Niente collusione tra Trump e Russia, almeno per i repubblicani

E' la conclusione a cui sono giunti i membri del Gop della commissione Intelligence della Camera, che così si prepara a chiudere le sue indagini
AP

La Russia avrà anche interferito nelle elezioni presidenziali americane del 2016 e magari continuerà a farlo in altre occasioni ma non ci sono prove che Donald Trump o persone a lui associate si siano macchiati di collusione con Mosca. E' questa la conclusione a cui sono giunti i repubblicani parte della commissione Intelligence della Camera, e che è destinata a sollevare le critiche dell'opposizione democratica. Non solo perché intendono chiudere cos" l'inchiesta ma anche perché quei repubblicani sono convinti che le azioni del Cremlino non siano state pensate per favorire il miliardario di New York nella sfida contro la democratica Hillary Clinton nella corsa verso la Casa Bianca, tesi opposta a quella sostenuta dall'intelligence Usa.

Preparandosi a chiudere l'inchiesta, i legislatori del Gop parte della commissione hanno preparato la bozza di un rapporto - ancora non condiviso con i colleghi democratici parte del panel - in cui hanno scritto le loro conclusioni.

Mike Conaway, repubblicano del Texas che sin dalla scorsa primavera ha guidato questa indagine, ha spiegato alla stampa che la cosa peggiore che si è verificata è stata la mancanza di accortezza in aggiunta a "incontri inappropriati" tra membri della campagna di Trump e russi. Nonostante ciò, nulla porta a una collusione. Conaway ha citato l'incontro controverso avvenuto nel giugno 2016 alla Trump Tower tra un avvocato russo legato al Cremlino e membri della campagna di Trump sostenendo che "non sarebbe mai dovuto esserci. Non c'è dubbio. Ma non riusciamo a trovare qualcosa che ci porti alla collusione".

Nella bozza del rapporto, i repubblicani parte della commissione Intelligence della Camera hanno scritto che la Russia ha realizzato "misure attive" per interferire nella campagna del 2016 ma nulla porta a credere che Mosca stesse cercando di aiutare Trump. Questa conclusione contrasta con quella emersa da un rapporto del gennaio 2017 dell'intelligence Usa, secondo cui il presidente russo Vladimir Putin aveva ordinato una campagna per influenzare l'esito delle elezioni in favore di Trump.

Le conclusioni dei repubblicani parte di questa commissione sono giunte mentre l'inchiesta parallela da parte del procuratore speciale Robert Mueller si intensifica. Tuttavia Conaway non intende aspettare sviluppi, ignorando gli avvertimenti dei colleghi democratici secondo cui l'indagine della commissione Intelligence della Camera non dovrebbe essere chiusa prima del termine di quella di Mueller. Il repubblicano del Texas ha chiarito che se i democratici si aspettano che lui "se ne stia seduto e attenda che qualcosa accada", la sua risposta è "no". Conaway ha spiegato ai media che la bozza del rapporto verrà data ai democratici parte della commissione domani, marted" 13 marzo, in attesa di commenti e suggerimenti. Poi il documento verrà presentato alla comunità d'intelligence, a cui verrà lasciato il compito di decidere cosa cancellare e cosa no prima che venga reso pubblico, probabilmente non prima di aprile.

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