New York, cittadini in campo per la caccia al ratto

Durante la notte alcuni volontari sguinzagliano i cani per uccidere i roditori. Protestano le associazioni animaliste
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New York dichiara guerra ai ratti. Ma questa volta a scendere in campo sono i cittadini (e i loro cani).

In una città che conta circa 17 milioni di topi - pari a circa il doppio dei suoi abitanti - da un anno è in corso una spietata caccia al roditore ad opera di funzionari pubblici.

La novità è che da qualche giorno ad aiutarli parallelamente sono arrivati i R.A.T.S. (Ryders Alley Trencher-fed Society), un gruppo di volenterosi privati cittadini che ha deciso di unirsi all’impresa.

Le ronde avvengono di notte quando la comitiva sguinzaglia i propri cani nei parchi e per le strade della città. Il branco - che tra gli altri comprende due border terrier, un bassotto a pelo duro e un jack russell - è stato appositamente addestrato per questo tipo di caccia: dopo aver “annusato” la preda, alcuni cani bloccano l'accesso alla tana mentre altri si lanciano all’inseguimento e dopo averla uccisa la portano ai loro padroni.

A livello locale il gruppo deve la sua nascita, nel 1995, all’intuizione del sovrintendente di un parco pubblico. Esasperato dagli attacchi dei ratti ai suoi ospiti durante i picnic pensò che “una muta di cani avrebbe avuto più successo di trappole e veleno”, come si legge sulla pagina facebook di R.A.T.S..

A parte liberare la città dai topi, tuttavia, il vero motivo che spinge i proprietari a queste uscite notturne è di far fare una vera esperienza di caccia ai loro cani. “Mi piace vedere come si diverte a rincorrere i topi”, dichiara al quotidiano on line Daily Mail, Serge Lozach, proprietario di Hudson, terrier impiegato nelle ronde.

Il servizio, tuttavia, non è gradito a tutti. Il dipartimento della Salute Pubblica non ha rilasciato commenti mentre a protestare sono le associazioni animaliste come la Ethical Treatment of Animals, contraria a qualsiasi tipo di caccia e che si dice indignata per i video delle cacce postati in internet.

Per la PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), queste cacce sono “uno sport di sangue mascherato da derattizzazione”.

“Ci sono cose peggiori che vengono fatte ai topi”, risponde Richard Reynolds, analista finanziario del New Jersey e da lungo tempo allevatore di cani, ora a capo dell’organizzazione, riferendosi agli effetti del veleno utilizzato per uccidere i roditori. Una volta ingerita la sostanza tossica, possono trascorre varie ore prima che muoiano.

Per quanto riguarda i cani, invece, Reynolds assicura che nessuno del branco, a parte qualche piccola ferita, si è mai fatto seriamente male inseguendo i ratti.

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