Morgan Stanley convince grazie al trading, utili +70%

A sostenere la trimestrale di Morgan Stanley sono state in particolare le attività legate al trading, che hanno visto il fatturato complessivo salire del 30% a 3,5 miliardi.
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Morgan Stanley, come già le sue maggiori rivali nei giorni scorsi, ha chiuso il primo trimestre con una trimestrale convincente, motivo per cui il titolo sale del 3% a Wall Street. A sostenere la trimestrale di Morgan Stanley sono state in particolare le attività legate al trading, che hanno visto il fatturato complessivo salire del 30% a 3,5 miliardi.

Nei primi tre mesi dell'anno, la banca ha messo a segno profitti per 1,93 miliardi di dollari, un dollaro per azione, il 70% in più rispetto agli 1,13 miliardi di dollari, 55 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso.

Il fatturato è salito del 25%, da 7,79 a 9,75 miliardi di dollari. Gli analisti attendevano profitti per 88 centesimi per azione su un giro d'affari di 9,27 miliardi. Il ritorno sul capitale, misura di redditività tenuta sotto stretta osservazione, è stato del 10,7%, un buon primo passo verso l'obiettivo annuale del 10% fissato dall'amministratore delegato James Gorman.

Il giro d'affari generato dal trading azionario, che ha dovuto fare i conti con più base commissioni e lo spostamento di asset verso investimenti passivi, è calato dell'1,9% a 2,02 miliardi, mentre quello di debito è quasi raddoppiato a 1,71 miliardi.

Il fatturato della divisione di investment banking, che include le commissioni relative alla consulenza su fusioni e acquisizioni e sulle sottoscrizioni, è salito del 43% a 1,42 miliardi, contro i 990 milioni dell'anno scorso. Quello dell'area di gestione patrimoniale è salito dell'11% a 4,06 miliardi. Nei tre mesi la società ha inoltre riacquistati 17 milioni di titoli propri per 750 milioni di dollari.

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