Nessun dubbio, l'uragano Irma "colpirà la Florida" ed è "una minaccia che devasterà gli Usa"

Lo ha detto il capo della Fema, la protezione civile statunitense. Stop ai voli da sabato pomeriggio. Jeb Bush: "C'è sempre chi vuole vincere il premio Darwin"

Il capo della Fema, la protezione civile statunitense, ha detto che non ci sono dubbi, ora, sul fatto che l'uragano Irma colpirà almeno una parte della Florida. "Non è in dubbio il fatto che la Florida sarà colpita; la questione è quanto duramente sarà colpita" ha detto Brock Long, durante una conferenza stampa.

La Florida, però, non è l'unico Stato che deve preoccuparsi: "Chiunque dall'Alabama alla North Carolina dovrebbe seguire molto da vicino questa tempesta"; Irma è "una minaccia che devasterà gli Stati Uniti". "Non credo che qualcuno in Florida abbia mai vissuto una tempesta come questa" ha aggiunto. Long ha poi chiesto ai residenti di seguire l'ordine di evacuazione.

 

I tweet di Trump 

"L'uragano Irma è di proporzioni epiche, forse più grande di quanto mai visto finora. Mettetevi al sicuro e state lontani dal suo cammino, se possibile. La nostra incredibile guardia costiera ha salvato oltre 15.000 vite la scorsa settimana con Harvey. Irma potrebbe essere ancor più duro. Amiamo la nostra guardia costiera!". Questo il messaggio contenuto in due tweet pubblicati dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

 

Il governatore della Florida: l'uragano Irma più grande del nostro Stato

"Questa tempesta è più grande del nostro intero Stato". Lo ha detto il governatore della Florida, Rick Scott, durante una conferenza stampa incentrata sull'arrivo negli Stati Uniti dell'uragano Irma, che "minaccia la vita" delle persone; "i residenti non possono ignorare gli ordini di evacuazione". "Tutti i residenti devono prepararsi ad allontanarsi presto. Sono un padre e un nonno. Amo la mia famiglia. Non posso immaginare la vita senza di loro. Oggi è il giorno per fare la cosa giusta per la tua famiglia" ha aggiunto, per convincere i residenti a lasciare la zona.

Intanto, il personale militare e civile dello U.S. Central Command che lavora nel quartier generale di Tampa, in Florida, è stato invitato ad andare a casa entro le 12 (le 18 in Italia) e a prepararsi per l'uragano; si tratta di circa 4.000-5.000 persone. Lo sceriffo di Jacksonville, intanto, ha imposto l'evacuazione di una parte della città omonima e della contea di Duval (dove si trova Jacksonville).

 

I voli

L'imminente arrivo dell'uragano Irma in Florida ha costretto le compagnie aeree che servono alcuni dei maggiori aeroporti degli Stati Uniti a sospendere i voli che riguardano le città che saranno colpite. Da sabato pomeriggio, gli scali di Miami, Orlando e Fort Lauderdale - rispettivamente sede del dodicesimo, tredicesimo e ventunesimo aeroporto del Paese - resteranno in gran parte fermi.

 

Jeb Bush: "C'è sempre chi vuole vincere il premio Darwin"

Jeb Bush, ex governatore della Florida, ha detto che la maggior parte dei residenti sta seguendo le indicazioni delle autorità e si sta preparando all'arrivo dell'uragano Irma. "La grande maggioranza delle persone sa esattamente cosa deve fare" ha detto Bush, che non è riuscito a diventare il terzo presidente degli Stati Uniti in famiglia, avendo perso le primarie repubblicane dello scorso anno.

Ci saranno però sempre quelli che non prendono seriamente la minaccia: "Ci saranno degli esempi isolati di persone che cercheranno di vincere il premio Darwin, no? Agendo in modo veramente stupido e prendendo scelte e decisioni sbagliate".

