Nuovo libro su Obama: sulla politica estera "è esitante e controlla tutto"

L'autore è Vali Nasr, ex consulente del dipartimento di Stato

Mentre sulla scena politica internazionale i riflettori sono puntati sul primo viaggio del nuovo segretario di Stato John Kerry in Europa e Medio Oriente, negli Stati Uniti è in uscita un nuovo libro che critica fortemente la politica estera del presidente Barack Obama. "Esitante", "che controlla tutto", "avversa al rischio", "politicizzata": sono questi i termini che usa Vali Nasr, professore universitario scelto nel 2009 da Richard Holbrooke, l'inviato speciale del dipartimento di Stato in Afghanistan e Pakistan, per descrivere la politica estera di Obama.

Nel suo libro “The Dispensable Nation”, la nazione superflua, Nasr offre una panoramica della gestione degli affari internazionali durante i primo mandato di Obama, dicendo che "il presidente aveva la preoccupante abitudine di consultare per le più importanti scelte in materia di politica estera un ristretto circolo di consulenti della Casa Bianca relativamente inesperti e il cui campo era strettamente politico". (segue)
"Controllavano tutto", ha detto a Nars l'ammiraglio Mike Mullen, fino al settembre 2011 presidente dell'organo dei capi di stato maggiore delle forze armate americane, sostenendo che l'allora segretario di Stato Hillary Clinton non avrebbe ricevuto molto sostegno dalla Casa Bianca. "La mia speranza è che Kerry riesca a fare di più, ma è ancora presto - ha detto Nars al Daily Telegraph - sta certamente cercando di coinvolgere di più gli Stati Uniti, ma ci deve essere una fondamentale e strategica decisione dalla Casa Bianca di riorientare l'approccio".

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Non c'erano dubbi ma il 19enne che nel giorno di San Valentino ha aperto il fuoco e ucciso 17 persone nel suo ex liceo in Florida ha ammesso di essere lui l'autore di quella che è stata una delle peggiori sparatorie avvenute dentro un istituto scolastico della storia moderna americana. Dopo essere stato catturato, Nikolas Cruz ha detto agli agenti di polizia di avere "iniziato a sparare agli studenti che vedeva nei corridoi e intorno alla scuola" una volta arrivato sul posto. E' quanto è emerso dal rapporto del suo arresto, pubblicato ieri nel tardo pomeriggio americano.

Wall Street, prosegue il momento positivo

Indici verso la migliore settimana in oltre un anno
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Strage in Florida: Trump ancora una volta non parla di controllo delle armi

Il presidente americano ha proposto maggiore sicurezza nelle scuole e più impegno per la salute mentale dei cittadini americani. L'Fbi era stata avvertita della pericolosità di Cruz nel settembre del 2017

Ancora una volta Donald Trump non fa riferimento a leggi più severe sul controllo delle armi, commentando la strage avvenuta mercoledì in una scuola a Parkland, in Florida, in cui sono morte 17 persone. Il presidente americano ha parlato dell'importanza di nuove misure di sicurezza nelle scuole e dei problemi di salute mentale negli Stati Uniti. Un'ora prima, il segretario alla Giustizia, Jeff Sessions, ha seguito la stessa linea, promettendo maggiori controlli, parlando di problemi mentali e infine incolpando le gang. 

Dimon (Jpm) è il banchiere meglio pagato per secondo anno di fila

Nel 2017, compensi per 29,5 milioni (+5%). Per Gorman (Morgan Stanley) +20% a 27 milioni. Per Blankfein (Goldman) +9% a 24 milioni di dollari. Per Corbat (Citigroup) +48% a 23 milioni
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James Dimon, il numero uno di JP Morgan, si è confermato il banchiere meglio pagato a Wall Street per il secondo anno di fila: nel 2017 ha ricevuto compensi per 29,5 milioni di dollari , il 5% in più sul 2016.

