Moody's: uscita dell'Italia dall'euro? Rischio "molto basso"

Il rischio di un'uscita dell'Italia dall'Eurozona "resta molto basso". Lo dice Moody's. In un rapporto pubblicato il 14 febbraio, l'agenzia di rating spiega tuttavia che nel nostro Paese "un sentimento anti-euro sta crescendo così come altrove nell'Area euro".

Secondo Moody's, l'insoddisfazione nei confronti dei partiti politici tradizionali potrebbe tradursi in vantaggi elettorali da parte dei partiti euroscettici nelle prossime elezioni generali, che potrebbero esserci quest'anno".

Intitolato "Government of Italy: Euro Exit Risk Remains Very Low, But Political Dynamics Are Unpredictable", il documento spiega che un'uscita dell'Italia dall'Area euro e la conseguente ri-denominazione della valuta sarebbe un evento significativo: "Probabilmente, ma non certamente, potrebbe portare al default. La ri-denominazione del debito pubblico sarebbe considerato come un 'default event' nel caso in cui chi possiede titoli ri-denominati sia incapace di ricevere la somma promessa in una tempistica giusta".

Moody's fa notare che ci sono una serie di ostacoli costituzionali e politici a una ipotetica Italexit. L'agenzia cita per esempio l'articolo 75 della Costituzione italiana, secondo cui non è ammesso un referendum di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. "Sarebbe probabilmente necessaria una modifica della Costituzione per tenere un referendum sull'uscita dall'Eurozona". Inoltre, la decisione del 25 gennaio scorso della Corte costituzionale di modificare l'Italicum ha ridotto la possibilità che un singolo partito raggiunga una completa maggioranza alla Camera. Questo riduce il rischio che partiti anti-euro siano in grado di perseguire un'agenda anti-euro che culmini nell'addio all'Eurozona.

Moody's sottolinea comunque che "le dinamiche politiche europee sono attualmente imprevedibili" e che eventi come la Brexit, il referendum con cui il 23 giugno scorso gli elettori britannici hanno votato in favore dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, "illustrano la possibilità di eventi inattesi". Secondo l'agenzia di rating, ciò significa che "nonostante al momento l'uscita dall'Area euro abbia una probabilità molto bassa, il rischio di eventi improbabili potrebbe crescere".

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