New York, apre il nuovo tempio della cucina italiana


Eataly sarà inaugurato domani sera sulla Fifth Avenue e 23ma strada.


24.08.10

06:15

Per gli amanti della cucina italiana a New York domani, mercoledì 25 agosto sarà una giornata memorabile. Sulla Fifth Avenue, all’altezza della ventitreesima strada al civico 200, inaugura il food hall Eataly, il grande mercato enogastronomico italiano, con sedi a Torino, Milano, Bologna e tre punti vendita in Giappone. Il 31 agosto il nuovo tempio dei sapori italiani aprirà definitivamente i battenti al pubblico.

Eataly occupa 4000 metri quadrati di piano terra e 650 metri quadrati di tetto di un palazzo dell’ottocento di quindici piani che affaccia su Madison Square. I 1000 metri quadrati di seminterrato ospitano cucine, pasticceria, panetteria e gelateria. All’interno ci sono più di venti negozi al dettaglio, molti dei quali con un angolo dedicato alla degustazione. La pescheria e l'area dedicata ai prodotti agricoli hanno anche un ristorante con servizio ai tavoli.

L’unico ristorante che non prevede un angolo per la vendita al dettaglio è Manzo, dove potrete gustare piatti italiani di carne cucinati dallo chef Michael Toscano. Manzo ha 80 coperti ed è l'unico ristornate all'interno di Eataly in cui è possibile prenotare in anticipo.

I banchi del nuovo food hall presentano un variegato assortimento di prodotti italiani importati o di origine americana. Ce n’è per tutti i gusti: antipasti, salumi, carne arrosto, specialità di mare, dolciumi, gelati e caffè. È prevista anche una pizzeria takeaway che affaccia sulla strada e una pizzeria interna, oltre ad un negozio di vini.

Gli appassionati di cucina potranno trovare libri di gastronomia e attrezzi da cucina in un negozio dedicato e potranno anche frequentare le lezioni di cucina di Lidia Matticchio Bastianich che dal 1998 conduce lo show TV di cucina “Lidia's Italian-American Kitchen”.

A Eataly il caffè è servito dalle 6 del mattino, mentre bar e ristorante sul tetto, che saranno inaugurati in un secondo momento, resteranno aperti fino alle 2 di notte. A dirigere la cucina del ristorante sul tetto ci sarà lo chef italo-americano Mario Batali. Autore di otto libri di cucina, di cui uno scritto a quattro mani con Gwyneth Paltrow, pilastro del reality show “Iron Chef America”, a New York è co- proprietario di quindici ristoranti proporrà rivisitazioni di ricette tradizionali e rustici. Per accompagnare i patti di Batali accompagnare si potrà ordinare la birra artigianale Eataly. Quattro produttori di birra italiani e americani stanno lavorando assieme alle ricette. Le birre conterranno solo ingredienti italiani e americani, non saranno pastorizzate, né filtrate, gasate naturalmente seguendo metodi di lavorazione artigianali.

L’ambiente di Eataly fonde l’atmosfera dei tipici mercati ortofrutticoli italiani con quella delle osterie e dell’alta cucina, rispecchiando l’idea di Oscar Farinetti, fondatore e creatore di Eataly nel 2007 e fino al 2003 proprietario della catena UniEuro, di diffondere la cucina italiana di alta qualità, rendendola accessibile a tutti (una pizza da Eataly costerà 12 $) in un ambiente in cui le persone possano andare a fare la spesa, degustare assaggi di cibi freschi e cucinati e sedersi al ristorante.

L’investimento iniziale per aprire Eataly a New York è di 25 milioni di dollari, per arrivare a pareggio di bilancio bisognerà raggiungere i 40 milioni di fatturato annui. Il personale newyokese conterà 200-250 persone impiegate su due turni per sette giorni a settimana.

I partner americani di Farinetti sono lo chef Mario Batali, Joe Bastianich e Lidia Matticchio Bastianich. Re indiscussi della ristorazione negli Stati Uniti, con la loro società B&B Hospitality Group sono proprietari di ristoranti come Babbo Ristorante & Enoteca, Bar Jamón, Casa Mono, Del Posto, Esca, Felidia, Becco, Lupa Osteria Romana, Otto Enoteca & Pizzeria e Tarry Lodge a New York, ma hanno enoteche ristoranti e pizzerie a Las Vegas e a Los Angles. Gli altri soci sono i giovani fratelli Adam e Alex Saper che una volta visitato Eataly a Torino, entusiasti del progetto, hanno abbandonato il mondo della finanza, entrambi lavoravano alla J.P. Morgan, per investire nell’enogastronomia made in Italy.
Anche Slow Food pende parte al progetto come consulente strategico. Sono firmati Slow Food per esempio i 320 cartelloni sul cibo e la storia italiana che accompagnano chi si addentra in questo impero del gusto.

Con l’apertura di Eataly a New York la diffusione della cucina italiana all’estero va di pari passo con l’incentivazione delle microeconomie locali. Sposando l’approccio della ristorazione a chilometro zero, tutta la frutta e la verdura cucinata e venduta a Eataly proviene dagli appezzamenti agricoli limitrofi a New York, mentre i prodotti di importazione italiana sono conservati in un magazzino a Manhattan. Per ciò che non importabile secondo le leggi federali, Farinetti ha trovato una soluzione creativa. La carne che mangiate a Eataly è infatti di puro bovino piemontese, nato e macellato in Montana negli Stati Uniti. Visto che carne e insaccati non si possono importare, Farinetti ha aggirato il problema importando sperma di bovini piemontesi e aprendo delle fattorie in America. Una miscela di creatività e imprenditorialità sicuramente molto appetitosa.
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