Moody’s Analytics alza le stime sulla crescita americana nel 2012, pur mettendo in evidenza l’impatto negativo di un tasso di disoccupazione ancora molto alto e l’incertezza collegata alla crisi di debito in Europa. Per il prossimo anno la società di ricerca prevede che il prodotto interno lordo segnerà un rialzo del 2,6%, meglio del 2,5% stimato a ottobre.
Tuttavia, Moody’s Analytics lancia anche un allarme: se a Washington non si agirà in fretta sull’estensione dei tagli fiscali e dei sussidi di disoccupazione, la politica fiscale federale ridurrà il Pil reale dell’1,7%.
“Prevediamo che l’economia vada un po’ meglio nel 2012, ma dipenderà dalle decisioni che saranno prese in Europa e a Washington”, ha detto il capo economista Mark Zandi, sottolineando che “gli europei stanno lottando per tenere insieme l’Eurozona, mentre gli americani faticano a trovare il giusto grado di austerità fiscale”. Sebbene Moody’s Analytics ritenga che “queste questioni saranno risolte in un modo ragionevole”, resta “un significativo livello di incertezza associato a questa convinzione”.














