È morta Brittany Maynard. in Oregon portata a termine l'eutanasia

La ragazza affetta da un grave tumore al cervello, che a ottobre aveva rilasciato un video su YouTube in difesa del suicidio assistito, è deceduta nella tarda notte di sabato.

Brittany Maynard, ventinovenne affetta da cancro al cervello, che negli Stati Uniti è diventata il simbolo di quanti chiedono il diritto all’eutanasia, ha deciso di porre fine alla sua vita ed è morta nella notte di sabato. “Annunciamo tristemente la morte di una cara e stupenda donna, Brittany Mainard. Morta nel suo letto circondata dall’affetto dei suoi familiari”, questo il post comparso sulla pagina Facebook della Ong “Compassion & Choises” che si batte da anni affinché le persone possano scegliere liberamente di porre fine alla propria vita.

La giovane è morta dopo aver assunto una dose letale di farmaci prescritti dai medici, “come aveva chiesto, in pace nella sua stanza tra le braccia dei suoi cari”, ha affermato Sean Crowley, membro dell’associazione non profit, “Maynard soffriva di frequenti e prolungati attacchi, dolori lancinanti alla testa e al collo. Quando i sintomi sono peggiorati ha scelto di abbreviare il processo che l’avrebbe portata alla morte prendendo il mix di farmaci che i medici le avevano preparato un mese fa”, ha ricordato Crowley.

Brittany Maynard, dopo la diagnosi di cancro al cervello, risalente all’inizio di quest’anno, si era trasferita col marito Daniel Diaz da San Francisco all’Oregon, uno degli Stati insieme a Montana, New Mexico, Vermont e Arizona, che ha una legge sul suicidio medico assistito. A ottobre la ragazza aveva registrato un video su YouTube in cui raccontava a sua storia e i motivi alla base della scelta di porre fine alla propria vita. Il video totalizzò più di 9 milioni di visualizzazioni.

“La libertà sta nella possibilità di scegliere - aveva affermato Maynard - se l’opzione dell’eutanasia è poco attraente per qualcuno, per qualsiasi motivo, si può semplicemente scegliere di non avvalersene. Queste protezioni esistono”. In una nota la giovane ha ringraziato tutte le perone che le sono state accanto. Ringrazio tutti "i cari, intelligenti, meravigliosi amici", che gli sono restati vicini come "l'acqua". Il 30 ottobre aveva fatto sapere di voler rimandare la sua morte, all'inizio prevista per il primo novembre, come poi è avvenuto. Da quando il “Death with Dignity Act” è stato approvato in Oregon nel 1997, 1.173 persone hanno ottenuto la prescrizione medica di farmaci letali. “Non sono una suicida - ha detto la donna a Cnn -. Se lo fossi stata, avrei consumato i miei farmaci tempo fa. Ma sto morendo. E voglio poterlo fare quando decido io”.