Nuovi permessi ai Dreamers, Trump si arrende (per ora) alla decisione di un giudice

L'amministrazione statunitense ricomincia ad accettare le richieste dei rinnovi, interrotti a ottobre, seguendo l'ordine di un tribunale della California. Non è, però, una marcia indietro del presidente

Tutto come prima, almeno per ora. Il governo federale degli Stati Uniti ha annunciato che ricomincerà ad accettare le richieste di rinnovo per il Daca, il Deferred Action for Childhood Arrivals (Daca), il programma voluto nel 2012 da Barack Obama per permettere agli immigrati irregolari, entrati da bambini nel Paese, di evitare l'espulsione e ricevere un permesso di lavoro o di studio biennale e rinnovabile.

In una nota, lo United States Citizenship and Immigration Services (Uscis) - che fa parte del dipartimento per la Sicurezza interna e si occupa di visti, naturalizzazioni, asilo - ha informato che "fino a ulteriore comunicazione" il Daca "sarà in funzione secondo i termini in vigore prima che fosse abrogato il 5 settembre 2017" per volontà del presidente Donald Trump.

Non si tratta - come scritto da molti media italiani, ndr - di una marcia indietro di Trump, travolto dalle polemiche per aver definito "luoghi di merda" i Paesi centroamericani e africani durante un vivace scontro con i senatori statunitensi sull'immigrazione (circostanza smentita dal presidente, ma confermata da alcuni presenti), ma di una semplice 'presa d'atto', dopo che un giudice federale della California ha emesso un'ingiunzione, ordinando all'amministrazione di far ripartire il Daca e "mantenerlo su base nazionale", in attesa che si concludano le cause contro la decisione di Trump. Non a caso, l'Uscis ha specificato che la decisione "è dovuta all'ordine di un tribunale federale". 

Su Twitter, il presidente aveva reagito alla decisione del tribunale definendo il sistema giudiziario "guasto e ingiusto" e attaccando i suoi oppositori, che si rivolgono "sempre al Nono circuito (i distretti giudiziari sono organizzati in circuiti regionali, ndr) e vincono quasi sempre, prima che la decisione sia ribaltata da tribunali di grado superiore". Al momento, il dipartimento di Giustizia non ha presentato appello e nemmeno la richiesta di sospensione dell'ingiunzione.

Il programma Daca "è probabilmente morto", ha comunque scritto Trump, dopo l'annuncio dell'Uscis, "perché i democratici non lo vogliono veramente, vogliono solo parlare e togliere denaro al nostro esercito, che ne ha disperatamente bisogno". "In quanto presidente, voglio che le persone che vengono nel nostro Paese ci aiutino a essere più forti e di nuovo grandi, persone che arrivino attraverso un sistema basato sul merito. Basta lotterie! #America first (L'America viene prima)".

Il giudice ha scritto che ai precedenti beneficiari del Daca, conosciuti come Dreamers, deve essere consentito il rinnovo del permesso, mentre il governo non dovrà accettare le domande di immigrati che non hanno mai usufruito del programma. Il giudice ha poi specificato che l'amministrazione potrà continuare a impedire ai beneficiari del Daca di tornare negli Stati Uniti, se lasciano il Paese.

Seguendo le indicazioni del giudice, lo United States Citizenship and Immigration Services ha reso noto che le persone in possesso di un permesso scaduto dopo il 5 settembre 2017 potranno richiederne il rinnovo; coloro a cui il permesso è scaduto prima, non potranno rinnovarlo, ma richiederne uno nuovo. Non saranno invece accettate le domande presentate da persone che non hanno mai ottenuto il Daca.

A settembre, Trump ha deciso di mettere fine al programma, definendo l'azione di Obama incostituzionale, dando sei mesi di tempo al Congresso per trovare una soluzione appropriata per le 689.800 persone interessate dal provvedimento (è l'ultima stima del governo, al 4 settembre 2017) e consentendo entro il 5 ottobre un ultimo rinnovo alle persone con un permesso in scadenza. Tutti i permessi Daca sarebbero scaduti, seguendo i tempi dettati da Trump, entro la fine del settembre 2019.

Trump ha più volte detto di voler proteggere i Dreamers, ma di volere in cambio i fondi per la costruzione (o, per meglio dire, il completamento) del muro con il Messico e il rafforzamento delle regole e dei controlli alle frontiere. Un gruppo bipartisan di senatori gli ha presentato una proposta di legge, che lo ha fatto infuriare perché prevede anche di dare alle persone che godono del Temporary Protected Status la possibilità di ottenere una Green Card, ovvero un permesso di residenza permanente. A quel punto, il presidente avrebbe detto: "Perché prendiamo tutte queste persone da Paesi di merda?".

Giorni prima, l'amministrazione Trump ha deciso di cancellare il Temporary Protected Status (Tps), un permesso di residenza temporaneo, a circa 200.000 salvadoregni, molti dei quali vivono negli Stati Uniti da oltre 15 anni. Il Tps è un programma che fornisce una speciale protezione agli stranieri, soprattutto provenienti dall'America Centrale, che emigrano per fuggire da guerre, disastri naturali o catastrofi, entrati negli Stati Uniti senza documenti. Nelle settimane passate, la protezione è stata cancellata a 60.000 haitiani e a 2.500 nicaraguensi; la decisione sul futuro di circa 57.000 honduregni che vivono negli Stati Uniti è stata invece rinviata di 6 mesi.

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