Bush ha poi elogiato il presidente Donald Trump, che ha fatto "un buon lavoro, mostrando la sua preoccupazione per le vittime di Harvey e sono sicuro che farà lo stesso (per Irma, ndr)". "La cosa fondamentale comunque è fare in modo che Washington sia qui a lungo, per la ripresa del nostro Stato nel lungo termine".


Le ville di Trump e Branson 

Le ville caraibiche di Donald Trump e Richard Branson sarebbero state distrutte dall'uragano Irma. Il sito Marketwatch riporta che la residenza del presidente degli Stati Uniti a St. Martin, con undici stanze da letto, e quella del fondatore del gruppo Virgin, alle isole Vergini britanniche, non avrebbero retto al passaggio del violento uragano, atteso domenica in Florida. Lo staff di Trump non ha voluto discutere con la stampa dell'entità dei danni subiti dalla villa. Si sa, però, che Trump stava cercando di venderla al più presto, come dimostra il fatto che avesse abbassato la propria richiesta, ad agosto, da 28 a 16,9 milioni di dollari, secondo il Washington Post.


Irma metterà alla prova la Florida

Sarà anche "ben preparata", come ha detto Donald Trump, ma la Florida sta per essere messa alla prova da Irma. L'uragano più potente a essersi formato nell'Atlantico e che ha raso al suolo alcune isole caraibiche punta dritto sullo Stato e rappresenta un test non solo per il governatore Rick Scott, i cui ordini di evacuazione sono destinati ad aumentare, ma anche per i parametri edilizi imposti dopo che il cosiddetto Sunshine State fu colpito nel 1992 dall'uragano Andrew: fu il più forte degli ultimi decenni ad aver travolto la parte meridionale dello Stato; arrivato a una categoria 5 (la massima) provocò 61 morti e danni per oltre 26 miliardi di dollari (di allora). Distrusse oltre 25.500 case e ne danneggiò altre 101.000.

Dopo un fenomeno meteorologico che lasciò interi quartieri con case abbattute, la Florida decise di adottare nel 2002 parametri edizili considerati tra i più stringenti di tutti gli Stati Uniti. Erano pensati per rafforzare i tetti e le finestre delle abitazioni aumentando, tra le altre cose, la resistenza alla pressione esercitata dai venti. Anche le ispezioni sono diventate più severe. Rispetto ad allora però la posta in gioco è più alta: come spiega il Wall Street Journal, la popolazione è cresciuta di oltre il 50% a 20,6 milioni di abitanti e ciò rischia di intasare la rete stradale, specialmente in casi di emergenze. Il settore immobiliare inoltre è esploso. Lungo i duemila chilometri di costa della Florida ci sono oltre 2,7 milioni di case a rischio. L'allarme è particolarmente alto a Miami e Fort Lauderdale, dove Irma sembra diretta.

È la prima volta che quei parametri edilizi vengono messi alla prova da una tempesta paragonabile ad Andrew. Ma anche se la parte in cemento degli immobili è aumentata, restano problemi legati per esempio a una rete fognaria e a un sistema per pulire le acque che non sono affatto invidiabili. Inoltre, certe contee si trovano sul livello del mare e dunque rischiano allagamenti significativi. Si stimano inondazioni totali di aree come Miami-Dade e Broward, sulla punta sud-orientale della Florida, se queste riceveranno anche solo la metà dell'acqua che ha travolto Houston (Texas) a causa dell'uragano Harvey.

Intanto dietro a Irma avanza Jose, salito alla categoria 3 e che rischia di mettere ancora più in ginocchio Barbuda. Trump ha dichiarato lo stato di emergenza in South Carolina, dove il governatore Henry McMaster ha detto che evacuazioni obbligatorie inizieranno alle 16 italiane di sabato. Le zone devono essere ancora determinate. In Florida anche il resort Mar-a-Lago di Trump si prepara al peggio. Sulle finestre dell'immobile a Palm Beach, considerato la "Casa Bianca d'inverno", sono comparsi pannelli protettivi. 

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