NY Times: l'effetto Trump continua ma la pubblicità cala

Gli abbonamenti continuano a generare quasi due terzi dei ricavi del gruppo: a fine giugno erano 3,8 milioni, di cui 2,9 milioni solo digitali
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L'effetto Trump continua a fare bene ai conti della New York Times Company, il cui titolo a Wall Street tuttavia soffre nonostante utili e ricavi trimestrali migliori delle stime degli analisti.

L'editore dell'omonimo quotidiano newyorchese sta godendo di un aumento dei suoi lettori, che si è intensificato da quando Donald Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti nel novembre 2016. Gli abbonamenti continuano a generare quasi due terzi dei ricavi del gruppo, un trend visto continuare. Nell'ultimo trimestre tuttavia è continuato il calo degli introiti da pubblicità sul digitale, visti in ripresa nei tre mesi in corso.

Nel secondo trimestre del 2018 l'azienda editoriale ha registrato utili netti per 23,6 milioni di dollari, o 14 centesimi per azione, in rialzo del 51,7% dai 15,6 milioni, o 9 centesimi per titolo, dello stesso periodo del 2017. Al netto di voci straordinarie, i profitti per azione sono rimasti a 17 centesimi, superando le attese degli analisti pari a 13 centesimi per titolo. Il fatturato è salito dell'1,8% a 414,6 milioni di dollari dai 407,1 milioni del periodo aprile-giugno dell'anno scorso, anche in questo caso sopra il consenso per 411 milioni.

Nel dettaglio, si legge nel comunicato diffuso dall'azienda, le vendite da abbonamenti sono aumentate del 4,2% a 260,62 milioni grazie alla spinta del digitale mentre quelle da inserzioni pubblicitarie sono scese del 9,9% a 119,20 milioni. I ricavi da abbonamento a prodotti digitali sono cresciuti del 19,6% in un anno a 98,7 milioni di dollari. Gli abbonati digitali erano circa 2,892 milioni alla fine del periodo, un incremento netto di 109.000 unità rispetto al termine del primo trimestre del 2018 e il 24% in più sul secondo trimestre del 2017. Dei 109.000 nuovi abbonati, 68.000 sono legati ai prodotti di informazione digitale.

Il fatturato pubblicitario sul digitale ha continuato a soffrire (-7,5%) come quello su carta stampata (-11,5%). Nel primo caso, il fatturato è stato di 51 milioni di dollari (pari al 42,8% del fatturato totale) contro i 55,2 milioni di dollari (41,7%) del secondo trimestre 2017.

Mark Thompson, presidente e amministratore delegato di New York Times Company, ha commentato i conti dicendo che "nel secondo trimestre, abbiamo visto un aumento dei ricavi e della redditività in generale e una crescita che continua a essere solida delle attività legate agli abbonamenti digitali". Alla fine di giugno il gruppo contava 3,8 milioni di abbonati totali, di cui 2,9 milioni solo digitali. Secondo il Ceo, "i nostri abbonati sono venuti da noi intorno alle elezioni del 2016 e i periodi post-elettorali continuano ad andare meglio di quanto visto in precedenza". Thompson crede che ci sia ancora "spazio significativo" per aumentare il numero di abbonati. Quanto alla pubblicità, quello che si è chiuso a giugno è stato un trimestre "debole, come avevamo previsto, per gli introiti sul digitale ma restiamo fiduciosi che torneremo a una crescita annua forte nel terzo trimestre".

Per il periodo luglio-settembre, il NY Times prevede ricavi da pubblicità in calo tra l'1 e il 5% sullo stesso periodo del 2017 ma quelli sul digitale sono attesi in aumento del 10%; il fatturato da abbonamenti dovrebbe salire a cifra singola ma le vendite di abbonamenti digitali dovrebbero crescere tra il 15 il 19%.

Il titolo New York Times, in aumento del 24% da inizio anno, perde il 4,7% a 23,15 dollari.

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