News Corp: dollaro forte e pubblicità in calo pesano sui conti

Il quarto trimestre fiscale chiuso in perdita, come l'esercizio intero. Per il Wall Street Journal, 1,27 milioni di utenti digitali attivi quotidianamente. Il gruppo lavoro per verificare la veridicità delle notizie
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Oneri dovuti alle attività australiane e britanniche legate alla stampa hanno pesato ancora una vota sui conti di News Corp tanto che il gruppo editoriale ha chiuso in perdita un altro trimestre, l'ultimo dell'esercizio 2017 archiviato a sua volta in rosso.

L'azienda che pubblica, tra gli altri, il Wall Street Journal e The Sun, ha registrato un rosso attribuibile ai suoi soci di 430 milioni di dollari nei tre mesi al 30 giugno scorso contro quello da 89 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. Gli utili per azione al netto di voci straordinarie sono stati di 11 centesimi, uno in più delle stime degli analisti.

In quello che per News Corp rappresenta il quarto trimestre fiscale, i ricavi sono calati del 7% a 2,08 miliardi di dollari dai 2,22 miliardi del periodo aprile-giugno del 2016. Gli analisti si aspettavano un risultato di 2,11 miliardi. In particolare, la divisione "News and information", quella che genera il 60% del fatturato totale, ha visto una flessione delle vendite del 10% a 1,28 miliardi. Il gruppo ha spiegato la flessione con l'assenza di 77 milioni di dollari derivante dalla settimana addizionale che c'era stata nello stesso trimestre del 2016. In questa divisione gli introiti da pubblicità sono scesi del 12% a 650 milioni di dollari a causa dell'andamento delle inserzioni su carta stampata ma anche di un impatto negativo per 8 milioni di dollari dato dalle fluttuazioni valutarie; le vendite in edicola e da abbonamenti sono scese del 9% a 511 milioni ma se il trimestre avesse avuto una settimana in più e a cambi fossero rimasti invariati, il dato sarebbe salito dell'1%. Rispetto al fatturato totale di questa divisione, il 26% è arrivato dal digitale ossia il 3% in più sull'anno precedente. Nel periodo di riferimento il Wall Street Journal contava 1,27 milioni di utenti digitali attivi quotidianamente contro i 948 mila di 12 mesi prima.

Nella piccola ma in crescita divisione dei servizi immobiliari digitali il giro d'affari è aumentato del 10% a 251 milioni. Nella divisione libri il fatturato è calato del 6% a 407 milioni di dollari ma il gruppo punta sugli audio digitali come fonte aggiuntiva di una crescita futura. Nella divisione delle reti via cavo - su cui ha pesato l'acquisizione dell'Australian News Channel, operatore di Sky News in Australia - le vendite sono calate del 5% a 140 milioni.

Su base annuale, i ricavi sono calati del 2% a 8,14 miliardi di dollari. L'esercizio è finito con una perdita attribuibile ai soci di 740 milioni contro utili per 177 milioni del 2016; hanno pesato oneri per 785 milioni di dollari.

Robert Thomson, amministratore delegato, ha sottolineato la buona performance delle attività digitali nel real estate, che punta a fare diventare la fonte principale della redditività del gruppo. Secondo Thomson, per News Corp l'anno è stato "significativo dal momento che abbiamo visto miglioramenti tangibili nella redditività, grazie al segmento a rapida crescita dei servizi immobiliari digitali, e abbiamo imposto un premio ai contenuti premium focalizzandoci allo stesso tempo sulle efficienze operative". Il Ceo di News Corp ha poi parlato dell'ecosistema "disfunzionale dei contenuti", in cui [le informazioni] false e fraudolente sono fiorite. Ci troviamo in discussioni avanzate con piattaforme per la creazione di meccanismi a pagamento per verificare la veridicità delle notizie".

In attesa dei conti, arrivati a mercati chiusi, i titoli di classe B di News Corp avevano perso il 3,78% a 14 dollari. In un anno sono saliti di oltre il 18% ma da gennaio soltanto dell'1,97%.

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