New York City prima città Usa a congelare le licenze per Uber e Lyft

Sospensione per un anno mentre il consiglio comunale studia come ridurre il traffico. Aziende di ride-hailing contro

New York City sarà la prima città americana a imporre un tetto ai servizi cosiddetti di ride-hailing offerti da aziende come Uber Technologies e Lyft.

Il consiglio comunale della metropoli Usa ha votato ieri per congelare per un anno l'emissione di nuove licenze mentre la città studia come ridurre il traffico. Il sindaco italoamericano Bill de Blasio, a favore della misura, dovrebbe apporre la sua firma sulla legislazione nelle prossime settimane. Ha vinto dunque la linea dei taxi tradizionali a scapito dei gruppi convinti che, così facendo, i prezzi saliranno e i servizi caleranno nei quartieri più isolati.

Danielle Filson, portavoce di Uber ha dichiarato: "La pausa di 12 mesi decisa dalla città sulle nuove licenze minaccia una delle poche opzioni affidabili di trasporto mentre non si fa nulla per migliorare la linea metropolitana o diminuire il traffico". E ancora: "Uber farà tutto il necessario per stare al passo con la domanda".

Non si è fatta attendere anche la risposta di Lyft: attraverso Joseph Okpaku, l'azienda ha spiegato che "questi tagli ampi ai trasporti riporteranno i newyorchesi all'era in cui era difficile trovare una corsa, specialmente per i quartieri più isolati e per le persone di colore".

Uber Technologies e Lyft - i due principali protagonisti a New York City - sono cresciuti notevolmente. Nel 2015 ad avere una licenza di ride-hailing erano 25mila veicoli. Oggi sono più di 80mila contro i 13.500 taxi gialli e le 32mila auto nere. La mossa del consiglio comunale però rischia di gettare dubbi sulla loro crescita futura, specialmente per Uber visto che si prepara a un'Ipo nella seconda metà del 2019.

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