News Corp, gli abbonamenti digitali arginano le perdite, ma calo della pubblicità

La divisione news ha visto una crescita del 29% dei ricavi nel secondo trimestre fiscale del 2018. Bene i nuovi abbonati ai servizi digitali del Wall Street Journal e all'agenzia DowJones
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Grazie a un importante aumento degli abbonati digitali, in particolare al Wall Street Journal, NewsCorp è riuscito ad arginare le perdite nel suo secondo trimestre fiscale e allo stesso tempo a battere le stime del mercato negli utili. L'azienda che pubblica, tra gli altri, il Wall Street Journal e The Sun, ha registrato una perdita di 66 milioni di dollari, contro 219 milioni di dollari dello stesso periodo dell'anno fiscale precedente.

Al netto di voci straordinarie, gli utili per azione sono stati di 24 centesimi da 19 centesimi del periodo ottobre-dicembre 2016. Le stime degli analisti sono state superate di 5 centesimi. I ricavi trimestrali sono saliti del 3% a 2,18 miliardi di dollari da 2,12 miliardi dello stesso arco temporale dell'esercizio precedente, oltre il consenso fermo a 2,13 miliardi. La recente riforma fiscale di Donald Trump ha causato un costo di 174 milioni di dollari al gruppo.

In particolare, la divisione "News and information", quella che genera poco meno di due terzi del fatturato totale, ha visto un aumento delle vendite del 29% a 1,29 miliardi. In questa divisione, gli introiti da pubblicità sono diminuiti rispetto a 12 mesi prima del 6% dopo che nel trimestre precedente erano riusciti a riprendere quota: il declino è anche legato a una diminuzione della pubblicità su carta e alla chiusura dell'edizione cartacea internazionale del Wall Street Journal; le vendite in edicola e da abbonamenti sono salite del 6% grazie al contributo dell'agenzia Dow Jones (rialzo del 10%) e a un aumento degli abbonati digitali al Wall Street Journal. Nel periodo di riferimento il Wall Street Journal contava 1,389 milioni di utenti digitali attivi quotidianamente nei tre mesi al 31 dicembre contro 1,080 di 12 mesi prima.

Nella piccola ma in crescita divisione dei servizi immobiliari digitali, il giro d'affari è aumentato del 21% a 292 milioni. Per il Ceo Robert Thomson, i buoni risultati sono legati "la strategia di crescita a livello digitale e globale, alla disciplina finanziaria, e all'impegno nella produzione di contenuti premium di alta qualità", si legge in una nota del gruppo di proprietà di Rupert Murdoch.

Nella divisione libri il fatturato è cresciuto del 1% a 469 milioni di dollari. Nella divisione delle reti via cavo le vendite sono salite del 15% a 120 milioni. In attesa dei conti, arrivati ieri a mercati chiusi, i titoli di classe B di News Corp avevano ceduto il 2,76% a 15,85 dollari. Nel dopo mercato sono saliti dello 0,91%.

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Trump condanna razzismo e invita all'unità un anno dopo Charlottesville

Al via a Washington manifestazione di suprematisti bianchi. Prevista contro-manifestazione. Nella città della Virginia dichiarato lo stato di emergenza
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Charlottesville. Un anno dopo. Mentre la capitale americana si prepara a ospitare una manifestazione di suprematisti bianchi - gli stessi che l'11 agosto del 2017 crearono caos e violenze mortali nella città della Virginia - Donald Trump invita una nazione forse mai così divisa "all'unità". Il 45esimo presidente americano ha fatto di nuovo ricorso al suo megafono - Twitter - per "condannare tutti i tipi di razzismo e atti di violenza". E per augurare "pace a TUTTI gli americani". Peccato che grand parte dei cittadini Usa creda che da quando Trump è stato eletto le relazioni razziali siano peggiorate.

Abituato ad attaccare i suoi più feroci critici, il Ceo di Tesla ne ha combinata un'altra delle sue. Il tutto mentre il mondo della finanza continua a interrogarsi se e come Elon Musk realizzerà il delisting del gruppo, ipotizzato martedì 7 agosto in una serie di tweet controversi su cui la Sec ha acceso un faro. Intanto il cda di Tesla si prepara a incontrare gli advisor finanziari per discutere dell'operazione.

