Sono crollati due palazzi nel cuore di New York. Non si trovano due persone

I lavori alle tubature del gas al civico 121 della Second Avenue nell'East Village sarebbero la causa dell'esplosione dell'edificio, che ha provocato il crollo anche del civico 123. Per ora si parla di 19 feriti, tre dei quali gravi
Il denso fumo provocato dalle fiamme dopo l'esplosione nell'East Village AP

Ieri pomeriggio attorno alle 15 ora di New York (le 20 in Italia) c'è stata una forte esplosione all'interno di un edificio al civico 121 di Second Avenue, nell'East Village di Manhattan, New York. Pochi minuti dopo - mentre la polvere e i detriti hanno creato una fitta nube che ha avvolto le strade circostanti - è scoppiato un incendio che ha coinvolto quattro palazzi: quello dell'esplosione, e i civici 119, 123 e 125. Il civico 121 è parzialmente crollato, mentre il 123 è crollato completamente. Per ora il bilancio parla di 19 feriti, tre dei quali si troverebbero ricoverati in condizioni critiche al Bellevue Hospital di Manhattan. Secondo quanto riferito dal sindaco di New York e delle autorità della città, a causare l'esplosione potrebbe essere stata una fuga di gas. Nel palazzo infatti erano in corso dei lavori ("da parte di aziende private", ha detto de Blasio) e un'ora prima gli ispettori di Con Edison, l'azienda che gestisce la fornitura di gas e di elettricità nella città di New York, avevano ispezionato il luogo trovando delle irregolarità.

"Tutte le informazioni che vi possiamo dare sono ancora parziali visto che la situazione è in evoluzione", ha detto il sindaco di New York, Bill de Blasio, in una conferenza stampa a pochi passi dal luogo in cui è avvenuta l'esplosione. Al primo piano dell'edificio in cui è avvenuto lo scoppio c'era un ristorante di sushi, nel cuore di un'area molto frequentata e piena di locali e ristoranti. Secondo le autorità di New York mancherebbero due persone all'appello, tuttavia non sono state inserite nella lista ufficiale delle persone disperse. Sono Nicholas Figueroa e Moi­ses Lu­coan. Secondo la polizia di New York Figueroa - come ha testimoniato la sorella - stava pranzando all'interno del ristorante Sushi Park, al primo piano del civico 121, quando è avvenuto lo scoppio. Lu­coan invece stava lavorando all'interno del ristorante.

"È successo all'improvviso, abbiamo sentito uno scoppio e pochi secondi dopo decine di persone correre lontano dall'area", ha detto un testimone oculare al canale Abc. Questo mentre il 911 è stato tempestato di chiamate a partire dalle 15.17 di mercoledì. Diverse persone che hanno telefonato sostenevano di avere sentito una forte esplosione. Nel frattempo oltre 100 vigili del fuoco hanno continuato a cercare di domare le fiamme, i palazzi circostanti sono stati evacuati e le strade coinvolte sono state chiuse al traffico. Le autorità hanno fatto sapere che i lavori per la messa in sicurezza dei quattro palazzi coinvolti dureranno per ore e ancora che l'edificio al civico 119 potrebbe collassare.

Il portavoce dei vigili del fuoco di New York, Francis X. Gribbon, ha detto che secondo le prime informazioni a causare l'esplosione è stata una fuga di gas, ma che non ci sono ancora certezze. Nessuna certezza neppure sulle condizioni dei feriti e se all'interno dei palazzi sono rimaste intrappolate persone, anche se per ora il sindaco ha fatto sapere che non sono state fatte denunce di persone scomparse. Un portavoce di Con Edison, Michael S. Clendenin, ha dichiarato che all'interno dei palazzi dei civici 121 e 123 erano in corso lavori di rinnovamento dall'inizio dello scorso agosto. "Facendo riferimento ai nostri dati nel palazzo erano in corso dei lavori per cambiare le tubature del gas", ha detto Clendenin.

L'episodio di mercoledì segue quello avvenuto il 12 marzo del 2014 ad East Harlem, a nord di Manhattan: in quel caso a crollare erano stati due edifici di Park Avenue all'angolo con la 116esima strada a causa di una fuga di gas. I morti erano stati 8 mentre i feriti oltre 70. Come in quell'episodio anche questa volta si discute sulle condizioni della rete del gas nella città, che molto spesso è fatiscente.