazione, che aveva puntato sulla ragione della sicurezza nazionale la sua linea di difesa. Donald Trump ha immediatamente commentato la decisione con i 140 caratteri: “Ci vediamo in tribunale”, ha twittato in maiuscolo. Si tratta ora di capire quale Corte diventerà il prossimo terreno di scontro, la stessa Corte d’Appello, con la presenza questa volta di 11 giudici, o addirittura la Corte Suprema.