Cooperare o morire. Facebook smentisce minaccia fatta agli editori

A darne notizia è The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch. Il social network non più interessato a inviare traffico ai gruppi media

Facebook ha smentito quando riportato da un sito australiano, secondo cui al Ceo Mark Zuckerberg "non importa" nulla degli editori e che il social network li lascerebbe morire se non cooperano con il gigante tecnologico. Stando alle indiscrezioni del The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch - il manager responsabile delle partnership nel campo dell'informazione (Campbell Brown) avrebbe messo in guardia i gruppi editoriali che non vogliono lavorare con l'azienda californiana. Lo avrebbe fatto la settimana scorsa durante un incontro a Sidney: "Vi terrò per mano mentre il vostro business muore, come si fa in un hospice". Facebook ha reagito dicendo che i commenti "sono stati decontestualizzati".

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Dopo essere stato pesantemente criticato per la serie di tweet controversi (e privi di dettagli) con cui il 7 agosto scorso aveva annunciato di volere delistare Tesla e renderla un gruppo in mani private, il Ceo Elon Musk ha pubblicato un blog post nel tentativo di fornire chiarimenti. Tuttavia gli investitori sono rimasti scettici sul suo piano di buyout.

Diritti umani, l'alto commissario Onu: parole di Trump "vicine all'incitamento alla violenza"

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La retorica del presidente statunitense, Donald Trump, contro i mass media 'nemici del popolo' è "molto vicina all'incitamento alla violenza", che potrebbe portare i giornalisti ad autocensurarsi o a essere attaccati. Lo ha detto l'alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Zeid Ra'ad al-Hussein, in un'intervista esclusiva al Guardian prima della fine del suo mandato. Il diplomatico e principe giordano lascerà l'incarico questo mese, dopo aver deciso di non ripresentarsi per un secondo mandato quadriennale, in un momento in cui le grandi potenze mondiali sembrano meno impegnate a combattere gli abusi.

L'ambasciatrice Mariangela Zappia debutta all'Onu, vede Guterres

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso il palazzo di vetro ha presentato le sue credenziali. I temi prioritari per il nostro Paese: pace e sicurezza, diritti umani, sviluppo sostenibile, migrazioni

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite a New York, l'ambasciatrice Mariangela Zappia, ha presentato oggi le lettere credenziali al segretario generale Antonio Guterres. Durante l’incontro con Guterres, Zappia ha evidenziato la priorità assegnata dall’Italia a un multilateralismo efficace, al ruolo del Palazzo di vetro per la pace e la sicurezza internazionali e quale pilastro di un sistema internazionale fondato sul diritto e sul rispetto della persona.

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Non ci sono solo la Cina o l'Unione europea nel mirino (commerciale) degli Stati Uniti. Da quando Donald Trump è diventato presidente americano, era il gennaio 2017, Washington sta analizzando gli accordi commerciali grazie ai quali nazioni più piccole e meno sviluppate da 30 anni esportano in Usa migliaia di prodotti duty-free.

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Preannunciati il 15 luglio, i dazi americani su prodotti cinesi per 16 miliardi di dollari entreranno in vigore il 23 agosto prossimo. Le tariffe doganali si aggiungeranno a quelle del 25% scattate il 6 luglio scorso per 34 miliardi su 818 articoli Made in China.

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Archiviato il suo quarto trimestre fiscale in perdita, ma soddisfando comunque gli analisti, News Corp ha chiuso l'esercizio 2018 con un buco di 1,4 miliardi di dollari, più che doppio di quello del 2017, e ricavi in rialzo dell'11% a 9,02 miliardi. Per il Ceo Robert Thomson quella dell'anno terminato il 30 giugno scorso è stata "una performance robusta in tutti i nostri business" e con "cambiamenti positivi e profondi nel nostro flusso dei ricavi, che sono stati più globali, digitali e basati sugli abbonamenti". Basti un esempio: The Times, The Sunday Times e The Wall Street Journal "hanno raggiunto nuovi massimi nella loro trasformazione digitale con abbonati digitali che ora superano quelli della versione cartacea" di questi giornali.