Netflix: conquista un numero record di nuovi abbonati ma l'outlook delude

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Nel primo trimestre del 2019, Netflix ha saputo attrarre un numero record di abbonati paganti ma le previsioni per i tre mesi in corso sono risultate deboli.

Il gruppo che offre un servizio di video in streaming ha detto di avere conquistato 9,6 milioni di nuovi iscritti tra gennaio e marzo, il 16% annuo in più sullo stesso periodo dello scorso anno; si tratta di un record che ha superato il consenso fermo a quota 8,06 milioni. Tuttavia, la crescita degli abbonati in Usa è rallentata: ce ne sono stati 1,7 milioni di nuovi contro i quasi 2,3 milioni dello scorso anno. Nel trimstre all'estero gli abbonati nuovi sono stati 7,9 milioni (+31%).

Gli utili sono stati pari a 344 milioni di dollari, o 76 centesimi ad azione, in rialzo dai 290 milioni, o 64 centesimi ad azione, dello stesso periodo dell'esercizio precedente. Gli analisti si aspettavano profitti per 58 centesimi ad azione.

I ricavi trimestrali sono cresciuti a 4,5 miliardi da 3,7 miliardi, in linea alle stime.

Per il secondo trimestre, Netflix si aspetta di aggiungere 5 milioni di abbonati paganti, meno dei 5,3 milioni attesi dal mercato e in calo dell'8% sull'anno precedente. Anche sugli utili l'azienda ha deluso aspettandosi 55 centesimi ad azione dagli 85 centesimi ad azione dello stesso periodo del 2018 e sotto i 99 centesimi messi in conto dagli esperti.

Nella sua lettera ai soci, il gruppo ha fatto riferimento ai servizi lanciati recentemente dalle rivali Apple e Walt Disney. "Tutte e due le aziende rappresentano marchi di prima classe e siamo felici di competere. A beneficiarne saranno i creatori di contenuti e i consumatori che godranno della competizione fra molte aziende che puntano a fornire alle audience una grande esperienza video", ha scritto Netflix sottolineando di non aspettarsi "che questi nuovi ingressi [nel mercato dei video in streaming] condizionino in modo tangibile la nostra crescita". Secondo Netflix, "c'è una domanda vasta di film e show televisivi belli" e il gruppo "soddisfa solo una piccola parte di quella domanda".

In attesa dei conti, arrivati a mercati Usa chiusi, il titolo aveva guadagnato il 3% a 359,46 dollari. Nel dopo mercato ha perso l'1,5%. Da gennaio c'è stato un rialzo del 34%.

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