Alcuni lo chiamano semplicemente Re Giorgio. Dopo la versione italiana della rivista “Wired” che lo ha incoronato uomo dell’anno, oggi è il prestigioso New York Times a rendere omaggio al Presidente della Repubblica. Nell’editoriale pubblicato nell’edizione di sabato, Rachel Donadio scrive che Napolitano, 86 anni, “ha coronato il mese scorso la sua brillante carriera orchestrando uno dei passaggi politici più complessi della storia italiana del dopoguerra”.
Il quotidiano sottolinea come "la sua operazione risulti ancora più impressionante se si considera che la presidenza italiana è una carica altamente simbolica, priva di potere esecutivo". "Ma Napolitano, noto per il suo parlar franco e la sua concretezza in una cultura fortemente barocca, ha spinto quella carica fino al suo limite diventando un power broker”.
Tutto ciò, spiega il Times che ricostruisce le fasi che hanno portato alla dimissioni di Silvio Berlusconi e alla nomina di Mario Monti a guida del governo, è stato possibile grazie al forte sostegno popolare di cui gode il capo dello Stato. Napolitano è infatti “emerso come l’anti-Berlusconi” e, con la moglie Clio, ha “incarnato un’Italia diversa, un’Italia di virtù civiche”.
Ma ciò da solo non sarebbe stato sufficiente, il “comunista preferito da Henry Kissinger” ha ricevuto anche il pieno appoggio dei leader europei e del presidente degli Stati Uniti Barack Obama: “un tempo –scrive il Times- era impensabile che un presidente americano ringraziasse colui che è stato, in pratica, ministro degli Esteri del Partito comunista italiano”.
Il prestigioso quotidiano americano ripercorre quindi anche la carriera di Napolitano, ricordando gli incontri segreti con l’ambasciatore americano in Italia durante l’Amministrazione di Jiimmy Carter. Prima di concludere, “oggi gli italiani guardano a lui perché guidi la nave di uno Stato con tranquilla abilità mentre Monti e la sua squadra di tecnocratici affrontano la dura sfida di modernizzare l’economia scricchiolante dell’Italia.














