Molestie sessuali: Uber mette fine alla politica del silenzio

Abbandonato l'obbligo di arbitrato e la clausola di riservatezza. Dipendenti e clienti possono portare i loro casi in tribunale
Uber

Uber ha deciso di cambiare la politica con cui gestisce potenziali accuse di molestie sessuali fatte da clienti o dipendenti. Il gruppo che offre un servizio alternativo al taxi tradizionale ha abbandonato l'obbligo di arbitrato e la clausola di riservatezza. Questo significa che autisti, clienti e dipendenti potranno portare in tribunale i loro casi.

La novità è stata annunciata dall'azienda in un post sul blog aziendale e rappresenta un cambio di rotta rispetto alla discutibile cultura aziendale che aveva avuto la meglio sotto la guida del fondatore ed ex Ceo, Travis Kalanick, cacciato lo scorso giugno.

Sotto la guida del nuovo amministratore delegato Dara Khosrowshahi, Uber sembra tenere conto del movimento #MeToo, che ha ritrovato nuova linfa in Usa dopo le accuse di molestie e stupro che lo scorso autunno hanno travolto il produttore cinematografico Harvey Weinstein.

Tony West, il legale di riferimento di Uber, ha scritto nel post che le vittime di abusi "saranno in controllo delle loro storie" e potranno decidere se condividerle. Permettere loro di far questa scelta "aiuterà a mettere fine alla cultura del silenzio in merito alla violenza sessuale".

Uber si è impegnata a pubblicare un "rapporto sulla trasparenza per la sicurezza" che include dati su molestie e altri incidenti. West ha spiegato che cos" facendo il gruppo spera di "incoraggiare altri" nel settore dei trasporti in generale a "unirsi a noi nel compiere questo passo".

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Trump condanna razzismo e invita all'unità un anno dopo Charlottesville

Al via a Washington manifestazione di suprematisti bianchi. Prevista contro-manifestazione. Nella città della Virginia dichiarato lo stato di emergenza
AP

Charlottesville. Un anno dopo. Mentre la capitale americana si prepara a ospitare una manifestazione di suprematisti bianchi - gli stessi che l'11 agosto del 2017 crearono caos e violenze mortali nella città della Virginia - Donald Trump invita una nazione forse mai così divisa "all'unità". Il 45esimo presidente americano ha fatto di nuovo ricorso al suo megafono - Twitter - per "condannare tutti i tipi di razzismo e atti di violenza". E per augurare "pace a TUTTI gli americani". Peccato che grand parte dei cittadini Usa creda che da quando Trump è stato eletto le relazioni razziali siano peggiorate.

Abituato ad attaccare i suoi più feroci critici, il Ceo di Tesla ne ha combinata un'altra delle sue. Il tutto mentre il mondo della finanza continua a interrogarsi se e come Elon Musk realizzerà il delisting del gruppo, ipotizzato martedì 7 agosto in una serie di tweet controversi su cui la Sec ha acceso un faro. Intanto il cda di Tesla si prepara a incontrare gli advisor finanziari per discutere dell'operazione.

Cooperare o morire. Facebook smentisce minaccia fatta agli editori

A darne notizia è The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch. Il social network non più interessato a inviare traffico ai gruppi media

Facebook ha smentito quando riportato da un sito australiano, secondo cui al Ceo Mark Zuckerberg "non importa" nulla degli editori e che il social network li lascerebbe morire se non cooperano con il gigante tecnologico. Stando alle indiscrezioni del The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch - il manager responsabile delle partnership nel campo dell'informazione (Campbell Brown) avrebbe messo in guardia i gruppi editoriali che non vogliono lavorare con l'azienda californiana. Lo avrebbe fatto la settimana scorsa durante un incontro a Sidney: "Vi terrò per mano mentre il vostro business muore, come si fa in un hospice". Facebook ha reagito dicendo che i commenti "sono stati decontestualizzati".

AP

Dopo essere stato pesantemente criticato per la serie di tweet controversi (e privi di dettagli) con cui il 7 agosto scorso aveva annunciato di volere delistare Tesla e renderla un gruppo in mani private, il Ceo Elon Musk ha pubblicato un blog post nel tentativo di fornire chiarimenti. Tuttavia gli investitori sono rimasti scettici sul suo piano di buyout.

L'ambasciatrice Mariangela Zappia debutta all'Onu, vede Guterres

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso il palazzo di vetro ha presentato le sue credenziali. I temi prioritari per il nostro Paese: pace e sicurezza, diritti umani, sviluppo sostenibile, migrazioni

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite a New York, l'ambasciatrice Mariangela Zappia, ha presentato oggi le lettere credenziali al segretario generale Antonio Guterres. Durante l’incontro con Guterres, Zappia ha evidenziato la priorità assegnata dall’Italia a un multilateralismo efficace, al ruolo del Palazzo di vetro per la pace e la sicurezza internazionali e quale pilastro di un sistema internazionale fondato sul diritto e sul rispetto della persona.

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