Molestie sessuali anche tra gli operai di Ford. Il Ceo chiede scusa

Jim Hackett promette tolleranza zero dopo le rivelazioni del NY Times riguardanti due fabbriche di Chicago

L'amministratore delegato di Ford Motor ha chiesto scusa ai dipendendi di due fabbriche di Chicago (Illinois) e ha promesso cambiamenti dopo che sono venuti a galla dettagli su decenni di abusi e molestie sessuali.

In una lettera aperta ai dependenti, il Ceo Jim Hackett ha detto di avere "letto e riletto l'articolo" del New York Times che nei giorni scorsi ha gettato luce sul trattamento risalente agli anni Novanta delle donne in quelle fabbriche. Hackett ha spiegato di avere avuto il voltastòmaco mentre lo leggeva. Oltre 70 tra dipendenti attuali e passati hanno parlato di una cultura aziendale ostile in cui le donne subivano ritorsioni se denunciavano la cattiva condotta osservata o venivano scoraggiate dal farlo.

"Sono davvero dispiaciuto per ogni caso in cui un collega sia stato soggetto a molestie o a condotta discriminatoria", ha spiegato il Ceo di Ford promettendo "tolleranza zero" in riferimento alle molestie. "In nome mio e dei dipendenti di Ford che condannano un tale comportamento e si dispiacciono per ogni molestia tanto quanto me, mi scuso. Cosa più importante, prometto che impareremo da quanto successo e faremo meglio".

Hackett ha detto che visiterà i due impianti per parlare direttamente ai dipendenti. "Questa è stata un'esperienza di apprendimento su quanto difficile possa essere l'eliminazione di un comportamento scorretto", ha detto.

Il NY Times, il cui racconto ha dimostrato come le molestie siano diffuse anche nel mondo operaio e non solo a Hollywood, a Capitol Hill o nei media, ha spiegato come l'azienda abbia fallito nel proteggere le 'talpe'. "La nostra promessa è che non ci saranno ritorsioni contro chi parla e nessuno è al di sopra della legge, a prescindere da quale sia la loro gerarchia", ha aggiunto il Ceo di Ford.

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