Obama affina le sue armi tecnologiche

Per la rielezione, scienziati dei new media al lavoro nel quartier generale di Chicago per una campagna elettorale ancora più basata sul web 2.0

Meno di un mese fa avete letto qui di come la gigantesca “macchina” per la rielezione di Barack Obama sia in buona parte dedicata alle tecnologie per l'utilizzo di Internet nel modo più evoluto possibile, e come l' “arma segreta” sulla quale pare che il team Obama sia al lavoro sono degli indirizzari “intelligenti” che consentiranno l'invio di email differenziato a diversi tipi di simpatizzanti e militanti (la cosiddetta “Operazione Narvalo”).

Per un po' non se n'era più parlato, ma oggi il new York Times riprende l'argomento con un articolo dal titolo “Obama alla ricerca di elettori con strumenti Hi-Tech ”Ciò che i nostri occhi vedono sono i comizi e le apparizioni televisive; ma in realtà, spiega il Times, gran parte del dello staff nel quartier generale di Chicago in queste ore è alle prese con “un lavorìo deitro le quinte, certo meno appariscente ma potenzialmente vitale, per affrontare alcune delle sfide politiche più nascoste”.

L'articolo conferma che il cuore dell'avanguardia tecno-elettorale cui si lavora nella "war room" di Chicago è la “profilatura” di ogni singolo simpatizzante tramiote i social network. Va infatti considerato che dei circa 50 milioni di simpatizzanti che negli ultimi tre anni si sono connessi via internet con lo staff di Obama, la metà lo hanno fatto tramite Facebook, e quindi possono essere monitorati a seconda delle loro reazioni sul social network (una su tutte: i click sul pulsante “mi piace”) e così “schedati” in base alle rispettive preferenze ed inclinazioni.

Inoltre, c'è una preparazione sofisticatissima dei contenuti in base alle più avanzate tecniche di marketing sul web.
Decine di professionisti reclutati presso aziende del settore “information technology” stanno laboriosamente rifinendo i più sottili dettagli dei siti web “Obama 2012”. Lo scienziato dei media Rayid Ghani, che il team Obama ha ingaggiato l'anno scorso rubandolo agli Accenture Technology Labs di Chicago, ha condotto uno studio approfondito solo per stabilire le tonalità cromatiche che, sapientemente inserite in foto e sfondi della pagina web, appaiono favorire l'atteggiamento più incline ad accondiscendere a richieste di donazioni online. E non è che l'inizio.