Netflix: Obama primo ospite del talk show con Letterman

Al via il 12 gennaio. Una puntata da un'ora una volta al mese. Questa volta il binge watching non è possibile
Netflix

Netflix ha raggiunto nuovi record al Nasdaq. A spingere al rialzo le azioni del servizio di video in streaming - che nelle prime quattro sedute del 2018 hanno aggiunto il 9% e negli ultimi 12 mesi il 59% - è l'annuncio della data del debuto del talk show con David Letterman.

Nteflix ha comunicato via Twitter che il 12 gennaio ci sarà la premier della serie (annunciata lo scorso agosto) che vedrà protagonista il celebre conduttore che ha intrattenuto l'America (e non solo) nella fascia oraria notturna per il periodo più lungo in Usa. Il volto de "The Late Show" debutterà su Netflix con l'ex presidente americano Barack Obama come suo primo ospite. Per il predecessore di Donald Trump sarà la prima partecipazione a un talk show da quando ha lasciato la Casa Bianca il 20 gennaio 2017.

Dopo oltre due anni dall'addio al piccolo schermo, Letterman inizia la sua nuova avventura con uno show intitolato "My Next Guest Needs No Introduction". Il richiamo è al fatto che i suoi ospiti non hanno davvero bisogno di introduzioni. Sono previste puntate con il rapper Jay-Z, il conduttore radiofonico Howard Stern, l'attore George Clooney, l'attrice Tina Fey e Malala Yousafza, la giovane attivista pakistana nonché la persona più giovane ad avere ricevuto un Nobel.

Netflix è abituato a tenere incollati allo schermo i propri abbonati con serie originali come "The Crown" sulla regina Elisabetta, "House of Cards", "Orange is the New Black", "Narcos" e "Black Mirror". Questa volta, invece che rendere accessibili tutti gli episodi per permettere il cosiddetto "binge-watching" (quando si guardano gli episodi di una serie in rapida successione), Netflix diffonderà un episodio da un'ora una volta al mese.

Altri Servizi

Wall Street teme le tensioni commerciali con la Cina

Oggi un solo dato in programma, quello sull'avvio di nuovi cantieri
iStock

Migranti, la capa dei pediatri Usa: separare i figli dai genitori è una "violenza su minori"

La 'tolleranza zero' dell'amministrazione Trump ha portato alla separazione di 2.000 bambini dai loro genitori in sei settimane
Immigration and Customs Enforcement

Separare i bambini dai loro genitori dopo l'attraversamento del confine tra Messico e Stati Uniti è una forma di violenza. A dirlo è stata Colleen Kraft, a capo dell'American Academy of Pediatrics, l'associazione dei pediatri statunitensi, che ha quindi accusato l'amministrazione Trump di "violenza su minori".

Usa-Corea del Sud, pronte a sospendere le esercitazioni militari congiunte

Secondo l’agenzia sudcoreana Yonhap l’annuncio arriverà nei prossimi giorni
AP

Gli Stati Uniti e la Corea del Sud si apprestano ad annunciare, entro la fine della settimana, la sospensione delle esercitazioni militari congiunte su larga scala. Si tratta di un passo importante e strettamente legato all’avviato dialogo con la Corea del Nord da parte di Washington ma sul quale i due Paesi sono pronti a tornare indietro qualora Pyongyang non mantenesse le sue promesse di denuclearizzazione.

Immigrazione, tutti contro Trump. Melania, invece, sta con lui (anche se non sembra)

La first lady chiede un Paese che "governi col cuore", ma attribuisce le responsabilità della situazione a repubblicani e democratici, dando eco alle affermazioni ingannevoli del presidente. La responsabilità è solo della Casa Bianca

Tutti, o quasi, contro il presidente Donald Trump. Importanti figure del partito repubblicano si sono unite ai democratici nel chiedere all'amministrazione statunitense di porre fine alla politica della 'tolleranza zero', che sta dividendo i bambini dai genitori con cui hanno attraversato il confine tra Stati Uniti e Messico senza un visto. Più complessa, invece la posizione assunta dalla first lady Melania Trump, che ha fatto sapere, tramite la sua portavoce, di "credere nel bisogno di un Paese che segua tutte le leggi, ma anche un Paese che governi col cuore"; non ha, però, criticato il marito Donald, come affermato da molti giornalisti, anzi: si è unita a lui nel chiedere che repubblicani e democratici lavorino insieme per approvare una riforma dell'immigrazione e risolvere la situazione.

Summit Trump-Kim: il vincitore è la Cina

Per gli esperti, troppe concessioni degli Usa alla Corea del Nord. Giappone e Corea del Sud gli sconfitti. La Russia osserva: "il diavolo sta nei dettagli" (che mancano)
AP

Quello tra Donald Trump e Kim Jong Un è stato certamente un incontro "storico", un buon inizio di un lungo iter diplomatico volto a portare alla denuclearizzazione della penisola coreana e magari alla fine ufficiale della Guerra di Corea (iniziata nel 1950 e finita nel 1953 ma solo con un armistizio). Tuttavia, tra il leader americano e quello nordcoreano, è il secondo che sembra avere avuto la meglio. E la Cina di Xi Jinping ha vinto indirettamente su tutti mentre il Giappone di Shinzo Abe e la Corea del Sud di Moon Jae-in emergono come gli sconfitti. E' questa l'impressione generale tra gli esperti americani di politica estera.

Elon Musk, l'irriverente amministratore delegato di Tesla, ha scritto un memo ai dipendenti del produttore di auto elettriche comunicando loro esuberi corrispondenti al 9% della forza lavoro. Attualmente l'azienda californiana ha circa 46.000 dipendenti, quindi il taglio di personale equivale a circa 4.100 persone.

Usa pronti a fare scattare dazi contro la Cina

Attese ritorsioni da Pechino. Guerra commerciale più vicina

Nel giro di qualche giorno gli Stati Uniti si preparano a imporre dazi del 25% - già preannunciati - su prodotti tecnologici cinesi per 50 miliardi di dollari. Il mese scorso l'amministrazione Trump aveva detto che il 15 giugno, domani, avrebbe diffuso un elenco di articoli importati dalla seconda economia al mondo sui cui verranno imposte tariffe doganali in risposta a quelli che Washington considera continui furti di proprietà intellettuale da parte di Pechino.

Usa impongono dazi su 50 miliardi di dollari di importazioni cinesi

Camera di Commercio americana: "Non è il giusto approccio". Pechino promette risposta "immediata" e della stessa portata. Guerra tra le due potenze mondiali sempre più vicina

La guerra commerciale tra Usa e Cina è sempre più vicina. Il presidente americano Donald Trump ha dato il via libera a dazi del 25% contro prodotti tecnologici cinesi per 50 miliardi di dollari e ha messo in guardia la nazione asiatica: eviti di reagire altrimenti Washington farà scattare altre tariffe doganali. Pechino ha ignorato l'avvertimento e ha promesso una risposta "immediata" e di pari portata alla mossa americana. Tutti i "risultati" delle consultazioni che le due nazioni hanno avuto fino ad ora non sono più validi, ha aggiunto il ministero cinese del Commercio.

Wall Street, permangono i timori sui rapporti commerciali tra gli Usa e la Cina

Il Dow Jones ha chiuso in negativo le ultime quattro sedute
iStock

Russiagate, il WP rivela incontro tra Roger Stone e un russo

Il consigliere di lungo corso di Trump ha incontrato Henry Greenberg che gli aveva promesso materiale scottante su Hillary Clinton
©AP