New York celebra Pier Paolo Pasolini

MoMA e l’Istituto Luce presentano una grande retrospettiva

“Ogni generazione dovrebbe avere il suo Pasolini”. E’ con queste parole che Jytte Jensen, curatrice del Museum Of Modern Art di New York, ha presentato la retrospettiva che dal 12 dicembre al 5 gennaio celebra la figura di Pier Paolo Pasolini. Mentre alla National Gallery di Washington si inaugura l’Anno della Cultura italiana negli Stati Uniti, a New York prende infatti il via un intenso programma di proiezioni ed eventi dedicati al talento cinematografico, ma anche poetico, artistico e letterario, di Pasolini.

Organizzata in collaborazione con l’Istituto Luce di Roma, la retrospettiva porterà nelle sale del museo newyorkese tutti i film del regista, da Accattone (1961) a Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), presentando alcuni dei suoi più celebri lavori in versioni restaurate. Ad aprire la retrospettiva, il 13 dicembre, si terrà la proiezione di una nuova copia di Medea, il film che nel 1969 il regista dedicò alla tragedia di Euripide, affidando a Maria Callas il ruolo di protagonista.

La presentazione dell’evento, tenutasi al PS1, la “divisione” più sperimentale del MoMA a Queens, è stata occasione per sentire risuonare l’accento romano a New York. Dopo il discorso del direttore dell’Istituto Luce e del direttore del museo Klaus Biesenbach, che ha ricordato come “molti artisti siano stati influenzati dalla figura e dal lavoro di Pasolini”, ha preso la parola Ninetto Davoli, tra gli attori più amati dal regista romano. Originario della Calabria, ma cresciuto a Roma, nel quartiere prenestino, Davoli aveva con Pasolini un rapporto molto stretto. “Qualche anno fa Pierpaolo era uno scomodo e oggi vedere le persone che si interessano alle sue opere eccezionali mi rende felice”, ha detto l’attore. “A Pà, lo stanno comincià a capì!”, ha poi aggiunto alzando lo sguardo verso il cielo, rivolgendosi all’amico scomparso. Pasolini e Davoli erano stati insieme a New York una quarantina di fa, quando trovandosi a Montreal, in Canada,  per un festival, hanno deciso di fare una deviazione per qualche giorno. “New York ci era piaciuta molto”, ha raccontato. “Ricordo che venne a prenderci un produttore con una macchina decappottabile e da lì, seduti su quell’auto, l’impatto con la città è stato incredibile”.

In contemporanea alla rassegna cinematografica del MoMA, New York dedica a Pasolini, e al suo poliedrico talento, una serie di altri eventi . Il 12 dicembre alla casa Italiana Zerilli Marimò della New York University, Antonio Monda coordina una tavola rotonda sulla sua eredità artistica, mentre il 13 dicembre l’Istituto Italiano di cultura ospita un seminario dedicato alla sua produzione letteraria. Per l'occasione sarà presentata l’antologia “Il mio cinema” (uscita anche in inglese come My Cinema), una raccolta di testi, annotazioni, sceneggiature e interviste di Pasolini. Venerdì 15 si celebrerà invece il suo talento poetico, con una serie di attori, tra cui Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher, Michele Riondino e Lidia Vitale, che al MoMA leggeranno suei brani e poesie. A partire da sabato, Location 1, un centro artistico non profit di NY, presenterà invece un lato meno conosciuto della sua produzione, con una mostra di disegni raramente esposti in pubblico, mentre il giorno seguente il PS1 ospiterà un programma di performance ispirate al suo lavoro.

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