Nixon era gay?


Secondo nuova biografia, avrebbe avuto relazione con amico Rebozo


27.12.11

12:54

Scordatevi Watergate. Il più grande scandalo che vede coinvolto l’ex presidente degli Stati Uniti Richard Nixon deve ancora essere svelato. Secondo una nuova biografia pubblicata dal giornalista americano Don Fulsom, quel che è ricordato da tutti come il più sporco e oscuro presidente nella storia degli Stati Uniti aveva altri segreti nell’armadio. Oltre a essere un alcolista, a colpire la moglie e ad avere legami con la mafia, Fulsom suggerisce che Nixon fosse gay.

Nel suo nuovo libro, “Nixon’s Darkest Secrets”, i più oscuri segreti di Nixon, Fulsom sostiene che l’ex presidente dichiaratamente omofobo potrebbe avere avuto una relazione con il suo migliore amico e confidente, il banchiere con legami alla mafia, Charles “Bebe” Rebozo.

Secondo Fulsom, Nixon picchiò la moglie di 53 anni Pam, prima, durante e dopo la sua presidenza. Alla Casa Bianca, i due avevano stanze separate; e a Key Biscayne, in Florida, esclusivo luogo di villeggiatura di Nixon, mentre la moglie era ospitata in un altro edificio, Rebozo dormiva nella stanza accanto al presidente. Nel testo, Fulsom si spinge fino a suggerire che Nixon venne addirittura istruito dai militari su come baciare la first lady per apparire più convincente. E cita un ex giornalista della rivista Time che durante un cena alla Casa Bianca, piegandosi per raccogliere una forchetta, notò Nixon e Rebozo tenersi la mano sotto il tavolo. Per il giornalista, un gesto abbastanza intimo che implica “omosessualità repressa”. Secondo Fulsom, altri gesti della stessa natura non erano insoliti quando i due erano ubriachi.

È perlomeno curioso notare che il libro esce poco dopo il film di Clint Eastwood su J. Edgar Hoover che racconta di una presunta relazione omosessuale tra l’ex direttore dell’Fbi e il suo vice Clyde Tolson. Ma mentre Tolson era un personaggio moralmente ineccepibile, Rebozo era l’opposto e negli anni Sessanta l’Fbi lo descriveva come “un associato non affiliato di diversi esponenti della criminalità organizzata”.

Nato due mesi dopo Nixon nel 1912, Charles “Bebe” Rebozo era il nono figlio di un emigrato cubano. Prima di aprire una banca nel 1964, fece l’imprenditore immobiliare, probabilmente come fronte per gli interessi di Cosa Nostra in Florida. Secondo l’Fbi, aveva legami con boss come Santo Trafficante, il padrino di Tampa Bay, e Alfred “Big Al” Polizzi, un lacchè di Meyer Lansky –il contabile della mafia ebraica negli Stati Uniti morto nel 1983.

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