"Non solo attacchi informatici, anche propaganda e notizie false": l'intelligence Usa contro la Russia

Per il repubblicano John McCain, la Russia ha condotto un "attacco senza precedenti contro gli Usa" per influenzare le elezioni. Il presidente eletto non crede alla mano russa sull'hackeraggio contro i democratici
Ap

La seduta della commissione delle Forze armate del Senato statunitense, dedicata alle "minacce informatiche straniere" con la testimonianza delle massime autorità dell'intelligence, ha avuto, come atteso, un bersaglio principale: la Russia.

L'audizione si inserisce in un momento delicato nei rapporti tra intelligence, repubblicani e il presidente eletto, Donald Trump, che ha più volte detto di non credere ai servizi segreti, quando affermano che la Russia è responsabile degli attacchi informatici contro il partito democratico, durante la campagna presidenziale; si tratterebbe, per Trump, solo di un tentativo per delegittimare la sua vittoria. La commissione è guidata dal repubblicano John McCain, schierato con l'intelligence e convinto che "ogni americano dovrebbe essere preoccupato per l'attacco senza precedenti della Russia alla nostra nazione".

McCain ha portato subito la conversazione su Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, che ha pubblicato i documenti che hanno messo in difficoltà il partito democratico; in una recente intervista, Assange ha detto che non è stata la Russia a fornire i messaggi rubati dagli account di posta elettronica dei politici democratici. McCain ha chiesto a James Clapper, il direttore dell'intelligence nazionale, se Assange sia un individuo credibile; Clapper ha risposto: "Non dal mio punto di vista". Il capo dell'intelligence ha poi detto che gli attacchi degli hacker sono stati solo una parte degli sforzi della Russia di disturbare la campagna presidenziale. "È stata una campagna sfaccettata, che ha compreso la propaganda classica, la disinformazione, la diffusione di notizie false". Clapper ha poi dichiarato che Assange ha messo in pericolo le vite degli americani, con le sue rivelazioni.

Clapper ha detto di sapere che c'è "un grosso interesse" per le interferenze russe nelle elezioni, ma ha indicato che il pubblico dovrà avere pazienza e aspettare la pubblicazione di un rapporto non classificato sulla questione, che avverrà la prossima settimana. Clapper ha comunque detto che l'intelligence non ha modo di determinare l'impatto degli attacchi informatici sul risultato delle elezioni e che comunque "non hanno cambiato il conteggio dei voti".

Il presidente Barack Obama ha ricevuto oggi un resoconto dettagliato su tutto il rapporto classificato sugli attacchi degli hacker e domani sarà il turno del presidente eletto, Donald Trump. A proposito del presidente eletto, il suo portavoce Sean Spicer ha smentito le indiscrezioni di stampa secondo cui vorrebbe riorganizzare l'intelligence.

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World Bank

Washington - Il Fondo monetario internazionale voleva usare i suoi lavori primaverili per "unire le nazioni" e allentare le tensioni commerciali riaccese dal braccio di ferro tra Usa e Cina. I cosiddetti Spring Meetings dell'istituto guidato da Christine Lagarde sono invece finiti come erano iniziati. Il mondo continua a temere una guerra commerciale dalla quale - è la tesi - non emergerebbe nessun vincitore mentre gli Stati Uniti continuano a volere perseguire un commercio "libero, equo e reciproco". Dunque, non resta che trattare.

Cinema, morto Verne Troyer, il "Mini me" di Austin Powers

L’annuncio sul suo profilo Facebook. Aveva 49 anni. Per Mike Myers era "un faro di positività"

Verne Troyer, l’attore americano conosciuto soprattutto per aver interpretato il ruolo di "Mini-Me" nella serie Austin Powers è morto sabato a Los Angeles all’età di 49 anni. Troyer, alto solo 81 centimetri, era affetto da nanismo e aveva raggiunto il successo sul grande schermo grazie al ruolo del perfido clone "tascabile" del cattivissimo Dottor Male, prima in 'Austin Powers: La spia che ci provava' e poi nel sequel del 2002 'Austin Powers in Goldmember'.

