Manhattan martedì si è tinta di bianco e blu, i colori dei New York Giants. Anche l'Empire State Building portava gli stessi colori e il sindaco della città, Michael Bloomberg, ha ribattezzato per un giorno la sua New York "Big Blue Apple" (dal nomignolo della squadra). I neworkesi hanno festeggiato con una parata la vittoria di domenica al Super Bowl, la finale del campionato Nfl, strappata durante una partita al cardiopalma ai New England Patrionts di Tom Brady.
Un fiume di persone ha portato in trionfo il quarterback Eli Manning, il running back Ahmed Bradshaw, il ricevitore Victor Cruz e gli altri campioni da Battery Place a City Hall Plaza, dove il sindaco (insieme al governatore Andrew Cuomo) li aspettava per consegnare loro le chiavi della città. Ad assistere alla cerimonia c'erano 250 fan, i primi ad essersi aggiudicati gli ambiti biglietti.
C'era anche il coach Tom Coughlin, che con i suoi 66 anni è l'allenatore più anziano ad avere vinto un Super Bowl (in realtà due, perché già quattro anni fa aveva trascinato i Giants al trionfo). "Ce l'abbiamo fatto solo credendo l'uno nell'altro e non saremmo di certo qui senza il sostegno dei fan", ha detto Justin Tuck, che ha guidato la difesa, fermando Brady due volte quando la squadra guidava per 21 a 17 e ogni errore sarebbe stato fatale.
E proprio i tifosi sono stati i protagonisti della giornata: arrivati da ogni angolo della città e dello stato (ma anche dal Connecticut e dal New Jersey) per festeggiare i loro beniamini. Moltissimi erano in prima fila fin dall'alba: il New York Police Department, la polizia di New York, attendeva più di un milione di persone e le strade limitrofe al percorso della parata già a prima mattina erano state chiuse per evitare disordini. "E' incredibile, già alle cinque c'erano persone pronte a vedere lo spettacolo”, ha detto uno dei poliziotti.
I cori sono stati la colonna sonora della giornata, i cappellini, le bandiere e le magliette la testimonianza da portare a casa a tutti i costi per potere dire a figli e nipoti "io c'ero". La parade è stata una grande festa: c'erano molti bambini, con le guance dipinte con i colori della squadra, c'erano gli immancabili venditori di hot dog (rigorosamente bardati con le bandiere dei Big Blue) e soprattutto c'erano centinaia di macchine fotografiche, iPad e videocamere alzate sopra le teste per immortalare il passaggio della squadra. “E' stata una vittoria molto eccitante”, ha detto Jessica, 24 anni e studente del New Jersey. Alla parata c'erano anche molti curiosi, molti dei quali però non sono riusciti ad avvicinarsi per via dell'oceano di tifosi: "non sono molto appassionata di sport – ha detto Mariko, giapponese in vacanza a New York – ma partecipare a tutto questo è incredibile".



















