Netflix silura Kevin Spacey, futuro incerto per "House of Cards"

Il sito di video in streaming, inoltre, non farà più uscire il film sullo scrittore americano Gore Vidal, interpretato dallo stesso attore protagonista della celebre serie, accusato di molestie. Gli investitori non sembrano preoccupati

Kevin Spacey è stato espulso da "House of Cards". Si è chiusa con questa decisione una settimana tumultuosa iniziata domenica 29 ottobre, quando l'attore - protagonista della serie tv che ha debuttato nel 2013 catapuldando Netflix a un nuovo livello nel mondo di Hollywood - è stato accusato di avere fatto avance sessuali indesiderate ad Anthony Rapp quando quest'ultimo (anche lui un attore) era 14enne. Era il 1986. Netflix aveva prima annunciato che la sesta stagione della serie sarebbe stata l'ultima. Poi ne ha sospeso la produzione. Alla fine è arrivata la decisione di eliminare Spacey.

"Netflix non sarà più coinvolta ulteriormente con alcuna produzione di 'House of Card' che includa Kevin Spacey", ha spiegato l'azienda in una nota.

Così come Frank Underwood, lo spietato presidente americano interpretato da Spacey, nella quinta stagione perde il suo potere spianando la strada alla moglie, la prima presidente donna d'America, la serie è collassata. L'attore è stato accusato di molestie anche da parte di vari dipendenti dello show. E stando al britannico The Sun, la polizia nel Regno Unito sta indagando su un caso di presunte molestie sessuali da parte del vincitore Oscar. In questo caso i fatti risalgono al 2008 e chiamano in causa un 23enne.

Per Netflix questi sviluppi rappresentano un ostacolo, anche solo d'immagine. "House of Cards" è stata la prima di tante serie tv originali come "Narcos" e "Orange is the New Black" con cui il gruppo ha contribuito a mandare in tilt il settore tradizionale della tv. L'azienda - che da inizio anno ha guadagnato oltre il 61% a Wall Street - ha saputo sfruttare il fatto che sempre più persone usano sempre meno abbonamenti a TV via cavo a favore di servizi online. Secondo gli esperti lo scandalo non avrà un impatto materiale sull'azienda anche se la serie resta la sua più popolare. "House of Cards" è vista come un trampolino da cui Netflix ha preso il volo verso altre produzioni.

C'è chi sostiene poi che Netflix abbia gestito bene il caso, senza deludere gli investitori consapevoli che la serie aveva già superaro il suo momento di gloria avviandosi verso la sua conclusione. Va detto tuttavia che Netflix potrebbe subire conseguenze legali per ogni accusa di molestie che dovesse arrivare formalmente da parte di persone che hanno lavorato alla serie, e questo perché Spacey ne era non solo attore protagonista ma anche produttore esecutivo.

Il gruppo non è l'unico a dovere subire l'effetto dello scandalo che ha travolto Spacey, che rispose alle accuse dicendo di non ricordarsi dell'accaduto ma aggiungendo: "Se mi sono comportato come lui [Rapp] dice, gli devo una delle più sincere scuse per quello che sarebbe stato un comportamento da ubriaco profondamente inappropriato". C'è coinvolta anche Media Rights Capital, la casa di produzione di Beverly Hills che a sua volta rischia ricadute legali.

Sia Netflix sia MRC stanno valutando il futuro di "House of Cards", le cui riprese erano appena iniziate quando le accuse contro Spacey sono arrivate. Per il sito di video in streaming i problemi non sono finiti. Il gruppo ha detto che non farà più uscire il film in cui Spacey interpreta lo scrittore Gore Vidal; doveva arrivare l'anno prossimo e pare si concentrasse sull'esilio virtuale trascorso da Vidal in Italia.

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