News Corp: gli abbonati digitali trainano i conti, bene libri e servizi immobiliari online

La pubblicità su carta stampa continua a soffrire. Il rialzo gli utenti attivi quotidianamenti sul sito del Wsj. Il colosso editoriale annuncia cedola semestrale
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News Corp ha chiuso il suo secondo trimestre fiscale con utili e ricavi migliori del previsto. Come nel caso del gruppo New York Times, che pubblica l'omonimo quotidiano, anche l'azienda di Rupert Murdoch continua a godere della crescita forte degli abbonamenti digitali a giornali come il Wall Street Journal mentre la pubblicità su carta stampata continua a soffrire. Inoltre, i servizi immobiliari online a marchio REA Group e Move hanno registrato una solida crescita delle vendite nonostante la debolezza del mercato americano del mattone. E HarperCollins (libri) ha messo a segno un fatturato record.

News Corp ha deciso di premiare i soci con un dividendo semestrale di 0,10 dollari per ogni azione di Classe A e B. La cedola verrà pagata il 17 aprile a chi sarà socio il 13 marzo prossimo.

Nei tre mesi al 31 dicembre scorso, i profitti netti del gruppo sono passati a 119 milioni di dollari, 0,16 centesimi ad azione, contro una perdita di 66 milioni, 0,14 centesimi per titolo, nello stesso periodo dell'anno precedente (all'epoca pesarono oneri per 174 milioni legati alla riforma fiscale da poco approvata). Al netto di voci straordinarie, gli utili per azione sono arrivati a 18 centesimi da 24 centesimi contro i 14 centesimi attesi dal mercato.

I ricavi trimestrali sono aumentati del 21% annuo a 2,63 miliardi di dollari, di poco oltre il consenso di 2,61 miliardi. Il risultato include un impatto negativo di 67 milioni di dollari dato da cambi sfavorevoli.

In particolare, nella piccola ma in crescita divisione dei servizi immobiliari digitali, le vendite trimestrali sono aumentate del 7% annuo a 311 milioni. L'Ebitda è salito del 2% a 121 milioni, alla pari con quello della divisione News and Information (120 milioni, -15%), le cui vendite sono calate del 3% a 1,257 miliardi.

In questa divisione, gli introiti da pubblicità sono scesi del 5% rispetto a 12 mesi prima; di quella flessione, il 2% (o 18 milioni di dollari) è legato a cambi valutari sfavorevoli. Il resto del declino, ha spiegato l'azienda, si spiega con la debolezza nella pubblicità su carta stampata, parzialmente controbilanciata da un aumento di quella digitale. Rispetto al fatturato totale di questa divisione, il 32% è arrivato dal digitale ossia il 29% in più sull'anno precedente. Le attività sotto il cappello Dow Jones - in cui rientrano il Wsj e Barron's, tra gli altri - hanno visto un bel balzo dei ricavi, specialmente digitali. Nel trimestre di riferimento il Wall Street Journal contava 1,709 milioni di utenti digitali attivi quotidianamente, più di 1,389 milioni degli ultimi tre mesi del 2017. Anche gli abbonati digitali dei britannici The Times e Sunday Times sono saliti: al 31 dicembre 2018 erano 269mila contro i 220mila dell'anno precedente.

Nella divisione libri il fatturato è cresciuto del 6% a 486 milioni di dollari; le vendite digitali sono salite del 12% grazie agli audiobook.

Nella divisione dei servizi video - che include Fox Sports Australia - le vendite sono balzate a 562 milioni da 120 milioni, principalmente per l'inclusione della pay tv australiana Foxtel.

In attesa dei conti, arrivati a mercati chiusi, il titolo di classe A di News Corp aveva perso l'1,6% a 12,71 dollari. Nel dopo mercato è rimasto fermo. Da inizio anno ha guadagnato il 12% ma negli ultimi 12 mesi ha ceduto il 21%.

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