Nuove sanzioni Usa contro l'Iran. Trump agli alleati: "Conseguenze gravi" se non le rispettate. La Ue si organizza

Dal 7 agosto presi di mira il settore auto, oro e metalli preziosi. Dal 5 novembre puniti settori energetico e bancario. Il presidente americano "aperto" a un nuovo accordo con Teheran, ma "cambi comportamento"

Scatterà oggi alla mezzanotte di Washington, le sei del mattino del 7 agosto in Italia, il primo round delle nuove sanzioni americane contro l'Iran. E la Ue prepara un cambiamento della sua normativa per permettere alle aziende sul suo territorio di non dovere rispettare le misure americane, che seguono il ritiro, annunciato lo scorso 8 maggio, degli Stati Uniti dallo storico accordo sul nucleare iraniano siglato nell'estate 2015 dalle principali potenze mondiali e pensato per contenere le ambizioni nucleari di Teheran in cambio della rimozione di sanzioni.

Ad essere presi di mira da queste prime sanzioni Usa sono vari settori dell'economia iraniana, dalle auto all'oro e altri metalli prezioso. Le sanzioni contro i settori petrolifero, energetico e bancario scatteranno invece dal 5 novembre prossimo. Con esse sarà impedita anche qualsiasi transazione da parte di istituzioni finanziarie straniere con la banca centrale iraniana.

Ancora convinto che il cosiddetto Comprehensive Plan of Action (JCPOA) sia "orribile", il presidente americano Donald Trump intende aumentare la pressione su Teheran affinché "cambi la sua condotta". Preannunciando l'introduzione di nuove sanzioni contro Teheran, il leader Usa ha spiegato che Washington "lavorerà a stretto contatto con le nazioni che fanno business con l'Iran per fare in modo che rispettino a pieno la compliance. Gli individui o i soggetti che falliranno nel ridurre a zero le loro attività con l'Iran rischiano conseguenze gravi". Trump fa pressing "su tutte le nazioni" affinché lascino il mercato iraniano mettendo fine, tra le altre cose, alle importazioni di greggio iraniano "per chiarire al regime iraniano che si trova di fronte a una scelta: cambiare il suo comportamento minaccioso e destabilizzante e reintegrarsi nell'economia globale, o continuare sulla strada dell'isolamento economico".

Sostenendo che l'Iran minaccia l'America e i suoi alleati, Trump ha aggiunto di "restare aperto a un accordo più completo che affronta una vasta gamma delle attività maligne del regime, incluso il suo programma missilistico e il suo sostegno al terrorismo. Gli Usa danno il benvenuto alla partnership di nazioni che la pensano allo stesso modo".

La Ue, che dell'accordo sul nucleare iraniano è un difensore, ha già preso le distanze da Washington. Dalla mezzanotte aggiornerà una legge degli anni '90 che permette alle aziende europee di non rispettare le misure Usa. Le stesse aziende colpite dalle sanzioni secondarie americane potranno portare gli Usa in tribunali Ue per ottenere risarcimenti.

In una nota congiunta i ministri degli Esteri di Germania, Francia e Regno Unito insieme a Federica Mogherini, il capo della diplomazia europea, hanno criticato le mosse della Casa Bianca: "preservare l'accordo nucleare con l'Iran significa rispettare accordi internazionali e tutelare la sicurezza internazionale". Nonostante l'iniziativa Ue, ci sono dubbi sulla capacità di Bruxelles di difendere le aziende europee dalle sanzioni Usa

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