NY, campagna pubblicitaria pro-Palestina paragona Israele al Sud Africa durante l'apartheid

I cartelloni affissi in 25 stazioni ferroviarie hanno suscitato polemiche: il loro debutto ha coinciso con l'inizio della Pasqua ebraica

Un gruppo pro-palestinese ha tapezzato 25 stazioni ferroviarie dell'area metropolitana di New York con cartelloni in cui Israele viene paragonato al Sud Africa ai tempi dell'apartheid. I poster, che hanno fatto il loro debutto ieri e resteranno in mostra per un mese, chiedono la "fine dell'apartheid adesso! Stop degli aiuti americani a Israele".

La tempistica della campagna di comunicazione è stata controversa: ha coinciso con il primo giorno del Passover - la Pasqua ebraica. Ma per l'American Muslims for Palestine - l'associazione a capo dell'iniziativa - è solo una coincidenza. "Il lancio segue mesi di pianificazione e preparazione e non ha nulla a che vedere con la festività ebraica come alcune organizzazioni sioniste sostengono", ha spiegato l'organizzazione in una nota. "La campagna contro il contributo [finanziario] americano ad Israele non ha nulla a che fare con gli ebrei né con il Passover ma piuttosto con l'apartheid e l'ingiustizia israeliane. E l'unico modo per onorare il Passover, che celebra la liberazione degli ebrei da un'antica oppressione, è quello di sostenere i diritti umani in Palestina adesso", si legge nel comunicato.

Il gruppo presieduto da Hatem Bazian ritiene che l'occupazione di Israele della West Bank e la costruzione di insiediamente sul territorio palestinese è simile all'apartheid - la prassi razzista con cui gli uomini di razza bianca hanno oppresso la maggioranza di colore nel Sud Africa. Per rafforzare il messaggio, l'affissione include una citazione del premio Nobel Desmond Tutu, che ha lottato contro l'apartheid stesso: "Sono stato profondamente sconvolto dalla mia visita nella Terra Santa. Mi ha ricordato così tanto di quanto accadde a noi persone di colore in Sud Africa".

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Italia, Dbrs avverte: stabilità prossimo governo a rischio, non escluse nuove elezioni

L'agenzia canadese conferma il rating BBB (High) e l'outlook stabile. La ripresa continua. Debito pubblico e Npl ancora alti. Dalla chiamata alle urne del 4 marzo non si aspetta un vincitore. Ipotizza coalizione guidata da M5S

Il consolidamento fiscale procede e una ripresa economica più forte controbilancia le sfide future legate all'alto debito pubblico, agli "ancora elevati livelli" di crediti deteriorati e all'incertezza politica. E' questa la fotografia scattata da Dbrs, che ha lasciato il rating a BBB (alto) con outlook stabile sul nostro Paese. L'agenzia canadese ha avvertito: dalle elezioni del prossimo 4 marzo "difficilmente emergerà un vincitore chiaro". Di conseguenza, un "parlamento appeso" a equilibri incerti "potrebbe condizionare la stabilità del prossimo governo e dunque l'agenda di riforme così come il passo del consolidamente fiscale".

Sul piano dei fondamentali, Dbrs sembra tutto sommato fiduciosa. E' sul fronte politico che mostra cautela al punto da "non escludere la possibilità di altre elezioni" dopo quelle di inizio marzo. Non solo. Ipotizza una coalizione di governo capitanata dal Movimento 5 Stelle, anche se la probabilità che ciò si verifichi è giudicata "bassa".

Wall Street, ottimismo da record

Prosegue il momento d'oro per gli indici statunitensi. Oggi prezzi al consumo e vendite al dettaglio
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Negli Stati Uniti sta per verificarsi un cambiamento non indifferente nel settore automobilistico: i gruppi stranieri presto produrranno su suolo statunitense più vetture di quelli di Detroit, capitale americana delle quattro ruote. E questo anche grazie alla nuova fabbrica che le giapponesi Toyota e Mazda hanno deciso di costruire insieme in Alabama con un investimento da 1,6 miliardi di dollari; la mossa - che rende felice il presidente americano Donald Trump, che da sempre spinge sul Made in America - darà lavoro a 4.000 persone. E' il primo impianto totalmente nuovo ad essere costruito da quando Trump ha messo piede nella Casa Bianca il 20 gennaio del 2017.

