New York compie 350 anni ma nessuno festeggia

Ecco perché il giorno della cacciata degli olandesi ad opera degli inglesi è stato dimenticato anche dagli americani
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Buon compleanno New York. Sono passati 350 anni da quel lontano 26 agosto 1664, quando una flotta di quattro fregate inglesi con all’interno 150 marinai e 300 soldati approdò a Gravesend Bay, a Brooklyn, tra Coney Island e The Narrows.

Nei giorni successivi i soldati spostarono i loro cannoni a Battery – nella punta meridionale di Manhattan – e 13 giorni dopo, l’8 settembre, avvenne la conquista, veloce e non cruenta: l’isola, fino ad allora sotto il controllo degli olandesi, divenne terra inglese e New Amsterdam cambiò nome in New York.

Una data storica che nessuno ricorda o nessuno festeggia. “Non prendetela sul personale se non siete stati invitati alla festa del suo 350esimo compleanno - si legge sulle colonne del New York Times – In effetti non ci sono party programmati in città e neppure eventi ufficiali organizzati né da inglesi né da olandesi. Neppure dal sindaco Bill de Blasio”.

Tra i responsabili dell’oblio – secondo il Times - ci sarebbe Paul O’Dwyer, irlandese naturalizzato americano e anglofobico presidente del New York City Council che riuscì a sostituire sulla bandiera e sul sigillo della città di New York “1664” – data della cacciata degli olandesi – con “1625” anno del loro arrivo.

E c’è anche una ragione secondo cui gli inglesi non celebrano questa data. Secondo Mike Wallace, professore presso la City University e co-autore di “Gotham: A History of New York to 1898”, la data della liberazione di New York dagli olandesi sarebbe un ricordo scomodo per gli inglesi, impegnati a tener testa alle spinte indipendentiste scozzesi.

E in fondo, apparentemente neanche in passato erano interessati ai festeggiamenti. Nel 1914 la città di New York scelse di non festeggiare il suo 250esimo compleanno, preferendo commemorare il 300esimo anniversario della fondazione della New Netherlands Company.

Mentre nel 1964 solo 300 persone si presentarono a Bowling Green per la festa organizzata in ricordo dei 300 anni dalla fondazione della città. Non venne neanche l’allora sindaco di New York, Robert F. Wagner. In compenso si presentò un sosia di George Washington.

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