Nfl, tornano le proteste e la crociata di Trump contro gli atleti

Atleti 'contro' l'inno nazionale, Trump:"Protestate in altro modo". Il primo fu Kaepernick, rimasto senza squadra. Lega e associazione giocatori in trattativa per evitare lo scontro in tribunale sull'obbligo di seguire in piedi 'The Star-Spangled Banner'

Insieme alla Nfl, è tornata la crociata del presidente statunitense Donald Trump contro le proteste durante l'esecuzione dell'inno nazionale. Ieri sera, diversi giocatori hanno poggiato un ginocchio a terra o hanno alzato un pugno durante 'The Star-Spangled Banner', prima di alcune partite amichevoli in vista del prossimo campionato di football, per protestare contro la brutalità della polizia, la diseguaglianza razziale e l'ingiustizia sociale.

Questa mattina, immediata la reazione di Trump su Twitter: "Molti giocatori hanno voluto mostrare la loro 'indignazione' per qualcosa che la maggior parte non può nemmeno spiegare. Fanno fortuna facendo quello che amano...siate felici! Una partita di football, per cui i fan pagano cos" tanti soldi per divertirsi, non è il posto per protestare. Trovate un altro modo per protestare. State orgogliosamente in piedi per il vostro inno nazionale oppure vi sospendano senza paga!". La Nfl, ieri, ha detto che non multerà i giocatori che protestano, in attesa di trovare una soluzione con l'associazione dei giocatori, pur rinnovando l'invito a seguire in piedi l'esecuzione dell'inno.

Dopo aver presentato le nuove norme sull'inno nazionale, con cui imporre ai giocatori in campo di seguire l'esecuzione dell'inno nazionale in piedi, lasciando la possibilità agli atleti contrari di restare negli spogliatoi, la Nfl ha deciso di sospenderle nel tentativo di negoziare; l'associazione dei giocatori sostiene che le regole violano l'accordo collettivo e i diritti degli atleti ed è pronta a portare la lega in tribunale.

A luglio, Trump era tornato sulla questione, su Twitter: "Il dibattito sull'inno è vivo e vegeto, ancora. Non posso crederci! Non è nel contratto che i giocatori debbano mettersi sull'attenti, con la mano sul cuore? Il Commissioner (il numero uno della lega, ndr) da 40 milioni di dollari deve ora prendere una decisione. Ti metti in ginocchio la prima volta, fuori dalla partita. Lo fai la seconda, fuori dalla stagione, senza paga!".

A dare inizio alla protesta silenziosa contro la brutalità della polizia, la diseguaglianza razziale e l'ingiustizia sociale fu, nel 2016, Colin Kaepernick, quarterback dei San Francisco 49ers; fu poi seguito da altri giocatori, finché la protesta non si diffuse tra oltre 200 atleti in un solo weekend, a causa delle critiche di Trump. Il presidente ha più volte attaccato duramente giocatori e squadre, a cui ha chiesto di licenziare i partecipanti alle proteste; Kaepernick, diventato famoso a livello mondiale per la sua protesta, è rimasto senza squadra al termine di quella stagione e ha fatto causa alla Nfl, sostenendo che le franchigie della lega si sarebbero messe d'accordo per non farlo più giocare.

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