Mueller, caso aperto: i democratici all'attacco di Trump

In settimana, due commissioni della Camera si occuperanno del rapporto, martedì l'Aula voterà contro Barr (segretario Giustizia) e McGahn (ex consigliere Casa Bianca), colpevoli di non collaborare alle indagini sul presidente
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Per il presidente statunitense Donald Trump, "il caso è chiuso". Ma i democratici sono solo all'inizio, con il rapporto Mueller.

I democratici della Camera hanno programmato una serie di audizioni, in settimana, dedicate al rapporto del procuratore speciale, per intensificare la loro attenzione sull'inchiesta e intraprendere un "percorso investigativo" - come detto dalla speaker Nancy Pelosi - che alcuni democratici sperano possa portare all'impeachment di Trump.

La loro intenzione è tenere l'attenzione del Paese sull'accusa di intralcio alla giustizia contro Trump e sui contatti tra lo staff della sua campagna elettorale e la Russia. Sperano, anche, di portare a Capitol Hill lo stesso Mueller, nonostante il procuratore speciale, dimessosi dopo la consegna del rapporto, abbia detto di non avere nulla da aggiungere a quello che ha scritto nel dossier.

La commissione Giustizia della Camera ha in programma un'audizione lunedì, dedicata "all'intralcio alla giustizia del presidente e altri crimini". Mercoledì, la commissione Intelligence intende rivedere le implicazioni delle interferenze russe nelle ultime elezioni. Nel rapporto, Mueller ha scritto che non c'erano prove sufficienti per stabilire una cospirazione tra lo staff di Trump e i russi e, sull'accusa di intralcio alla giustizia, ha specificato di non poter scagionare il presidente, specificando che, se avesse avuto la certezza di una sua non colpevolezza, lo avrebbe scritto.

Martedì, inoltre, la Camera ha in programma un voto su una risoluzione con cui si accusa il segretario alla Giustizia, William Barr, di oltraggio al Congresso, visto il suo rifiuto di rispettare l'obbligo di consegnare il rapporto Mueller sul cosiddetto Russiagate senza omissis e di produrre anche le prove scaturite dalle indagini del procuratore speciale; la stessa accusa è rivolta anche a Donald McGahn, ex consigliere della Casa Bianca, che non si è presentato in commissione Giustizia per rispondere alle domande dei deputati e consegnare i documenti richiesti.

Molti democratici vorrebbero procedere con l'impeachment di Trump; un'ipotesi che finora è stata respinta da Pelosi che, in un incontro con alcuni deputati democratici, pochi giorni fa, avrebbe detto che preferirebbe vedere Trump sconfitto alle elezioni e "in prigione", quindi perseguito una volta lasciata la Casa Bianca, invece di vederlo accusato dalla Camera, secondo quanto riferito da Politico e confermato anche da fonti dell'Associated Press. La messa in stato d'accusa (impeachment) viene decisa dalla Camera con una maggioranza semplice (ora, la maggioranza è in mano ai democratici); poi, entra in gioco il Senato (dove i repubblicani sono in maggioranza), che ha il ruolo di giudice: per rimuovere un presidente, è necessario il voto favorevole di due terzi dei senatori.

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