Nasa: un anno della terra visto dallo spazio

L’agenzia spaziale americana ha rilasciato un video di due minuti della terra ripresa da un milione di miglia

La Nasa, agenzia spaziale americana, ha rilasciato un video di due minuti che riprende la terra durante un anno solare da una distanza di un milione di miglia. Lo scorso anno, di questo periodo, in collaborazione con la Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration), era stato lanciato il satellite Dscovr (Deep Space Climate Observatory) dotato di una particolare fotocamera, la Epic (Earth Polychromatic Imaging Camera ndr).

Questo dispositivo ha catturato più di 3000 fotografie, circa una ogni due ore, grazie alle quali è stato possibile osservare la terra con tutte le sue caratteristiche come i deserti, le foreste o le diverse tonalità di blu degli oceani.

Come sottolinea TechCrunch, sito americano specializzato in tecnologia e informatica, grazie a queste spettacolari immagini, l’agenzia spaziale ha potuto monitorare i livelli dell’ozono, l’altezza delle nubi, le proprietà della vegetazione e la riflessività ultravioletta del nostro pianeta. Si tratta di un progetto il cui obiettivo principale è quello di monitorare la superficie terrestre e i cambiamenti meteorologici durante il corso dell’anno.

Inoltre, grazie alla speciale telecamera posta su Dscovr è stato possibile catturare l’ombra della luna durante l’eclissi solare dello scorso marzo e anche il passaggio della luna tra la sonda e la terra. Complessivamente, queste immagini offrono una visione costante del nostro pianeta che non abbiamo mai veramente avuto prima. La durata della missione Dscovr è stata fissata in cinque anni, ragion per cui nei prossimi anni avremo sicuramente altre affascinanti immagini che mostrano la nostra terra come non l’abbiamo mai vista prima.

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Gli Usa chiedono all'Fmi di fare di più, il mondo teme guerre commerciali

Gli Spring Meetings dell'istituto di Washington terminano come erano iniziati. La linea americana non cambia. Mnuchin: il Fondo alzi la voce per ridurre gli squilibri. Lagarde: avanti con il dialogo "pacifico"
World Bank

Washington - Il Fondo monetario internazionale voleva usare i suoi lavori primaverili per "unire le nazioni" e allentare le tensioni commerciali riaccese dal braccio di ferro tra Usa e Cina. I cosiddetti Spring Meetings dell'istituto guidato da Christine Lagarde sono invece finiti come erano iniziati. Il mondo continua a temere una guerra commerciale dalla quale - è la tesi - non emergerebbe nessun vincitore mentre gli Stati Uniti continuano a volere perseguire un commercio "libero, equo e reciproco". Dunque, non resta che trattare.

Usa: monta la preoccupazione per la Belt and Road Initiative cinese

Washington chiede maggiore trasparenza sull'eccesso di debito concesso a nazioni a basso reddito. Sotto sotto teme la crescente influenza di Pechino in Africa ed Eurasia
Xi Jinping AP

Gli Stati Uniti di Donald Trump hanno preso di mira la Cina, non solo sul fronte commerciale. Washington guarda con apparente preoccupazione alla "Belt and Road Initiative", l'iniziativa per lo sviluppo e le infrastrutture lanciata cinque anni fa, rivolta a una settantina di nazioni e pensata per fornire centinaia di miliardi di dollari di prestiti. La prima economia al mondo teme che la nazione asiatica e il suo presidente Xi Jinping vogliano ampliare la loro influenza nel mondo, specialmente in Africa e nell'Eurasia.

