Nordcorea: a rischio il summit Trump-Kim

Pyongyang critica l'esercitazione congiunta tra Usa e Seul: una "provocazione". Washington valuta (forse) di non fare volare jet B-52. Tattica per negoziare?

L'incontro storico tra il presidente americano Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un rischia di saltare per via di un'esercitazione militare congiunta tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud iniziata venerdì scorso.

A mettere in dubbio un appuntamento previsto il 12 giugno a Singapore è stata la Corea del Nord, che ha fatto saltare all'ultimo minuto un meeting di alto livello previsto con funzionari di Seul mercoledì 16 maggio. Mentre la Casa Bianca preparava una risposta alle indiscrezioni giunte dalle agenzie di stampa nord e sudcoreane, il dipartimento di Stato diceva di non avere ricevuto indicazioni di un cambio dei piani e quindi a Washington ci si continua a prepare al faccia a faccia tra Trump e Kim. 

Heather Nauert, portavoce del dipartimento di Stato, ha detto in un briefing con la stampa che "Kim sa quanto siano importanti per gli Usa le esercitazioni, che conduciamo in tutto il mondo".

La Corea del Nord era rimasta insolitamente in silenzio in occasione dell'esercitazione congiunta iniziata il primo aprile scorso. A sorpresa, Pyongyang ha rispolverato una retorica dura definendo "una provocazione" l'ultima esercitazione, considerata (come sempre) una premessa per una invasione. Quell'esercitazione "va contro gli sviluppi politici positivi nella penisola coreana", ha fatto sapere la Central News Agency nordcoreana (Kcna) citata da Yonhap, agenzia di stampa sudcoreana.

"Gli Stati Uniti dovranno attentamente svolgere delle riflessioni sul destino del summit pianificato tra la Corea del Nord e gli Usa alla luce di questo agitazione militare provocatoria condotta insieme alle autorità sudcoreane", ha aggiunto Kcna.

La portavoce della Casa Bianca,Sarah Sanders, ha fatto sapere di essere a "conoscenza di quanto riferito dai media sudcoreani" e che gli Usa "guarderanno indipendentemente a cosa la Corea del Nord ha detto e continueranno a coordinarsi a stretto contatto con gli alleati". Intanto da Seul circolava voce che Washington stesse considerando di rimuovere i jet B-52 dall'esercitazione controversa, una concessione - se confermata - a Pyongyang.

Quello della Corea del Nord è un passo indietro o forse una tattica per negoziare. Nel corso dell'incontro storico e altamente simbolico avvenuto il 27 aprile scorso, il suo leader e il presidente sudcoreano Moon Jae-in si erano impegnati a rimuovere tutte le armi nucleari della penisola coreana; i due leader avevano anche detto di volere mettere fine ufficialmente alla guerra di Corea entro il 2018 (nel 1953 fu firmato solo un armistizio). L'intesa è giunta dopo che Kim aveva superato un confinte pesantemente armato diventando il primo leader nordcoreano a mettere piede in un territorio controllato da Seul. La nazione più isolata al mondo aveva poi teso la mano a Trump liberando tre cittadini Usa e iniziando a smantellare un sito usato per condurre test nucleari.

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