News Corp: Murdoch a Facebook e Google, pagate gli editori per garantire qualità

Secondo il proprietario del Wall Street Journal, le soluzioni proposte dai due gruppi sono inadeguate dal punto di vista commerciale, sociale e giornalistico
AP

Cresce la frustrazione tra il mondo dell'editoria e quello dei social media. Mentre Facebook e Google hanno rivisto le loro strategie per rispondere alle critiche di chi li ha accusati di avere contribuito alla circolazione delle fake news, il magnate dei media Rupert Murdoch ha mandato loro un messaggio chiaro: paghino per i contenuti che i loro utenti pubblicano e condividono online.

Secondo il miliardario proprietario del Wall Street Journal attraverso il gruppo News Corp, il social network e la controllata di Alphabet "hanno popolarizzato fonti scurrili di informazione attraverso algoritmi che sono redditizi per quelle piattaforme ma sono intrinsecamente non affidabili. Riconoscere un problema è il primo passo verso la cura ma le misure correttive che entrambe le aziende hanno fino ad ora proposto sono inadeguate dal punto di vista commerciale, sociale e giornalistico".

In un comunicato diffuso da News Corp, di cui è presidente esecutivo, Murdoch ha tacitamente fatto riferimento alle recenti novità introdotte da Facebook, che vuole dare maggiore visibilità ai post di amici e parenti dei suoi due miliardi e più di utenti a scapito di quelli dei gruppi media. Il social network inoltre vuole che siano i suoi iscritti a giudicare l'affidibilità di una fonte di informazione. Lo scorso settembre, invece, Google aveva teso la mano verso gli editori mettendo fine a un programma che consentiva agli internauti di leggere gratuitamente articoli trovati su Google Notizie altrimenti sottoposti a un paywall. Il Wall Street Journal però si lamentò sostenendo che Google discriminava i suoi contenuti.

Murdoch ha detto di non avere dubbi che il Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, "sia una persona sincera" ma secondo lui "c'è ancora una mancanza seria di trasparenza che dovrebbe preoccupare gli editori e coloro che sono consapevoli dei preconcetti politici diffusi in queste piattaforme potenti".

Ecco allora che il magnate dei media offre una soluzione: "Se Facebook vuole riconoscere editori 'di fiducia' allora dovrebbe pagare a quegli editori una commissione simile al modello adottato dalle società via cavo". Colui che è anche a capo del colosso dell'intrattenimento 21st Century Fox si ispira al sistema adottato da televisioni via cavo: distributori come Comcast e AT&T pagano commissioni ai proprietari di reti tv che attraggono spettatori.

Per Murdoch, "gli editori stanno ovviamente potenziando il valore e l'integrità di Facebook attraverso le loro notizie e i loro contenuti ma non sono adeguatamente ricompensati per questi loro servizi".

Il titolo Facebook da inizio anno ha guadagnato il 4% e negli ultimi 12 mesi il 45%. Le azioni di Classe A di News Corp nel 2018 sono salite di oltre il 5% e nell'ultimo anno di quasi il 43%. Il titolo di Classe A di Alphabet, controllante di Google, da inizio mese ha aggiunto il 10% e negli ultimi 12 mesi il 40%.

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