Usa: monta la preoccupazione per la Belt and Road Initiative cinese

Washington chiede maggiore trasparenza sull'eccesso di debito concesso a nazioni a basso reddito. Sotto sotto teme la crescente influenza di Pechino in Africa ed Eurasia
Xi Jinping AP

Gli Stati Uniti di Donald Trump hanno preso di mira la Cina, non solo sul fronte commerciale. Washington guarda con apparente preoccupazione alla "Belt and Road Initiative", l'iniziativa per lo sviluppo e le infrastrutture lanciata cinque anni fa, rivolta a una settantina di nazioni e pensata per fornire centinaia di miliardi di dollari di prestiti. La prima economia al mondo teme che la nazione asiatica e il suo presidente Xi Jinping vogliano ampliare la loro influenza nel mondo, specialmente in Africa e nell'Eurasia.

Padoan al prossimo governo: la strada delle riforme è quella giusta

Lagarde (Fmi): sfruttare la finestra ancora aperta, nuvole all'orizzone. Conteno (Eurogruppo): ottomista sull'Eurozona. Scholtz (finanze tedesche): contro gli euroscettici, avanti con riforme
AP

Da Washington, Pier Carlo Padoan ha rivendicato il lavoro fatto al ministero delle Finanze dal febbraio 2014 a oggi. E preparandosi a dire addio al suo incarico, ha lanciato un messaggio al prossimo governo (che fatica a prendere forma): "Non ci sono scorciatoie, la strada intrapresa [delle riforme] è quella giusta". Su questo è d'accordo il Fondo monetario internazionale, che ci chiede un piano "credibile e ambizioso" per portare avanti un consolidamento fiscale. Perché è vero che l'istituto guidato da Christine Lagarde ha rivisto leggermente al rialzo le stime di crescita dell'Italia. Ed è vero che il debito sta migliorando, ma resta alto mettendo l'Italia tra i Paesi che - come ha avvertito il d.g. del Fondo Christine Lagarde - "potrebbero essere colpiti di più se le condizioni di mercato", ora favoravoli, "cambiano".

L'alt nucleare della Nordcorea

Kim vuole lanciare la versione nordcoreana della glasnost sovietica di Mikhail Gorbachev?

E' certamente un "notevole progresso", come ha detto Donald Trump. Ma per esserlo, l'annuncio arrivato ieri dalla Corea del Nord di un alt ai suoi test missilistici e nucleari deve essere genuino. Per scoprirle se lo sia, serve tempo e dunque un cauto ottimismo - quello consigliato dagli osservatori - sembra necessario.

Visco: avanti con la crescita, ma senza dimenticare i vincoli

Il governatore di Banca d'Italia "fiducioso" nel senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni. Spagnoli più ricchi degli italiani? Padoan usa una metafora calcistica: le rimonte sono possibili.

Washington - E' essenziale che la crescita in Italia non subisca una battuta d'arresto. E che non si dimentichino i vincoli "formali e sostanziali" che vanno rispettati in termini di conti pubblici. E' questo il messaggio lanciato dal governatore di Banca d'Italia al futuro governo del nostro Paese, che non potrà non tenere conto del debito pubblico. Da Washington, dove si sono conclusi i lavori primaverili del Fondo monetario internazionale, Ignazio Visco si è detto "fiducioso" che nella futura classe dirigente italiana "ci sarà un grande senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni". La speranza è che chiunque sarà al governo prenda atto dei vincoli che "non si possono dimenticare" e di un debito che resta alto, anche se il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan si aspetta che scenda maggiormente tra il 2018 e il 2020 passando al 123,9% dal 131,8% del 2017.

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Wall Street, attenzione rivolta agli Spring Meetings dell'Fmi

Tra i dati in programma oggi, le richieste dei sussidi di disoccupazione
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Il partito democratico statunitense ha deciso di fare causa alla Russia, allo staff elettorale di Donald Trump e a WikiLeaks, che avrebbero cospirato contro Hillary Clinton alle elezioni presidenziali statunitensi del 2016.