I nazisti si ispirarono agli Usa per le politiche razziali

James Q. Whitman, professore all Yale Law School, prova a raccontare una storia dimenticata

C'è una sottile e quasi invisibile linea che collega gli Stati Uniti degli anni '30 alla Germania nazista. Il terzo Reich infatti avrebbe studiato da vicino le politiche razziali applicate in America per poi scrivere le basi del suprematismo ariano e poi delle discriminazioni verso gli ebrei e le minoranze etniche. Lo scrive sul magazine Aeon James Q. Whitman, professore della Yale Law School.

Nell'articolo sostiene che ci siano decine di pagine di verbali dell'incontro in cui sono state stabilite le leggi di Norimberga (le leggi razziali) in cui più volte vengono citati gli Stati Uniti come esempio di politiche vincenti di pulizia della razza. Sempre nel corso delle discussioni i leader del partito nazista si chiedono più volte come usare i metodi impiegati dagli americani per stabilire come definire un "nergo" o un "mongoloide" traslandoli sulla popolazione ebrea in Germania.

Oltre a questo documento ci sono altre prove dei contatti tra nazisti e alcuni politici e medici americani che negli anni '30 applicavano leggi eugenetiche per la selezione della specie. Lo stesso Adolf Hitler nel Mein Kampf descrive gli Stati Uniti come la società con le giuste politiche razziali.

Whitman ricorda che anche se gli usa non hanno mai perseguitato gli ebrei e sono stati fondamentali nella lotta contro la Germania nazista, negli anni 20 e 30 del secolo scorso la società americana era profondamente razzista non solo negli stati del Sud, dove erano in vigore le Leggi Jim Crow, ma anche negli stati più progressisti e metropolitani del nord.

"I legali nazisti hanno studiato attentamente le leggi, non solo di stati come la Virginia, ma anche si stati come il Montana. È vero che gli Stati Uniti non hanno perseguitato gli ebrei - o almeno, come ha fatto notare un avvocato nazista nel 1936, non li hanno perseguitati 'ancora' - ma hanno creato una cittadinanza di seconda classe per altre minoranza, inclusi i cinesi, i giapponesi, i filippini, i portoricani e i nativi", conclude Whitman.

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