Nazionale femminile Usa fa causa alla Federcalcio: "Pagate meno degli uomini, ma vinciamo di più"

Nella giornata internazionale della donna, le giocatrici scelgono lo scontro: la federazione accusata di discriminazione di genere
Dal profilo Facebook di Abby Wambach

La nazionale statunitense di calcio femminile ha fatto causa alla propria federazione, accusata di discriminazione di genere. Nella giornata internazionale della donna, tutte e 28 le calciatrici nel giro della nazionale hanno deciso di appoggiare la causa presentata al tribunale distrettuale di Los Angeles, scegliendo lo scontro con la federazione a soli tre mesi dalla Coppa del Mondo, competizione nella quale partiranno da favorite e detentrici del titolo. Le giocatrici si sentono discriminate perché pagate meno dei colleghi uomini, nonostante le responsabilità siano le stesse e i loro risultati siano migliori.

"Ognuna di noi è estremamente orgogliosa di indossare la maglia degli Stati Uniti e tutte noi prendiamo seriamente la responsabilità che ne deriva" ha detto l'attaccante Alex Morgan, una delle calciatrici più conosciute. "Crediamo che combattere per l'uguaglianza di genere nello sport sia parte di questa responsabilità". La causa è simile a un reclamo presentato tre anni fa da cinque giocatrici alla Equal Employment Opportunity Commission, l'agenzia federale creata per far rispettare le leggi contro le discriminazioni sul lavoro, che portò a un accordo collettivo firmato nel 2017, non totalmente soddisfacente per le atlete, che però optarono per il compromesso.

Le calciatrici, da tempo, si lamentano dei premi, delle condizioni di lavoro, dei viaggi e delle sistemazioni in albergo, considerate inferiori a quelle per gli uomini, e della minore promozione delle loro partite. Per esempio, per i Mondiali maschili del 2014, i giocatori ottennero quasi 5,4 milioni di dollari di bonus per aver perso agli ottavi; per i Mondiali femminili del 2015, la federazione elargì un bonus di poco più di 1,7 milioni di dollari per le giocatrici, che vinsero il titolo.

Tre anni fa, le calciatrici accusarono la federazione di aver risposto alle loro richieste affermando che "la realtà del mercato è che le donne non meritano di essere pagate allo stesso modo degli uomini". La nazionale femminile ha vinto tre Mondiali e quattro Olimpiadi, più di qualsiasi altra nazionale avversaria; la sua vittoria nella finale mondiale del 2015 contro il Giappone è la partita di calcio più vista in tv nella storia degli Stati Uniti. La nazionale maschile, a parte il terzo posto al primo Mondiale del 1930, non ha mai superato i quarti di finale.

I Mondiali femminili si svolgeranno in Francia dal 7 giugno (dopo 20 anni, sarà di nuovo presente l'Italia). Anche se la Fifa, l'organo di governo del calcio mondiale, ha raddoppiato i premi, portandoli da 15 a 30 milioni di dollari, il divario con quelli per gli uomini è aumentato: per la Coppa del Mondo dello scorso anno, le squadre maschili si sono divise 400 milioni di dollari in premi; nel 2022, per i Mondiali in Qatar, saranno 440 milioni di dollari.

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