Il piano infrastrutturale di Trump

Previsti progetti da 1.500 miliardi di dollari in 10 anni ma il governo federale ce ne mette solo 200 miliardi. L'amministrazione Usa conta su stati, municipalità e privati
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Lo aveva promesso sin dalla notte della sua vittoria elettorale nel novembre 2016. Oltre un anno dopo, il presidente americano Donald Trump ha finalmente presentato un piano per progetti infrastrutturali da 1.500 miliardi di dollari in 10 anni, che rischia però di deludere. Il governo federale è pronto a impegnarsi a investire solo 200 miliardi di dollari. Inoltre, l'iniziativa ha di fronte a sé un futuro incerto al Congresso, che deve trovare i fondi per finanziarla e deve legiferare in materia.

Mueller: la Russia ha condotto una guerra informatica contro gli Usa

Lo scopo: favorire Trump e Sanders con migliaia di troll, pubblicità e interferenze nella campagna elettorale. Facebook e Twitter chiudono in rosso a Wall Street
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Quello di venerdì è stato il quinto rinvio a giudizio per cittadini o società russe accusate di aver influenzato le elezioni presidenziali americane del 2016. Tuttavia si tratta del primo del procuratore speciale, Robert Mueller, che dal maggio del 2017 sta indagando sul Russiagate e sulle possibili connessioni tra il Cremlino e alcuni membri del comitato elettorale di Donald Trump.

Uber fa concessioni per riottenere la licenza a Londra

La City rappresenta il mercato europeo più grande per il gruppo
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Uber fa promesse al fine di riottenere la licenza per operare a Londra, il suo più grande mercato europeo.

Molestie sessuali: Trump crede agli uomini

Il presidente ha ripetutamente empatizzato con chi è stato accusato di violenze. Getta dubbi sul movimento #MeToo e chiede un "giusto processo". Gop nel caos

Che Donald Trump non fosse un femminista, lo aveva detto lui stesso a fine gennaio. Che il 45esimo presidente americano sia convinto di potere fare di tutto alle donne, anche prenderle per i genitali, lo aveva dichiarato lui stesso in un video emerso in piena campagna elettorale, comunque finita in suo favore. Che tenda a schierarsi dalla parte degli uomini, a prescindere dal fatto che siano stati accusati di violenze contro le loro mogli, lo ha fatto capire "augurando il meglio" al segretario di gabinetto costretto a dimettersi imbarazzando una Casa Bianca che sapeva. Che non gli importi delle vittime di potenziali abusi, lo ha confermato su Twitter sabato 10 febbraio esprimendo dubbi sul movimento #MeToo, che invece secondo il suo ex stratega Steve Bannon avanzerà "come il Tea Party, solo in modo molto più grande".

Facebook perde utenti giovani: preferiscono Snapchat

E' quanto emerge da uno studio di eMarketer secondo cui nel 2018, il gruppo guidato da Zuckerberg perderà 2 milioni di iscritti al di sotto dei 25 anni, mentre Snapchat ne attrarrà 1,9 milioni intorno a quell'età.

Facebook sta perdendo giovani utenti, che preferiscono Snapchat. E' quanto emerge da uno studio di eMarketer, secondo cui nel 2018 meno della metà dei ragazzi americani tra i 12 e i 17 anni userà il social network più grande al mondo almeno una volta al mese. La società di ricerca sostiene che il gruppo guidato da Mark Zuckerberg quest'anno perderà 2 milioni di utenti con un'età inferiore ai 25 anni, mentre Snapchat ne attrarrà 1,9 milioni intorno a quell'età. Secondo lo stesso studio, Facebook non potrà più contare su Instagram - altro social network della galassia fb - per "adescare" i giovani utenti. (Instragram nel 2018 acquisirà 1,6 milioni di iscritti tra i 12 e i 24 anni).

Google: il browser Chrome blocca le pubblicità "intrusive"

L'obiettivo - dice la controllata di Alphabet - è rendere la navigazione in rete più semplice. Ma i critici insorgono: selezione arbitraria dei contenuti, l'azienda vuole fare solo i suoi interessi

A partire dal 15 febbraio, il browser Chrome di Google - usato da oltre il 59% degli internauti - bloccherà automaticamente alcuni tipi di pubblicità online con l'obiettivo - dice la controllata di Alphabet - di rendere la navigazione in rete più semplice. Google ha descritto il cambiamento come uno sforzo collettivo del settore per liberare internet da spam e pop-up rendendo invece altre tipologie di pubblicità più attraenti per gli utenti.