Nessuno vuole lavorare per l'amministrazione Trump

Il risultato è che in quasi cinque mesi di governo ci sono ancora centinaia di posti vacanti e a Washington si vive in un senso di immobilità
AP

Le tante minacce legali e politiche che pendono sullla presidenza di Donald Trump hanno reso ancora più difficile per la Casa Bianca trovare persone disposte a entrare nella squadra di governo. Il licenziamento dell'ex direttore dell'Fbi, il ritorno dello spettro del coinvolgimento russo nelle elezioni hanno reso ancora  più difficile assumere persone, secondo quanto hanno detto al Washington Post ex funzionari federali, attivisti del partito, lobbisti e candidati che i funzionari di Trump hanno cercato di reclutare.

I repubblicani starebbero rifiutando in massa di lavorare per Trump, sopratutto a causa del suo temperamento poco stabile. Inoltre, quelli indecisi, chiedono ai cacciatori di teste quali potrebbero essere i danni permanenti alla loro reputazione se scegliessero di entrare nel governo. Una domanda a cui, almeno per ora, è difficile poter rispondere con chiarezza. 

La Casa Bianca sta tuttavia rifiutando questa posizione, ricordando che ogni candidato deve essere approvato dall'Fbi e dal Office of Government Ethics prima di poter essere annunciato ufficialmente: questo dunque sarebbe il vero problema che sta causando i ritardi.

In realtà i numeri sono molto chiari, soprattutto facendo un confronto con le due presidenze precedenti.

Donald Trump ha nominato 43 persone in posizioni senior all'interno della sua amministrazione. Nello stesso periodo, Barack Obama era arrivato a 151 funzionari, mentre George W. Bush a 130 funzionari. Anche facendo riferimento ai tempi: per Donald Trump il tempo trascorso tra una nomina e la sua approvazione da parte del Senato è di 25 giorni, contro i 2 di Obama, gli zero di Bush e un giorno di Bill Clinton.

Ma nonostante i numeri la Casa Bianca continua a smentire: "C'è gente che mi bussa alla porta, c'è una grande richiesta per entrare nell'amministrazione", ha detto Sean Spicer, portavoce di Donald Trump.

Di recente lo sceriffo di Milwaukee, David Clarke, ha rifiutato una posizione all'interno del dipartimento per la sicurezza nazionale: pare che la sua scelta sia stata provocata dai ritardi nelle conferme e i lunghi tempi d'attesa per entrare in carica.

C'è da dire che l'amministrazione non ha trovato gli stessi problemi nell'assunzione di posizioni minori: ha assunto centinaia di giovani repubblicani in posizioni che non richiedono una approvazione del Senato. In molti casi però esiste anche un problema di fedeltà: dopo la crisi che sta investendo il governo, Trump vuole essere sicuro di assumere persone fidate.

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