News Corp: gli investimenti nei servizi digitali del real estate trainano i ricavi

Un investimento in una pay tv australiana ha provocato una perdita trimestrale di 1,1 miliardi di dollari

A causa degli oneri prennunciati per quasi 1,2 miliardi di dollari legati soprattutto alla svalutazione di un investimento fatto in una pay tv australiana chiamata Foxtel, News Corp ha chiuso il suo terzo trimestre fiscale con una perdita di 1,1 miliardi di dollari. L'azienda che pubblica, tra gli altri, il Wall Street Journal e The Sun, ha tuttavia registrato ricavi migliori del previsto grazie ai suoi servizi immobiliari digitali, che dal trimestre in corso si prevede genereranno più della metà dei profitti dell'azienda.

Nei tre mesi al 31 marzo scorso, la perdita attribuibile ai soci del gruppo è stata di 18 milioni di dollari contro un rosso da 5 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. La perdita è passata a 1,94 dollari per azione da quella di 1 centesimo del periodo gennaio-marzo del 2017. Al netto di voci straordinarie, c'è stato un utile di 34 milioni contro quello da 39 milioni di un anno prima, sotto le stime degli analisti per un risultato di 38,8 milioni.

I ricavi trimestrali sono saliti del 6% a 2,10 miliardi di dollari da 1,98 miliardi dello stesso arco temporale dell'esercizio precedente, oltre il consenso fermo a 2 miliardi. In particolare, nella piccola ma in crescita divisione dei servizi immobiliari digitali, il giro d'affari è aumentato del 27% a 279 milioni grazie alla crescita "forte" di REA Group e Move. L'Ebitda è salito del 17% a 88 milioni, superando per la prima volta quello della divisione News and Information (85 milioni).

La divisione "News and information" ha visto un aumento delle vendite del 2% a 1,286 miliardi. In questa divisione, gli introiti da pubblicità sono calati del 3% rispetto a 12 mesi prima per via soprattutto dell'andamento su carta stampata in Usa e Australia e della decisione di fermare nel trimestre precedente l'edizione cartacea della versione internazionale del Wall Street Journal. Rispetto al fatturato totale di questa divisione, il 29% è arrivato dal digitale ossia il 5% in più sull'anno precedente. Nel periodo di riferimento il Wall Street Journal contava 1,490 milioni di utenti digitali attivi quotidianamente nei tre mesi al 31 marzo, il 20% in più sull'anno prima.

Robert Thomson, il Ceo di News Corp, ha definito questa performance un "testamento del successo della trasformazione digitale" del giornale, simile a quella vissuta anche dai britannici The Times e Sunday Times e da The Australian. Lo stesso Ceo ha rilasciato un commento che ha fatto un implicito riferimento allo scandalo esploso a metà marzo con la ormai defunta società di dati Cambridge Analytica, che travolse anche Facebook. "L'ecosistema digitale sta chiaramente evolvendo e i regolatori in molti Paesi sono alle prese con l'impatto profondo di piattaforme digitali con una potenza senza precedenti", ha detto Thomson, secondo cui "i governi dovrebbero creare un board per l'analisi degli algoritmi al fine di supervisionare queste piattaforme digitali storicamente influenti e per garantire che non ci sia un abuso di algoritmi o censura, commerciale e politica".

Nella divisione libri il fatturato è cresciuto del 6% a 398 milioni di dollari. Nella divisione delle reti via cavo le vendite sono salite del 6% a 129 milioni grazie soprattutto a un impatto positivo delle fluttuazioni valutarie.

In attesa dei conti, arrivati a mercati chiusi, il titolo di classe A di News Corp aveva guadagnato lo 0,48% a 16,59 dollari. Nel dopo mercato ha perso l'1,75%. Da inizio anno hanno guadagnato il 2,34% e in 12 mesi il 30,53%.

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