Nasa: il Congresso ha minimizzato pericoli delle missioni umane

Intanto Donald Trump si prepara a cambiare l'agenzia dall'interno
Nasa

Alcuni funzionari di primo piano della Nasa hanno detto che a lungo il Congresso e l'opinione pubblica ha sottovalutato e allo stesso tempo cercato di minimizzare i rischi legati a missioni umane nello spazio. Lo ha detto di recente nel corso di una conferenza, William Gerstenmaier, che lavora per l'agenzia spaziale americana da 30 anni.

L'allarme arriva in un momento molto importante per il futuro del programma spaziale americano: gli Usa hanno sviluppato nuovi razzi per portare l'uomo nello spazio e ancora ci sono buone possibilità che nel prossimo decennio ci siano nuove missioni sulla Luna e la primo viaggio verso Marte.

"I nostri voli avranno dei rischi, non importa quanto ci impegneremo per eliminarli", ha detto Gerstenmaier sottolineando come siano problemi legati alla fisica e alle caratteristiche intrinseche dei viaggi spaziali. "Nessuna quantità di promozione entusiastica riduce il rischio o rende il rischio meno reale", ha aggiunto il funzionario.

Proprio in questi mesi la Nasa sta attraversando un periodo molto importante: la nuova amministrazione di Donald Trump ha intenzione di fare alcuni cambiamenti sostanziali all'agenzia e alle sue attività. In particolare dovrebbe aumentare la concentrazione sulle attività spaziali e diminuire in modo sostanziale quella dedicata alle ricerche sul clima.

Allo stesso tempo il Congresso continua a tenere sotto pressione la Nasa sui progetti di nuova generazioni per le prossime missioni e sul programma in vista del viaggio verso Marte previsto per la fine del prossimo decennio. Ma i problemi sono ancora molti: ci si continua a basare su razzi di fabbricazione Russa e quelli di nuova generazione hanno visto un lancio fallito su tre test.

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Donald Trump continua ad alimentare la tensione con il regime norcoreano di Kim Jong-un. Con le parole. In un tweet, il presidente Usa ha scritto: "Il mio primo ordine da presidente è stato rinnovare e modernizzare il nostro arsenale nucleare. Ora è più forte e più potente come non mai". Trump ha poi aggiunto: "Speriamo di non doverlo mai utilizzare ma non ci sarà mai un momento in cui noi non saremo la nazione più potente al mondo!".

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Mentre il presidente Donald Trump si vanta di un arsenale nucleare "mai così potente" e il segretario di Stato Rex Tillerson tranquillizza dicendo di "dormire tranquilli", nel duello verbale sull'asse Usa-Corea del Nord si è inserito anche il segretario alla Difesa. Con la Cina che ha chiesto uno stop alle provocazioni.

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Per la prima volta nei suoi 20 anni, Netflix ha annunciato un'acquisizione. Si tratta di Millarworld, editore di fumetti fondato e guidato dallo scozzese Mark Millar, definito dal sito di video in streming come il "creatore leggendario" di personaggi che hanno ispirato film di successo come "The Avengers" e "Logan".

AP

Mentre lo scontro a parole sull'asse Washington-Pyongyang non sembra placarsi, come dimostrato dalle affermazioni prima di Donald Trump e del Pentagono e poi della Corea del Nord che vorrebbe lanciare missili nelle acque vicine all'isola di Guam, il mondo intero si domanda se ci si trovi sull'orlo di una guerra nucleare. Il presidente ha promesso il ricorso al "fuoco e furia" e ha ricordato che gli Usa vantano l'arsenale nucleare "mai così potente". Il 'cane pazzo' James Mattis ha garantito che il regime nordcoreano può essere annientato. E' toccato al pragmatico Rex Tillerson, il capo della diplomazia Usa, a dire che una "minaccia non è imminente" e che si può dormire sonni tranquilli. Poi però il regime di Kim Jong-un ha minacciato di nuovo quello che risulterebbe il primo lancio di missili vicino a un territorio Usa. E forse proprio perché due terzi degli americani non sa trovare sulla mappa la Corea del Nord, l'America resta in allerta. Secondo il New York Times, però, non bisogna avere paura. Per almeno cinque motivi.