Trump apre a soluzione diplomatica con la Corea del Nord. "Ho buon rapporto con Kim"

In una intervista con il Wall Street Journal, dallo studio ovale. Il presidente americano accusa Bannon di tradimento e promette un piano per le infrastrutture da 200 miliardi di dollari

Dopo mesi di attacchi diretti e minacce, adesso sembra che Donald Trump sia pronto a una soluzione diplomatica con la Corea del Nord, con cui il presidente americano avrebbe sviluppato buoni rapporti, nonostante le apparenze. Lo si legge in una intervista rilasciata da Trump al Wall Street Journal, in cui sostiene di avere "probabilmente un ottimo rapporto con Kim Jong Un", il leader della Corea del Nord.

Dieselgate: Ford accusata in una class action di avere barato sulle emissioni

I proprietari di pickup truck Super Duty sostengono che l'azienda abbia usato su almeno 500.000 vetture un software che ha consentito di ingannare il governo Usa e di inquinare oltre i limiti su strada

Ford Motor è accusata in una class action di avere barato sulle emissioni, la stessa accusa che travolse la tedesca Volgswagen nel settembre 2015 e che la costrinse a un mea culpa riguardante quasi 11 milioni di vetture.

Trump attacca migranti da Paesi "di merda"

Secondo il Washington Post, il presidente ha fatto riferimento a Haiti e a nazioni africane
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Ancora una volta Donald Trump ha parlato di migranti in modo spregiativo. E lo ha fatto di nuovo a porte chiuse. Il Washington Post ha citato due fonti secondo cui in un incontro tenutosi nello Studio Ovale con alcuni legislatori, il presidente ha reagito male all'idea di offrire protezioni ai migranti giunti in Usa da Haiti, El Salvador e da nazioni africane.

Fca: altro investimento da oltre 1 miliardo di dollari in Usa, bonus da 2.000 ai dipendenti americani

E' l'effetto "in parte" della riforma fiscale approvata da Trump prima di Natale. Il Ceo Marchionne trasferisce in Michigan dal Messico la produzione del Ram; gioca d'anticipo per evitare rischi legati a un cambiamento di Nafta

Esattamente come nel 2017, anche quest'anno Fiat Chrysler Automobiles ha fatto un annuncio a pochi giorni dall'apertura del salone dell'auto di Detroit. L'annuncio, questa volta doppio, compiacerà un Donald Trump reduce della sua prima vittoria legislativa in quasi un anno di presidente americana. E ciò potrebbe venire comodo, visto che il governo americano deve decidere non solo il destino di Nafta ma anche (entro aprile) se ridurre regole stringenti volute da Barack Obama sulle emissioni e sui consumi delle quattro ruote.

Troppi estremisti sui social: Facebook e Google al Senato Usa per spiegare cosa faranno

Nonostante le promesse e gli sforzi degli ultimi anni, sembra infatti che i colossi non riescano a eliminare queste posizioni radicali e radicalizzate dai loro siti.
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Settimana prossima i vertici di Facebook e Google testimonieranno davanti al Senato americano, per spiegare in che modo stanno cercando di fermare la diffusione di estremismi e del sostegno al terrorismo sulle loro piattaforme.

Il 2017 è l'anno più costoso nella storia Usa a causa di uragani e incendi

I disastri naturali hanno provocato danni per 306 miliardi di dollari

Il 2017 è stato l'anno più costoso nella storia degli Stati Uniti per via dei disastri naturali, da una serie di incendi a uragani arrivati a costare 306 miliardi di dollari. Lo ha detto la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) in un rapporto. Stando al rapporto, 16 eventi separati sono costati più di un miliardo l'uno.

Usa: inflazione rafforzata a fine 2017, Fed verso rialzo tassi a marzo

Il rendimento del Treausry a due anni sopra il 2%, prima volta dal 2008. La banca centrale americana sarà più "falco" che "colomba"?

Forse quello che Janet Yellen aveva definito un "mistero" sta per finire: l'inflazione in Usa ha terminato il 2017 con slancio portando gli investitori a credere che la Federal Reserve realizzerà la sua prima stretta del 2018 nella seconda riunione dell'anno nuovo, quella del 20 e 21 marzo.