NY, campagna pubblicitaria pro-Palestina paragona Israele al Sud Africa durante l'apartheid

I cartelloni affissi in 25 stazioni ferroviarie hanno suscitato polemiche: il loro debutto ha coinciso con l'inizio della Pasqua ebraica

Un gruppo pro-palestinese ha tapezzato 25 stazioni ferroviarie dell'area metropolitana di New York con cartelloni in cui Israele viene paragonato al Sud Africa ai tempi dell'apartheid. I poster, che hanno fatto il loro debutto ieri e resteranno in mostra per un mese, chiedono la "fine dell'apartheid adesso! Stop degli aiuti americani a Israele".

La tempistica della campagna di comunicazione è stata controversa: ha coinciso con il primo giorno del Passover - la Pasqua ebraica. Ma per l'American Muslims for Palestine - l'associazione a capo dell'iniziativa - è solo una coincidenza. "Il lancio segue mesi di pianificazione e preparazione e non ha nulla a che vedere con la festività ebraica come alcune organizzazioni sioniste sostengono", ha spiegato l'organizzazione in una nota. "La campagna contro il contributo [finanziario] americano ad Israele non ha nulla a che fare con gli ebrei né con il Passover ma piuttosto con l'apartheid e l'ingiustizia israeliane. E l'unico modo per onorare il Passover, che celebra la liberazione degli ebrei da un'antica oppressione, è quello di sostenere i diritti umani in Palestina adesso", si legge nel comunicato.

Il gruppo presieduto da Hatem Bazian ritiene che l'occupazione di Israele della West Bank e la costruzione di insiediamente sul territorio palestinese è simile all'apartheid - la prassi razzista con cui gli uomini di razza bianca hanno oppresso la maggioranza di colore nel Sud Africa. Per rafforzare il messaggio, l'affissione include una citazione del premio Nobel Desmond Tutu, che ha lottato contro l'apartheid stesso: "Sono stato profondamente sconvolto dalla mia visita nella Terra Santa. Mi ha ricordato così tanto di quanto accadde a noi persone di colore in Sud Africa".

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Messo sotto pressione dagli investitori, Facebook ha deciso di non perseguire più un piano simile a quello adottato invece da Alphabet e Snap e che avrebbe permesso a Mark Zuckerberg di mantenere il controllo dell'azienda mentre vende i titoli del gruppo in suo possesso a scopi benefici. Il Ceo e cofondatore del social network ha invece deciso di vendere fino a 75 milioni di azioni che al prezzo attuale valgono 12,75 miliardi di dollari. E' stato il gruppo stesso a comunicarlo in un documento depositato presso la Securities and Exchange Commission, la Consob americana.

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