News Corp torna all'utile, al lavoro con Google e Facebook per attirare abbonati

Nel suo primo trimestre fiscale, profitti superiori alle stime. Bene anche i ricavi. Il Wall Street Journal contava 1,318 milioni di utenti digitali attivi quotidianamente nei tre mesi al 30 settembre
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Grazie a un calo delle spese a fronte di una contrazione degli introiti pubblicitari su carta stampata, News Corp è riuscito a tornare all'utile nel suo primo trimestre fiscale dell'esercizio 2018.

L'azienda che pubblica, tra gli altri, il Wall Street Journal e The Sun, ha registrato profitti attribuibili ai suoi soci di 68 milioni di dollari nei tre mesi al 30 settembre scorso contro un rosso da 15 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. Gli utili per azione sono stati di 12 centesimi contro una perdita di 3 centesimi dell'anno precedente. Al netto di voci straordinarie, gli utili per azione sono passati a 7 centesimi da una perdita di 1 centesimo del periodo luglio-settembre 2016. Le stime degli analisti sono state superate di 6 centesimi.

I ricavi trimestrali sono saliti del 5% a 2,06 miliardi di dollari da 1,97 miliardi dello stesso arco temporale dell'esercizio precedente, oltre il consenso fermo a 1,98 miliardi. In particolare, la divisione "News and information", quella che genera poco meno di due terzi del fatturato totale, ha visto un aumento delle vendite del 2% a 1,24 miliardi. In questa divisione, gli introiti da pubblicità sono rimasti fermi rispetti a 12 mesi prima dopo vari trimestri in calo, con un "modesto" incremento per quelli digitali che è stato controbilanciato dalla "debolezza" di quelli su carta stampata; le vendite in edicola e da abbonamenti sono salite del 3% grazie al contributo dell'agenzia Dow Jones e a un aumento del prezzo di copertina nelle controllate News Corp Australia e News UK. Rispetto al fatturato totale di questa divisione, il 27% è arrivato dal digitale ossia il 3% in più sull'anno precedente. Nel periodo di riferimento il Wall Street Journal contava 1,318 milioni di utenti digitali attivi quotidianamente nei tre mesi al 30 settembre contro i 967 mila di 12 mesi prima.

Nella piccola ma in crescita divisione dei servizi immobiliari digitali, il giro d'affari è aumentato del 20% a 271 milioni. Per il Ceo Robert Thomson, queste attività "sono sulla strada giusta per una crescita significativa nei trimestri a venire". Nella divisione libri il fatturato è cresciuto del 3% a 401 milioni di dollari. Nella divisione delle reti via cavo le vendite sono salite del 13% a 145 milioni.

Thomson ha spiegato di "avere buone ragioni per essere ottimista sul futuro delle nostre attività media premium, alla luce dei notevoli cambiamenti accordati con Google nell'indicizzazione di contenuti d'informazione". Il riferimento è alla disponibilità di Google a mettere fine al programma chiamato First Click Free, che consentiva agli internauti di leggere gratuitamente articoli trovati su Google Notizie altrimenti sottoposti a un paywall. La mossa potrebbe portare a un aumento degli abbonamenti sui siti che richiedono una registrazione, una fonte di ricavi essenziale in tempi di inserzioni pubblicitarie in calo su carta stampata. Il Ceo di News Corp ha spiegato che "questi cambiamenti seguono quasi un decennio di pressing fatto da News Corp, che ha portato il mondo a comprendere la minaccia a e le opportunità per il giornalismo di qualità nell'era digitale. Stiamo continuando le nostre discussioni con Google e Facebook su come facilitare ulteriormente gli abbonamenti e la condivisione consentita di dati personali", cosa che permetterebbe (grazie anche all'intelligenza artificiale) ai gruppi editoriali di affinare la vendita di abbonamenti rendendoli su misura. Thomson si è detto pronto a servire gli inserzionisti con "dati che sono affidabili, non risibili".

In attesa dei conti, arrivati a mercati chiusi, i titoli di classe B di News Corp avevano guadagnato il 2% a 14,75 dollari. Nel dopo mercato sono saliti dello 0,3%. Da inizio anno hanno guadagnato il 25% e in 12 mesi il 19,4%.

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