Nike: in due fanno causa e puntano a class action, "discriminate perché donne"

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Due donne hanno fatto causa contro Nike sostenendo di essere state discriminate in termini di stipendio e avanzamento della carriera semplicemente perché femmine. Il caso alimenta la crisi nella cultura aziendale del colosso americano dell'abbigliamento sportivo, iniziata a marzo quando nel giro di meno di 24 ore due top manager diedero le dimissioni per "condotte improprie" non meglio definite. Nike avviò un'inchiesta sul sistema di funzionamento delle risorse umane e di come le lamentele vengono fatte.

Le due donne donne hanno depositato la loro azione legale in un tribunale a Portland, la città dell'Oregon dove Nike ha il suo quartier generale. La loro tesi è che siano state pagate meno rispetto a uomini con le medesime funzioni. Nike "ha intenzionalmente e volutamente fatto discriminazioni" contro le donne "in merito a stipendi, promozioni e condizioni occupazionali". Le due donne ora puntano a lanciare una class action, cosa non insolita quando in gioco c'è un grande gruppo quotato.

Nike ha silurato almeno 11 executive a fronte di lamentele per un comportamento inappropriato. E dopo avere ammesso di avere fallito nel promuovere donne e persone appartenenti a minoranze, il mese scorso l'azienda ha detto che avrebbe dato un aumento a 7.000 persone. La decisione è stata frutto di un'analisi delle pratiche sui compensi.

I nomi delle due donne che hanno denunciato Nike sono Kelly Cahill e Sara Johnston. La prima ha lavorato per Nike dal 2012 al 2017 e sostiene di avere incassato 20mila dollari in meno rispetto a un dipendente maschio con il suo stesso ruolo. La seconda, un ex dipendente, sostiene di essere stata arruolata con uno stipendio base annuo di 33mila dollari non negoziabile e che due mesi dopo un uomo con meno esperienza fu assunto per lo stesso ruolo per 35mila dollari. Se Cahill sostiene che un executive fece riferimento alle donne come "lesbiche", la seconda ha detto che un collega le mandò foto di lui nudo e le inviò sms che non avevano nulla a che fare con il lavoro. Lei gli chiese di smetterla e lui reag" iniziando a trattarla male in ufficio. Il titolo Nike perde lo 0,6% a 80,80 dollari. Da inizio anno ha aggiunto il 29% e negli ultimi 12 mesi quasi il 34%.

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Trump condanna razzismo e invita all'unità un anno dopo Charlottesville

Al via a Washington manifestazione di suprematisti bianchi. Prevista contro-manifestazione. Nella città della Virginia dichiarato lo stato di emergenza
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Charlottesville. Un anno dopo. Mentre la capitale americana si prepara a ospitare una manifestazione di suprematisti bianchi - gli stessi che l'11 agosto del 2017 crearono caos e violenze mortali nella città della Virginia - Donald Trump invita una nazione forse mai così divisa "all'unità". Il 45esimo presidente americano ha fatto di nuovo ricorso al suo megafono - Twitter - per "condannare tutti i tipi di razzismo e atti di violenza". E per augurare "pace a TUTTI gli americani". Peccato che grand parte dei cittadini Usa creda che da quando Trump è stato eletto le relazioni razziali siano peggiorate.

Abituato ad attaccare i suoi più feroci critici, il Ceo di Tesla ne ha combinata un'altra delle sue. Il tutto mentre il mondo della finanza continua a interrogarsi se e come Elon Musk realizzerà il delisting del gruppo, ipotizzato martedì 7 agosto in una serie di tweet controversi su cui la Sec ha acceso un faro. Intanto il cda di Tesla si prepara a incontrare gli advisor finanziari per discutere dell'operazione.

Cooperare o morire. Facebook smentisce minaccia fatta agli editori

A darne notizia è The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch. Il social network non più interessato a inviare traffico ai gruppi media

Facebook ha smentito quando riportato da un sito australiano, secondo cui al Ceo Mark Zuckerberg "non importa" nulla degli editori e che il social network li lascerebbe morire se non cooperano con il gigante tecnologico. Stando alle indiscrezioni del The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch - il manager responsabile delle partnership nel campo dell'informazione (Campbell Brown) avrebbe messo in guardia i gruppi editoriali che non vogliono lavorare con l'azienda californiana. Lo avrebbe fatto la settimana scorsa durante un incontro a Sidney: "Vi terrò per mano mentre il vostro business muore, come si fa in un hospice". Facebook ha reagito dicendo che i commenti "sono stati decontestualizzati".

News Corp: nell'anno perdita più che doppia a 1,4 miliardi di dollari

Pesano investimenti per creare una delle più grandi pay-tv d'Australia. il Wall Street Journal ha più abbonati digitali che su carta
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Archiviato il suo quarto trimestre fiscale in perdita, ma soddisfando comunque gli analisti, News Corp ha chiuso l'esercizio 2018 con un buco di 1,4 miliardi di dollari, più che doppio di quello del 2017, e ricavi in rialzo dell'11% a 9,02 miliardi. Per il Ceo Robert Thomson quella dell'anno terminato il 30 giugno scorso è stata "una performance robusta in tutti i nostri business" e con "cambiamenti positivi e profondi nel nostro flusso dei ricavi, che sono stati più globali, digitali e basati sugli abbonamenti". Basti un esempio: The Times, The Sunday Times e The Wall Street Journal "hanno raggiunto nuovi massimi nella loro trasformazione digitale con abbonati digitali che ora superano quelli della versione cartacea" di questi giornali.

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Dopo essere stato pesantemente criticato per la serie di tweet controversi (e privi di dettagli) con cui il 7 agosto scorso aveva annunciato di volere delistare Tesla e renderla un gruppo in mani private, il Ceo Elon Musk ha pubblicato un blog post nel tentativo di fornire chiarimenti. Tuttavia gli investitori sono rimasti scettici sul suo piano di buyout.

L'ambasciatrice Mariangela Zappia debutta all'Onu, vede Guterres

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso il palazzo di vetro ha presentato le sue credenziali. I temi prioritari per il nostro Paese: pace e sicurezza, diritti umani, sviluppo sostenibile, migrazioni

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite a New York, l'ambasciatrice Mariangela Zappia, ha presentato oggi le lettere credenziali al segretario generale Antonio Guterres. Durante l’incontro con Guterres, Zappia ha evidenziato la priorità assegnata dall’Italia a un multilateralismo efficace, al ruolo del Palazzo di vetro per la pace e la sicurezza internazionali e quale pilastro di un sistema internazionale fondato sul diritto e sul rispetto della persona.

Dazi Usa per 16 miliardi di dollari su import cinese scattano il 23 agosto

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Preannunciati il 15 luglio, i dazi americani su prodotti cinesi per 16 miliardi di dollari entreranno in vigore il 23 agosto prossimo. Le tariffe doganali si aggiungeranno a quelle del 25% scattate il 6 luglio scorso per 34 miliardi su 818 articoli Made in China.

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La retorica del presidente statunitense, Donald Trump, contro i mass media 'nemici del popolo' è "molto vicina all'incitamento alla violenza", che potrebbe portare i giornalisti ad autocensurarsi o a essere attaccati. Lo ha detto l'alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Zeid Ra'ad al-Hussein, in un'intervista esclusiva al Guardian prima della fine del suo mandato. Il diplomatico e principe giordano lascerà l'incarico questo mese, dopo aver deciso di non ripresentarsi per un secondo mandato quadriennale, in un momento in cui le grandi potenze mondiali sembrano meno impegnate a combattere gli abusi.

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