Bottura testimonial a New York: "Il cibo è ufficialmente cultura, io l'ho sempre pensato. In Italia c'è un nuovo Rinascimento"

Nell'anno della cucina italiana nel mondo, Lo chef stellato presente a 'Via Emilia', evento promozionale ospitato dal consolato e dedicato alle specialità dell'Emilia Romagna

Il 2018  è l'anno della cucina italiana nel mondo e uno dei primi eventi promozionali, nell'ambito delle iniziative indette dal ministro dell'agricoluta Maurizio Martina e da quello della cultura Dario Franceschini, è stata la presentazione di "Via Emilia" al consolato italiano a New York. Una serata promozionale dedicata ai cibi dell'Emilia Romagna, cui hanno preso parte Nicola Farinetti, Ceo Eataly Usa, l'assessore regionale al Turismo Andrea Corsini, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi e un testimonial di eccellenza, lo chef Massimo Bottura. 

Allo chef italiano preferito da Barack Obama,  abbiamo posto alcune domande. 

Per la prima volta cibo e cultura si uniscono nell'anno della cucina italiana nel mondo, è un passo in avanti per la promozione della nostra gastronomia?

Due anni e mezzo fa, dopo l'Expo, il ministro Martina ha voluto fortemente questa promozione del cibo italiano nel mondo e quest'anno secondo me si è fatto un secondo passo avanti perché il ministro Franceschini ha aperto le porte della cultura al cibo, quindi il cibo è ufficialmente parte della cultura. Quindi l'agricoltura e la cultura escono dallo stesso cilindro. Questo per me è qualcosa di molto importante, l'ho sempre pensato ma non è mai stato considerato tale. Il mondo ha voglia di Italia, crede nella bellezza italiana e io più del mondo intero, sono anni che dico che c'è stato un rinascimento in Italia. Da Licata a San Cassiano c'è un gruppo di cuochi incredibili, che fanno cose meravigliose. Io che giro per il mondo posso affermare con assoluta certezza che non si è mai mangiato così bene in Italia.

Cosa pensa della versione americana del cibo italiano? Spesso si trovano pietanze definite italiane ma nei fatti molto diverse dalle nostre...

Bisogna dare una lettura diversa. Non puoi dire che è falso o è vero, è un cibo che 'sounds italian' e a volte è fatto in modo magistrale. Io la migliore cucina italiana fuori dall'Italia l'ho mangiata in Giappone, e qualche volta a New York. E non direi come ho sentito spesso dire che l'Italia è leader, che noi siamo i migliori. Non siamo noi che dobbiamo dirlo, sono gli altri che devono venire da noi e dire che il nostro cibo è qualcosa di veramente unico.

La cucina emiliana è la migliore?

La cucina emiliana, quella piemontese, siciliana e qualcosa della zona della costiera sono per me le migliori espressioni della cucina italiana.

Aprirà mai un'attività qui a New York?

Non aprirò sicuramente un locale a New York di 'fine dining' perché New York, Parigi e Londra le voglio tenere per il mio divertimento, però mi piacerebbe aprire un refettorio nel Bronx. 

Si è parlato spesso della sua amicizia con l'ex presidente Barack Obama. Quando e come vi siete conosciuti?

Lo conosco da diverso tempo. A Milano, l'ambasciatore John Phillips (ambasciatore in Italia durante l'amministrazione Obama) era un amico di famiglia di mia moglie, quindi ho avuto questa opportunità di incontro grazie a lui e poi ci siamo rivisti. Ho cucinato per lui, abbiamo passato un weekend insieme in Toscana. Di recente ci siamo rivisti a Sunnyland, a Palm Spring, per una tavola rotonda sul futuro del cibo e sul futuro della produzione, della distribuzione e dell'alimentazione delle persone. Ho una grande ammirazione per Obama, trovo sia una persona speciale.

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