Padoan al prossimo governo: la strada delle riforme è quella giusta

Lagarde (Fmi): sfruttare la finestra ancora aperta, nuvole all'orizzone. Conteno (Eurogruppo): ottomista sull'Eurozona. Scholtz (finanze tedesche): contro gli euroscettici, avanti con riforme
AP

Da Washington, Pier Carlo Padoan ha rivendicato il lavoro fatto al ministero delle Finanze dal febbraio 2014 a oggi. E preparandosi a dire addio al suo incarico, ha lanciato un messaggio al prossimo governo (che fatica a prendere forma): "Non ci sono scorciatoie, la strada intrapresa [delle riforme] è quella giusta". Su questo è d'accordo il Fondo monetario internazionale, che ci chiede un piano "credibile e ambizioso" per portare avanti un consolidamento fiscale. Perché è vero che l'istituto guidato da Christine Lagarde ha rivisto leggermente al rialzo le stime di crescita dell'Italia. Ed è vero che il debito sta migliorando, ma resta alto mettendo l'Italia tra i Paesi che - come ha avvertito il d.g. del Fondo Christine Lagarde - "potrebbero essere colpiti di più se le condizioni di mercato", ora favoravoli, "cambiano".

Visco: avanti con la crescita, ma senza dimenticare i vincoli

Il governatore di Banca d'Italia "fiducioso" nel senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni. Spagnoli più ricchi degli italiani? Padoan usa una metafora calcistica: le rimonte sono possibili.

Washington - E' essenziale che la crescita in Italia non subisca una battuta d'arresto. E che non si dimentichino i vincoli "formali e sostanziali" che vanno rispettati in termini di conti pubblici. E' questo il messaggio lanciato dal governatore di Banca d'Italia al futuro governo del nostro Paese, che non potrà non tenere conto del debito pubblico. Da Washington, dove si sono conclusi i lavori primaverili del Fondo monetario internazionale, Ignazio Visco si è detto "fiducioso" che nella futura classe dirigente italiana "ci sarà un grande senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni". La speranza è che chiunque sarà al governo prenda atto dei vincoli che "non si possono dimenticare" e di un debito che resta alto, anche se il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan si aspetta che scenda maggiormente tra il 2018 e il 2020 passando al 123,9% dal 131,8% del 2017.

Wall Street, attenzione rivolta agli Spring Meetings dell'Fmi

Tra i dati in programma oggi, le richieste dei sussidi di disoccupazione
iStock

La conferma di Pompeo a segretario di Stato Usa a rischio in Senato

Al direttore della Cia servirà il voto di almeno un democratico. La sua visita in Corea del Nord un ulteriore ostacolo verso il voto
Ap

La conferma del direttore della Cia, Mike Pompeo, come nuovo segretario di Stato non è scontata, al Senato statunitense. Nessun democratico ha finora dichiarato di sostenerlo e, con il repubblicano Rand Paul contrario e il collega John McCain tornato in Arizona per portare avanti la sua difficile battaglia contro il cancro, al Grand Old Party servirebbe il voto di un democratico, nel caso gli altri 49 repubblicani in Senato si schierassero con l'uomo scelto dal presidente Donald Trump per prendere il posto di Rex Tillerson.

L'alt nucleare della Nordcorea

Kim vuole lanciare la versione nordcoreana della glasnost sovietica di Mikhail Gorbachev?

E' certamente un "notevole progresso", come ha detto Donald Trump. Ma per esserlo, l'annuncio arrivato ieri dalla Corea del Nord di un alt ai suoi test missilistici e nucleari deve essere genuino. Per scoprirle se lo sia, serve tempo e dunque un cauto ottimismo - quello consigliato dagli osservatori - sembra necessario.

Wall Street, attenzione rivolta all'Fmi

Il Fondo monetario internazionale pubblica il Global Financial Stability Report e il Fiscal Monitor
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Draghi e G20 contro il protezionismo. In Eurozona crescita robusta

Il governatore della Bce promette "pazienza" nella politica monetaria. Fmi "fiducioso" su Italia post elezioni. Padoan: Mattarella guiderà "trattative di successo" per la formazione del nuovo governo

I democratici fanno causa a Russia, Trump e WikiLeaks

Il Comitato nazionale democratico li accusa di aver cospirato contro Clinton alle elezioni presidenziali dello scorso anno
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